«Non posso regalare i biglietti ai bambini»

La scuola ha detto no a Giovanni Medini nonostante abbia tolto gli animali dagli spettacoli del suo circo

«Siamo trattati alla stregua di un supermercato che vuole vendere i suoi prodotti, invece la nostra attività dipende direttamente dal ministero dei Beni Culturali: lo Stato dice che il circo ha una funzione sociale».
Chi si aspetta che quella di Giovanni Medini sia la “solita” lamentela per difendere un mondo antico (ma per molti superato) com’è quello del circo, si sbaglia. Medini, infatti, ha deciso di raccogliere la sfida e di togliere dai suoi spettacoli l’elemento che genera polemiche, ma che è sempre stato quello più importante dei circhi: l’animale.
«Proprio così, l’ho tolto e ho creato il “Circo dei cartoni”, con i personaggi dei cartoni animati che tanto piacciono ai bambini, il nostro pubblico naturale. In questo modo speravo che, andando incontro alle idee di chi si lamentava e togliendo l’elemento di disturbo, avremmo potuto riprendere a lavorare tranquillamente».
E invece non è così. Cosa è successo?
«È successo che troviamo comunque mille ostacoli: per esempio martedì prossimo alle 17 ho in programma all’auditorium di piazza Mercato uno spettacolo, e per farlo conoscere ho pensato di regalare un biglietto a tutti i bambini delle scuole. Mi sono quindi presentato in direzione per chiedere che fossero distribuiti, ma una segretaria mi ha detto che non si poteva fare e che al massimo mi sarei potuto mettere io davanti a scuola a distribuirli».
Niente pubblicità a scuola, quindi, ma dare un biglietto omaggio per uno spettacolo per bambini è da vietare? Medini ovviamente non la pensa così e sbotta: «Se non posso neppure fare questo cosa posso fare? Ho tolto gli animali perché vederli lavorare urtava la sensibilità di alcuni, neppure questo è bastato».
Una protesta comprensibile, come da comprendere sono anche le ragioni di chi si trova a dirigere una scuola in un’epoca in cui i genitori si lamentano di tutto e sono pronti a protestare alla minima occasione. La verità, forse amara, è che il circo funzionava 50 anni fa in una società molto diversa da quella attuale. Oggi le cose sono cambiate.


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