«Ho paura, ma non abbastanza per smettere»

In arrivo oggi a Lugano, dove si fermerà fino al 19 novembre, la grande carovana del Circo Knie. Abbiamo incontrato la giovane acrobata russa Ekaterina Abakarova

LUGANO – Prima di ripartire domenica sera per altre mete, clown e acrobati ci porteranno dentro la magia, dentro la magia di “Wooow!”, il nuovo programma.

Ekaterina (27 anni) è una di loro: lei e il suo patrigno Valeriy Sychev (48) sono i protagonisti del numero di acrobazia aerea “Desire of Flight”.

Ekaterina, fino a pochi mesi fa il numero veniva eseguito da tua madre (Malvina Abakarova, ndr).
«In luglio, durante un’esibizione a Lucerna, mamma è stata vittima di una brutta caduta. Un incidente che, purtroppo, le ha impedito di tornare in scena. E al circo serviva qualcuno che la sostituisse: dopo tre giorni io e papà eravamo già al lavoro…».

Ora mamma come sta?
«Sta meglio, è una donna molto forte. Ma le conseguenze dell'infortunio l'hanno obbligata a fermarsi. In particolare per questa performance».

Prima di sostituire tua madre dove lavoravi?
«Avevo un mio numero all’Europa Park, in Germania».

Raccontami di “Desire of Flight”…
«In quattro minuti io e papà portiamo in scena una storia d’amore, di un amore a senso unico. A fuggire, in questo caso, è lui. E lei, innamorata, d'un tratto, decide di togliersi la vita gettandosi nel vuoto... Alla base c’è “Je suis malade” cantata da Lara Fabian…».

Non hai paura? Soprattutto dopo quanto è accaduto a tua madre?
«Ho sempre paura, ma non abbastanza per smettere…».

Quali le misure per la vostra sicurezza durante il numero?
«Non ci sono, mi danno fastidio...».

Quanto ti alleni ogni giorno?
«Minimo tre ore...».

Immagino che mamma e papà siano i tuoi punti di riferimento assoluti. Ci sono comunque altri acrobati a cui ti ispiri?
«I fratelli Errani, anche loro quest'anno tra i protagonisti di “Wooow!”, e Anastasia Makeeva».

L’arte del circo viene tramandata di generazione in generazione… Non c’è mai un’eccezione?
«Alla fine, direi che è sempre così... Già i miei nonni erano acrobati e, come vedi, anch'io sono qui a fare questo lavoro… Devo dire, comunque, che fino a qualche tempo fa il mio obiettivo era un altro: volevo fare marketing e gli studi all’università proseguivano anche molto bene. Poi, però, ho cambiato idea…».

La tua, la vostra, è una vita “on the road”... Hai una base da qualche parte?
«La mia base è Mosca, dove vive mia nonna. Ma non posso passare a trovarla spesso. La carovana del circo si sposta continuamente…».

Parli un ottimo italiano…
«Il mio ragazzo è italiano, perciò l'ho imparato abbastanza in fretta... (ride)».

È un artista circense?
«Sì. E ora, grazie al Circo Knie, siamo in tour insieme».

Nei vostri piani c’è una famiglia, dei bimbi?
«Sì, certo, ma tra qualche anno...».

Qual è il tuo sogno in ambito professionale?
«Il mio sogno più grande l'ho realizzato...».

Ossia?
«Lavorare per il Circo Knie!».

DI MARCO SESTITO  


          
          


                         
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