"Le nostre elefantesse trattate come dei bimbi"

Carmagnola -"Non siamo criminali. Facciamo con impegno un lavoro che vuole divertire grandi e piccini, nell'assoluto rispetto e cura degli animali che collaborano con noi". Katiuscia Medini, responsabile con il fratello Alex dello spettacolo del Circo Donna Orfei che si svolgerà in piazza Olimpiadi dal 30 novembre al 03 dicembre, risponde con durezza contro chi nei giorni scorsi ha contestato in modi non ortodossi il loro spettacolo. E' accaduto nella tappa a Cinzano d'Alba. Non vogliamo che si ripeta a Carmagnola. E annuncia: "Stiamo prendendo provvedimenti contro chi non ci ha rispettati". Siamo stanchi di essere presi a male parole da chi si dice animalista  ma non sa neanche quanto ci prendiamo cura degli animali, che culliamo come dei bambini -dice determinata- Rispettiamo tutte le normative.Riceviamo controlli di ogni genere per accertare che stiano bene e vivano in un ambiente consono. Se venissero trattati male non potremmo nemmeno tenerli. Verremmo subito denunciati. Invece dopo i sopralluoghi ci fanno i complimenti".
Prosegue: " Piuttosto siamo pronti a privarci noi di qualcosa per non fare mancare nulla a loro. Per la legge del circo sono loro la priorità. E' nel nostro stesso interesse. E la nostra attenzione e la nostra passione per il circo sono state premiate con la contentezza di molti spettatori, nonostante la manifestazione di protesta".
Nello show si vedranno acrobati, l'uomo superforte, attrazioni aeree, contorsionisti, equilibristi al cavo d'acciaio a 6 metri da terra, ruota della morte, macchina cosmica. Circa una ventina di operatori diretti più una serie di collaboratori esterni da tutt'Italia. E anche tre meravigliose elefantesse africane, "che sono la nostra mascotte - dice Katiuscia- La loro esibizione è tra le più belle: sono guidate non con bacchette ma dalla voce del domatore, che colloquia con loro -dice Katiuscia- e con cui fanno movimenti naturali, bellissimi. Sono dolcissime e molto brave".
Di certo, gli artisti del Circo Donna Orfei sono stufi di sentirsi affibbiare luoghi comuni e nomee che non tollerano più.
"Rispettiamo vegani, vegetariani, animalisti -concludono- Ognuno può pensarla come vuole. Anche noi amiamo gli animali. Non mi permetterei mai di giudicare o insultare gli altri per una loro scelta legittima. Che facciano altrettanto. E lascino che sia il pubblico a giudicare se le nostre elefantesse sono o meno veri artisti, proprio come noi":


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