Psychiatric Alcatraz: paura e risate dietro le sbarre. Arriva in Umbria lo spettacolo itinerante

Un viaggio all’interno del carcere di massima sicurezza della fortezza nota a molti come The Rock. Dalla baia di San Francisco arriva in Umbria, a Perugia, Terni e Spoleto “Psychiatric Alcatraz” tra teatro, arte circense, danza e ironia. A raccontarci del suggestivo spettacolo itinerante è il detenuto numero 4806

“Psychiatric Alcatraz”, questo il titolo dell’originale show di circo-teatro, ideato e diretto dalla regista Sandy Medini, in tournèe in Umbria. Un numeroso cast di artisti provenienti da tutto il mondo si muove all’interno di un teatro tenda per narrare le vicende dei detenuti rinchiusi nel carcere di massima sicurezza di Alcatraz, proponendo un viaggio nella struttura dell’isola della baia di San Francisco tra desiderio d’evasione, agognata libertà e condizioni fisico-psicologiche estreme.

Tutto inizia all’ingresso quando gli spettatori vengono accolti da una squadra di poliziotti che li accompagna all’interno di Alcatraz. Il pubblico si trasforma così nel gruppo di familiari e amici che, come nel reale quotidiano, si reca in visita a chi è rinchiuso in una prigione. A spiegarcelo è Daniel Capitanescu che interpreta il personaggio del clown, unico fil rouge tra la precedente produzione della compagnia, “Psychiatric Circus”, e l’attuale. Questa figura grottesca è infatti il fulcro dell’escamotage da cui nasce il nuovo spettacolo: il pagliaccio di Psychiatric Circus è rinchiuso a Bergen in Germania da quando aveva diciotto anni; dietro la maschera, indossata per coprire il volto sfigurato dopo un’esplosione, un uomo violento e distruttore. “Ho falciato tante vite – recita infatti il detenuto Daniel, matricola 4806 – da far concorrenza alla morte stessa, ma non ho portato via l’unica esistenza che voglio davvero. La mia”. Dopo anni nel penitenziario tedesco viene trasferito ad Alcatraz. “Questo è l’unico punto in comune tra i due spettacoli. Ci tengo a sottolinearlo perché molte persone, vedendo il manifesto che riporta la stessa immagine del clown del precedente, crede si tratti di una replica. Invece Circus e Alcatraz sono completamente diversi”.

Gli spettatori vengono guidati all’interno di una serie di “stanze” che rimandano agli ambienti della fortezza statunitense. Ogni quadro scenico rappresenta la cella di un detenuto – di volta in volta più pericoloso – e, in essa, si sviluppa la sua personale storia. Ore, giorni, mesi, anni da scontare nello spazio claustrofobico, vivendo in un clima di tensione – nello spettacolo – alimentato anche da abusi e soprusi che i carcerati devono sopportare per via di un sistema che non corregge, ma punisce. Tutto avviene attraverso numeri aerei, acrobatica, sketch a volte divertenti, momenti di riflessione. Gli artefici sono una serie di performers tra danzatori, artisti circensi – tra i protagonisti anche sette artisti del Cirque du Soleil che si cimentano in due numeri molto originali e suggestivi – attori che si muovono insieme per offrire al pubblico una visione della vita quotidiana dei detenuti nelle carceri. Spettatori però, ricordiamo, che devono aver compiuto 14 anni, essendo alcune scene poco adatte a un pubblico di giovani.

“Libertà. Non so più cosa significhi questa parola. È un termine vuoto per chi passa la vita fra le mura di questa prigione. E ti privano della capacità di pensare su più dimensioni. Non esiste un futuro dietro queste sbarre. È la tua vita che vogliono, ed è la tua vita che si prendono. E, poi, risulterebbe inutile vivere fuori quando si muore dentro”. (Detenuto Alberto, matricola 8304)

Lo spettacolo sarà in scena a Perugia fino al 14 gennaio, a Terni dal 18 al 28 gennaio, a Spoleto dall’1 al 4 febbraio. Per informazioni e prenotazioni consultare il sito ufficiale.

Curiosità Prima carcere militare (1933), poi prigione di massima sicurezza (1934), Alcatraz fu chiusa nel 1963 per gli elevati costi di mantenimento della struttura che, sita sull’omonima isola nella baia di San Francisco, andava rifornita continuamente di tutti i beni primari (compresa l’acqua potabile) e necessari via mare. Ne risultò una gestione economica troppo onerosa per i politici statunitensi. La fortezza fu in seguito aperta al pubblico per visite guidate ed è attualmente gestita dalla National Park Service.

di Francesca Cecchini



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