Francesco ama il circo. “Regala gioia perchè ci fa tornare all’infanzia”



Il circo regala gioia “perchè ci fa tornare all’infanzia”. La sua è “una bellezza artigianale, diversa da quella prodotta dalle grandi potenze del divertimento, che risulta un po’ asettica, poco umana”. Ed anche “una giostra non finisce di meravigliare, genera una gioia dolce, nei piccoli e nei grandi”. Lo ha sottolineato Papa Francesco incontrando oggi circensi e giostrai aderenti alla Associazione Nazionale Esercenti dello Spettacolo Viaggiante, in occasione dei 70 anni di fondazione. “Vi confesso – ha aggiunto il Papa – che io preferisco la vostra, che profuma maggiormente di stupore, di incanto, e che pero’ è frutto di ore e ore di duro lavoro”. “In effetti – ha osservato – la vocazione della vostra vita e del vostro lavoro è gioia. Io penso che, se risaliamo all’origine di ognuno dei vostri spettacoli, delle vostre carovane, troviamo sempre qualcuno, un nonno, una nonna, un bisnonno, che si è appassionato di questo tipo di spettacolo, ha sentito una vocazione gioiosa, e per questo è stato disposto a fare anche grandi sacrifici”. “È una vocazione – ha scandito Francesco – che diventa subito missione: la missione di offrire alla gente, ai bambini ma anche agli adulti e agli anziani, occasioni di divertimento sano, pulito, senza la necessità di andare sul basso a cercare qualcosa per divertirsi”.

A fronte di tutto quello che circhi e giostre riescono a regalare, ci sono pero’ le fatiche degli artisti e dei giostrai. “So bene – ha detto il Papa – che la vita del lavoro itinerante non è una vita facile. Conosco i disagi che incontrate con le vostre famiglie, nel vostro continuo andare di luogo in luogo”. “Si tratta – ha osservato Francesco – delle difficoltà a recuperare le piazze di sosta delle attrazioni; a trovare gli spazi adatti per le vostre carovane, dovendo rimanere a volte in luoghi fuori dalla città; a fermarvi in comunità che non sempre apprezzano il valore sociale di questo tipo di spettacolo”. “Non scoraggiatevi – ha esortato il Papa ai memmbri dell’Anesv – ma continuate il vostro cammino, perchè le nostre città e i nostri paesi non perdano il gusto di questa peculiare bellezza attraverso la vostra presenza, la vostra arte, la vostra gioia”. “Il vostro – ha poi concluso – è un cammino che, grazie a Dio, è illuminato dalla fede, una fede che vivete soprattutto in famiglia, e questo è molto importante: la famiglia in cammino con Dio, animata dalla fiducia nella Provvidenza. Un fede che trova anche nelle diverse parrocchie che attraversate dei luoghi di riferimento per la sosta spirituale: per la partecipazione all’Eucaristia, la preparazione e la celebrazione dei Sacramenti, per un consiglio e un aiuto fraterno della comunità. Per questo, auspico che tra le vostre comunità viaggianti e le comunità parrocchiali ci sia sempre l’apertura, l’incontro, il desiderio di conoscersi e condividere momenti di vita e di preghiera”. “Nel mio incontro con tutto il mondo dello spettacolo viaggiante, nel mese di giugno dell’anno scorso, ho sottolineato – ha ricordato il Papa – che voi siete ‘artigiani della festà, della meraviglia e del bello, chiamati ad alimentare sentimenti di speranza e di fiducia”. Cari fratelli e sorelle, vi affido tutti – ha poi concluso il Pontefice – alla materna protezione di Maria nostra Madre, lei vi accompagni sempre nel vostro andare e nel vostro sostare. Benedico di cuore tutti voi, i vostri cari e il vostro lavoro. E vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi”.

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