INTERVISTA A VICTORIA ARDISSON

Continua la nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso. Ecco a voi la seconda intervista realizzata a Victoria Ardisson.

Ciao Victoria e grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO denominato "Intervista Circense ". Insieme a voi artisti e direttori di Circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste.
Premessa fatta, non ci resta quindi che cominciare.           

1) La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici circensi e quindi capire un pò le tue origini familiari. 

Dunque, sono una circense doc, nel senso che sono nata da genitori entrambi circensi e da quanto ne sappia io, sono nel circo almeno da quattro generazioni, pensa che il mio bisnonno era proprietario di un Circo in Germania, il Circo Haidimberg. Il mio papà si chiama Vittorio Manolo Ardizzone e lavorava insieme ai suoi fratelli nel Circo Arcar di proprietà di mio nonno Giovanni Ardizzone che poi negli anni 80 fu denominato Circo Ardisson, acquistando anche un nuovo chapiteau. Mia madre invece si chiama Gledis Egilda Bellia ed aveva il Circo Bells. Papà e mamma si sono conosciuti quando le rispettive famiglie si unirono in società per fondare il Circo Ardisson Bells. 

2) La seconda domanda vuole conoscere invece un pò i vari momenti della tua vita artistica    
all'interno del Circo e pertanto ti chiedo a quanti anni la tua prima volta come artista all'interno della pista del Circo e con quale ruolo ed oggi invece qual'è la tua disciplina? 

La mia prima volta in pista fu a sei anni, debuttai insieme a mia cugina all' interno del Circo di famiglia con un simpatico numero di hula hoop. Poi col tempo ho imparato l'arte della giocoleria, tessuti aerei ed un' attrazione aerea denominata " Mezza Luna ". Oggi però porto in pista quella che è la mia più grande passione, ossia la Pole Dance Acrobatica. Un numero che richiede grande forza fisica, concentrazione e che credo sia di sicuro impatto per il pubblico. L' ho imparata completamente da autodidatta aiutandomi anche guardando alcuni video su internet.   

3) A tuo parere parlami dei pro e dei contro della vita del Circo

Sicuramente conoscere nuovi posti, nuova gente, nuove culture fa parte di quelli che sono i pro della vita del Circo insieme anche alla bellezza di poter vivere insieme a tanti colleghi che poi diventano come una famiglia ed è quasi impossibile sentirsi soli. E poi gli applausi che il pubblico ci regala riempiono il cuore di gioia perché vuol dire che abbiamo trasmesso ciò che volevamo e cioè emozionare. Per quanto riguarda i contro della vita del Circo sicuramente comincerei col dire che non è una vita semplicissima, abbiamo molti sacrifici da affrontare, i viaggi da una città all' altra spesso sono lunghi e stancanti ma soprattutto non fai a tempo ad abituarti ad una piazza che subito devi partire per l'altra. Spesso le piazze non sono "comode". Fin quando il comune non ci allaccia acqua e luce potremmo rimanerne senza. Anche se abbiamo nelle nostre carovane generatori di corrente e riserve d'acqua proprio per le emergenze. E non per ultime le intemperie climatiche. Soprattutto il vento forte è un nostro grande nemico, può addirittura abbattere l'intero chapiteau e purtroppo spesso accade.


4) Se non fossi nata nel Circo, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Sin da ragazzina sognavo di fare la disegnatrice di fumetti, quindi sicuramente anche se non fossi nata nel circo avrei fatto comunque un lavoro artistico.

5) Oggi purtroppo stiamo assistendo ad un periodo di crisi economica generale nel quale ovviamente anche il Circo ne risente. Cosa consiglieresti tu per far ritornare il Circo allo splendore di un tempo? 

Purtroppo l'ignoranza di molti , nel senso stretto del termine e quindi intesa come mancanza di conoscenza, ha portato attraverso forti pregiudizi molta gente a non venire al circo. Alcuni ci reputano zingari o peggio sfruttatori di animali. La crisi economica sicuramente c'entra e soprattutto il mondo dei divertimenti è molto penalizzato. Tuttavia il pubblico ama essere coinvolto, affascinato, sorpreso. Il pubblico cerca sempre l innovazione, la novità infatti nel Circo in cui lavoro adesso, il Rolando Orfei della famiglia Coda Prin ci sono tante attrazioni innovative, tipo il Grande King Kong , la donna laser ed anche la mia stessa esibizione, la pole dance infatti è un' attrazione nuova all interno del Circo. Ma tuttavia non si deve andare oltre di tanto perché il lato tradizionale del Circo deve sempre rimanere vivo insieme a tutte le discipline che da sempre ne fanno parte, acrobati, clown, domatori, trapezisti etc. 

6) Animalisti sempre più temerari  si oppongono all' utilizzo di animali nei Circhi. Può funzionare secondo te il Circo senza animali?   

Il circo è nato e deve continuare con gli animali, non perché non possa funzionare o perché i tempi cambiano ci si abituerebbe, ma perché è tradizione è la nostra tradizione e va mantenuta.