Rastelli festival: giochi e spettacoli dedicati al «Signore dell’equilibrio»

 Dal 16 al 19 giugno, l’iniziativa per ricordare l’artista di circo e varietà morto a Bergamo nel 1931. Giocolieri da tutto il mondo, al teatro Sociale show della compagnia londinese di Sean Gandini.


«È l’ottava meraviglia del mondo. Uno dei più grandi artisti di circo e varietà. Ineguagliabile. Le sue armoniche prodezze sono state raccontate dalla stampa di ogni paese per l’originalità della tecnica, che univa la giocoleria d’origine italiana a influenze russe e orientali. Enrico Rastelli incarnò l’arte e l’epoca del suo tempo. Oggi considerato un grande classico, fu talmente innovativo da ispirare gruppi di teatro circo contemporaneo», racconta in un video messaggio Alessandro Serena, docente di Storia dello Spettacolo circense e di strada alla Statale di Milano, nonché uno degli ospiti del primo Rastelli festival, con annesso premio. Atteso da giovedì 16 a domenica 19 giugno, inserito nella stagione del Sociale, è dedicato al «signore dell’equilibrio», la cui effige, con un pallone tenuto su di un dito, è immortalata nella statua realizzata da Gianni Remuzzi per la tomba di famiglia al cimitero monumentale cittadino, meta di molti artisti di strada ogni 18 giugno, giornata mondiale della giocoleria.

Rastelli, nato nel 1896 in Russia da famiglia circense, morì a Bergamo nel 1931, «poco dopo il suo primo e unico spettacolo al teatro Duse - racconta l’assessore alla Cultura Nadia Ghisalberti, ricordando quella ferita durante l’esibizione causa di una morte prematura, essendo affetto da emofilia -. A questo spettacolare uomo, che fino all’ultimo restò sulla scena, la città dedica un festival, nato anche per riaffermare la tradizione dell’arte di strada, sempre più diffusa. L’augurio è che Bergamo diventi un punto di riferimento per la giocoleria internazionale». Nel nome di chi «oggi è un grande classico, ma fu innovatore - rimarca Lorenzo Baronchelli di Ambaradan, ideatore del festival con Maria Grazia Panigada, direttrice della prosa -. Fu lui a codificare alcuni attrezzi di giocoleria, come clave, anelli, palline».

E la memoria risfoglia l’album ingiallito di chi sin dall’età di quattro anni, insieme ai genitori, imparò a giocolare con quattro palline, fino a dieci contemporaneamente, e «solo con oggetti in numero pari, mentre la giocoleria era pensata sui numeri dispari - prosegue Baronchelli -. Si allenava dalle 6 alle 8 ore giornaliere e abitò in via Garibaldi in una casa con torre per potersi esercitare in altezza. All’epoca Rastelli fu anche il primo bergamasco ad avere una Mercedes e se la giocava con Rodolfo Valentino per notorietà sui rotocalchi. Era il Pavarotti della giocoleria e il Mozart nel gioco della palline». Dopo essersene andato via dalla Russia con la famiglia per lo scoppio della Rivoluzione nel 1917, migrò in Italia, poi andò in Inghilterra, affermandosi come artista solista. Tanto era la sua fama che girò in tournée a Parigi, Berlino, New York, dove veniva acclamato come il più grande.

«Rastelli in città faceva parte del mito, portando la giocoleria nei teatri d’Europa e del mondo. Non fu mai superato in quest’arte, tanto da gettare i semi per il circo teatro, poiché creava dei numeri all’interno di piccole drammaturgie», osserva Panigada, illustrando il festival che mescola spettacoli, laboratori, conferenze e il primo premio Rastelli award per under 35, con l’esibizione di 6 finalisti provenienti da Italia, Germania, Slovenia, Messico e Argentina e di un duo bergamasco. Tutto all’insegna di innovazione e professionalità, «non sono giocolieri da semaforo», puntualizza Baronchelli introducendo la compagnia londinese di Sean Gandini, che si esibirà sabato alle 21 al Sociale con lo spettacolo «4x4 Ephemeral»: poetica commistione di giocoleria, teatro e danza, è un viaggio effimero attraverso il tempo e lo spazio, unione di tradizione e avanguardia, secondo gli insegnamenti di Rastelli «l’incredibile - dice Gandini - e indimenticabile».