Alcatraz, gli acrobati del dolore raccontano storie dalla prigione

Lo show fino al 18 in Via Duccio Da Buoninsegna
"Ho falciato così trante vite da fare concorrenza alla morte stessa", così il detenuto Daniel si presenta durante lo spettacolo "Alcatraz", in scena nell'area di Via Duccio Da Boninsegna stesera, domani e sabato alle 21 e domenica alle 17. Uno spettacolo intenso, un pò teatro, un pò circo, tanta arte per la regia di Sandy Medini.
"Alcatraz" ha tutto quello che ci si aspetta da uno spettacolo che si possa definire "contemporaneo": interpreti pieni di talento, una storia dalle tinte noir che scava nelle profondità dell'animo umano, una colonna sonora rock che entra sottopelle. Una produzione da lasciare a bocca aperta, di quelle destinate, come ogni opera d'arte che si rispetti, a lasciare gli spettatori carichi di interrogativi, uno su tutti: chi sono i buoni e chi i cattivi? I detenuti di Alcatraz, la famosa prigione di San Francisco, vengono trattati come numeri, nel migliore dei casi, ma dietro quei numeri c'è un mondo fatto di sentimenti. Come l'amore negato che si trasforma in dolore, un dolore così forte che porta alla pazzia e alla tragedia. Antieroi, che non cvercano un riscatto ma sembrano restare in attesa che il destino si compia. Anche se il colpo di scena è sempre in agguato.
Un cast di altissimo livello rende giustizia alla drammaturgia da brividi, frutto del lavoro Alberto Gamberini, attore teatrale che ha lavorato per dieci anni con paolo Poli.
Lo spettatore, inoltre, diventa parte integrante dello show, amplificando così le emozioni che attori, acrobati e ballerini sono in grado di regalare.
Una volta usciti di lì, la domanda è d'obbligo: sicuri che sia soltanto uno spettacolo?