INTERVISTA A DANIEL AANITEI

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Daniel Aanitei.
Ciao e Grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di Circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta, non ci resta quindi che cominciare

1) La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici Circensi e quindi capire un pò le tue origini familiari. 

La mia è una storia abbastanza singolare, infatti sono nato nel circo seppur non da famiglia circense. Il mio papà, Dan Aanitei è della Romania e nasce come ginnasta. Decise poi di entrare nel circo e cominciò in quello di stato di Bucarest con il numero di icariani, per poi fare trampolino e bascule. Mia madre invece, Jardim Dos Santos Maria Cecilia è Portoghese, era una ballerina e cominciò a lavorare nel circo Jumbo della famiglia Togni proprio come tale. Si conobbero nel Circo di Nando Orfei, si innamorano, si sposarono e misero su il numero del sostenuto aereo che ora lo eseguo io con mia sorella con il nome di "Duo Aanitei". 

2) A quanti anni hai messo per la prima volta il piede in pista come artista? Con che esibizione ed in quale circo? 

Mi piacerebbe innanzitutto ricordare la mia primissima volta in pista, anche se ovviamente non da artista, in quanto avevo soltanto un anno, perché questo episodio risale a quello del mio battesimo tenutosi dentro la gabbia con le tigri. Pensa che questo uscì addirittura come articolo su di un giornale di cui ne conservo ancora una copia e che ti allego a questa mia intervista per condividerlo con tutti. Passando alla domanda nello specifico invece posso dirti che la mia prima volta in pista da artista risale a quando avevo dodici anni come piccolo clown. Capii subito che però volevo fare altro infatti nell'arco di pochi mesi mi innamorai della giocoleria diventando un abile giocoliere e proprio con questa disciplina nel Natale del 2005 a tredici anni debuttai nel Circo Rony Roller della famiglia Vassallo. Da lì lavorai poi in altri circhi e della mia esperienza mi piacerebbe anche ricordare di essermi esibito davanti al Papa,  e nel 2013 sono stato vincitore del concorso "Artista dell'anno" tenutosi presso il Circo Merano della famiglia Tucci.


3) Oggi in quale circo lavori ed in quali numeri ti esibisci?

Oggi lavoro nel Circo Altea Orfei frutto della società tra la famiglia Tucci e la famiglia Denji e mi esibisco nei numeri di giocoleria e sostenuto aereo insieme come già affermato prima a Otilia Martinez, mia sorella.

4) Quello del sostenuto aereo non è un numero troppo rischioso?

Il numero del sostenuto mi mette addosso un'adrenalina pazzesca. È molto rischioso perché comunque lavoro a dodici metri da terra e devo stare attento a qualsiasi movimento che faccio io e nello stesso tempo seguire mia sorella, una sola mossa o attacco di tempo sbagliato potrebbe essere fatale. Io non ho alcuna protezione, sono soltanto agganciato con le ginocchia mentre mia sorella ha un cavo di protezione che comunque non può utilizzare per tutto il numero in quanto per alcuni esercizi è costretta a levarlo. 


5) Chi è stato il maestro in questo numero? Il vostro papà?   

Si, assolutamente, il nostro maestro è sempre stato mio padre. È stato un passaggio strano, perché prima lavorava in questo numero lui con mia madre, poi una volta rimasta incinta mio padre ha iniziato a lavorare con mia sorella. Poi a 50 anni quando mio padre ha smesso ho iniziato io, perciò immagina che giro.

6) Se non avessi fatto circo, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita? 

Sai, in questa domanda mi cogli impreparato perché non ho mai pensato di fare altro nella mia vita, nonostante noi gente del circo possiamo fare qualsiasi cosa perché sappiamo fare davvero tutto ma al di fuori del circo non mi ci sono mai visto. Da bambino il mio sogno nel cassetto era quello di diventare un addestratore di tigri quindi come noti sempre un desiderio legato al circo, e questo perché una delle persone più importanti della mia vita che ora non c’è più lavorava con tigri e leoni e per me lui è come un nonno mi ha cresciuto lui, si chiamava Giovanni Sfalanca. Più che ad un lavoro non ti nascondo però che mi sarebbe piaciuto dedicarmi ad uno sport di arti marziali miste conosciuto col nome di MMA.


7) Vantaggi e svantaggi della vita del circo? 

Svantaggi a mio parere non ve ne sono tranne che adesso molti vedono noi gente del circo come "zingari", a volte è uno svantaggio essere screditato dalla gente che in questa era moderna non apprezza più il lavoro e la fatica che mettiamo noi del circo. Si sta così uccidendo una tradizione che va avanti da generazioni. Vantaggi invece ce ne sono tanti tipo quello nel visitare tante città, essere quindi sempre in giro, conoscere tanta gente, e poi quello di riuscire a saper fare un pò di tutto, dal guidare mezzi pesanti, saldare fare lavori elettrici, idraulici, etc. Ma il vantaggio più grande consiste nell'opportunità che abbiamo di dare emozioni al pubblico che viene ad assistere ai nostri spettacoli, il loro applauso è una fonte di energia gioiosa ineguagliabile.

8) Hai toccato un tasto dolente per il Circo di oggi dato che purtroppo sta soffrendo anch'esso la crisi. Pensi davvero che sia tutta colpa della crisi economica o a tuo parere qualche passo falso lo ha compiuto anche il Circo stesso? 

Beh, diciamo che il fattore crisi economica sta contribuendo a spezzare le gambe un pò a tutto il mondo dello spettacolo viaggiante e non solo. Poi ci mettiamo anche il fattore animalisti che sta letteralmente rovinando la società in generale, ormai è diventata una moda diventare animalista. Il circo non ha colpe su questo, anche perché tutti noi stiamo dando l’anima per difendere il circo tradizionale dal più grande al più piccolo. La nostra vita è diventata davvero dura e nessuno adesso lo capisce solo chi vive dentro può capire cosa vuol dire combattere per far valere i nostri diritti.


9) Cosa manca secondo te al circo di oggi? Cosa potrebbe attirare di più il pubblico? 

Bah, da ciò che vedo sicuramente alcune attrazioni "particolari" ed innovative attirano molto e comunque tutti i numeri che suscitano nello spettatore una sorta di incanto, di meraviglia. Prendi oggi ad esempio le esibizione degli uomini laser, insomma cose bizzarre.

10) Il circo senza animali, può funzionare?

Il circo senza animali non può funzionare. Il circo è nato e morirà tradizionale e con i nostri animali. Alla fine levare un animale dal circo è come levare un bambino da sua madre. È già stato provato a creare uno spettacolo senza animali e non ha funzionato. Non so magari in qualche stato del mondo potrebbe anche ma io mi riferisco nello specifico proprio alla nostra nazione, l' Italia. Qui da noi i bambini e la gente, la prima cosa che ci chiede è: "che animali avete?". Perciò NO, un circo senza animali non funzionerebbe.