Circensi bloccano piazza Lodi: 200 famiglie in auto al freddo (senza soldi)

Il Villaggio natalizio in Porta Romana non può aprire perchè il tendone del circo non rispetta i parametri di sicurezza del Comune: esplode la protesta

Villaggio natalizio in piazza Lodi: i circensi scendono in strada
Esplode la protesta nel Villaggio natalizio del municipio 5, all'interno dell'ex scalo ferroviario Porta Romana, tra piazza Lodi e via Isonzo: gli operatori che avrebbero dovuto animare "Christmas Land" con attività circensi, spettacoli, burattini, giostre, luna park e altre iniziative sono scesi in strada bloccando piazza Lodi. Il motivo? Dalla Commissione Vigilanza del Comune di Milano non arriva il via libera all'apertura della struttura per questioni di sicurezza. E duecento famiglie si trovano così inaspettatamente senza lavoro, senza soldi, costrette anche a dormire in auto.

L'organizzazione: "Tendone del circo a meno di 20 metri di distanza, ma..."
L'organizzazione è in capo a WBE television group, il cui referente Pasquale Sorabella spiega ad Affaritaliani.it Milano: "Il villaggio non sta aprendo perchè nelle numerose sedute con la commissione ogni volta è stato trovato un pelo nell'uovo diverso. Abbiamo ottemperato a tutte le loro richieste mettendo a posto tutto come richiesto. Ma c'è un unico punto su cui si impuntano assolutamente, ovvero la distanza di sicurezza tra l'edificio A2A ad angolo ed il tendone del circo che, secondo un decreto ministeriale del 1996 dovrebbe essere di 20 metri". E invece la distanza risulta essere di 16 metri e mezzo. Cosa fare? "Bisognerebbe smontare il circo e spostarlo di tre metri e mezzo", spiega Sorabella. Ma ci vorrebbe naturalmente troppo tempo. Sorabella aggiunge che ci sono calcoli ingegneristici del 2015 che fissano la distanza di sicurezza a soli 14 metri e mezzo: "Dentro tali paramentri ci staremmo ampiamente". Il rischio è ovviamente quello di eventuali incendi che si propagassero dal tendone. Su questo spiega ancora Sorabella: "Abbiamo presentato una relazione di 10 pagine in cui è spiegato che il rischio di incendio del tendone inizia a 1200 joule. Secondo i calcoli fatti sulla superficie del telone e dei gradini di legno all'ingresso il rischio della nostra struttura è 86, ovvero quasi zero". La WBE si è anche affidata ad uno studio legale. Nel frattempo, Natale è alle porte ed il villaggio resta chiuso. Ed i circensi scendono in strada. Ma per protestare: "Ci sono 200 persone che sono ormai alla fame e non ce la fanno più..."

La replica del Comune: "Gravi ed evidenti mancanze sul fronte della sicurezza"
Dal Comune di Milano replicano tuttavia che le criticità ancora sul tavolo non si esaurirebbero alla semplice distanza del tendone dall'edificio A2A. Anzi, dopo sei riunioni della commissione vigilanza (ed una settima seduta prevista per venerdì 22 dicembre), ci sarebbero ancora "gravi ed evidenti mancanze sul fronte della sicurezza". Nello specifico la commissione ravvisa che A) Il tendone del circo e quello privo di allestimenti non sono conformi alle normative antincendio (che richiedono una distanza di almeno 20 metri dagli edifici); B) Ci sono 3 generatori di aria calda non a norma (non hanno segnaletica di sicurezza, sono privi di certificazione di corretta installazione, senza estintori e addossati a strutture non ignifughe); C) Non ci sono le certificazioni di tessuti ignifughi per drappeggi del circo; D) Mancano le dichiarazioni di corretto montaggio e certificato di collaudo a firma del tecnico abilitato; E)  Mancano la dichiarazione di montaggio del controventi per le coperture. F) Per il teatro dei burattini i controventi non sono conformi e mancano le modalità per evitare accumulo di neve sulla copertura; G) I parapetti delle tribune del circo sono fuori norma (troppo bassi per i bambini).

L'assessore Rozza: "La sicurezza non è trattabile"
Sulla vicenda, commenta ad Affaritaliani.it Milano l'assessore Carmela Rozza: "Non sappiamo a chi si sono affidati per realizzare questo progetto e quanto hanno pagato ai soggetti che li hanno coinvolti. Sappiamo però che la sicurezza non è trattabile.  La commissione è soggetto terzo che risponde in prima persona su quanto autorizza e l’amministrazione non può e non deve intervenire. E comunque, visti i verbali, l’amministrazione non può che condividere quanto deciso. La via delle tragedie è purtroppo lastricata da buone intenzioni".