INTERVISTA A ALEXANDRA SAABEL

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Alexandra Saabel

Ciao e grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di Circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta, non ci resta quindi che cominciare.

1) La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici circensi e quindi capire un pò le tue origini familiari.

Sono di discendenze circensi sia da madre che da padre da 4 generazioni. Da parte di mia madre Tiziana Vulcanelli i miei nonni avevano il Circo Wulber il primo circo a tre piste all'epoca in Italia. Mentre da parte di mio padre Bernhard Saabel mia nonna aveva con i suoi genitori il Circo Fischer, uno dei più grandi circhi in Germania all'epoca della seconda guerra mondiale. Recentemente è stato anche scritto un libro a riguardo, da una casa editrice tedesca, con foto che ritraggono la maestosità del circo. I miei genitori si sono conosciuti al circo di famiglia di mia madre dove mio padre è stato scritturato con il suo numero "l'orso lottatore", mia madre era cavallerizza e fra loro è scoccata subito la scintilla.

2) A quanti anni sei entrata per la prima volta pista e con quale ruolo? Chi ti ha insegnato le discipline che porti oggi in pista? E quali sono i tuoi numeri? 

La prima volta che sono entrata in pista è stata all'età di 13 anni con il numero di cani da slitta della mia famiglia, ma facevo solo un piccolo ruolo. Dopo qualche anno ho debuttato con il mio numero di contorsionismo. Lo ricordo come se fosse ieri, avevo il cuore in gola, poco prima di entrare stavo quasi per cambiare idea dalla paura ma quando si sono accese le luci e ho iniziato ad esibirmi è stata un'esperienza unica e gratificante soprattutto sentendo gli applausi del pubblico. Questa disciplina mi è stata insegnata da un'artista, della Repubblica Ceca, Jana Navratil ma purtroppo per i miei problemi di schiena ho dovuto ripiegare sul verticalismo e lì sono stata autodidatta.

3) Oggi quindi ti esibisci come verticalista e nel numero di husky, giusto?

L'esibizione con gli husky è stata un'idea dei miei genitori e lo hanno creato quando io ero bambina, ci hanno messo un paio di anni ad addestrare i cuccioli e a preparare gli attrezzi e i costumi. Mi sono anche esibita nell'altra esibizione che porta la mia famiglia cioè l'alta scuola di equitazione in stile spagnolo e ho imparato a ballare flamenco in un anno di lezioni con una ballerina professionista. Questo Natale però è stata l'ultima volta che ho eseguito quel numero perché le nostre vite stanno prendendo strade diverse. La mia famiglia andrà in Norvegia con gli husky e il numero di verticalismo di mia sorella, mentre io e Jimmy, il mio compagno, andremo in Spagna al Circo Històric Raluy ad esibirci con magia e verticalismo. La magia l'abbiamo montata 3 anni fa dopo che abbiamo avuto l'occasione di entrare a lavorare nel "Team Roncalli" e abbiamo quindi deciso di creare questo stile particolare, che al contrario degli altri maghi che tendono ad essere molto moderni, si volge sull'antico vittoriano.

4) Stai lavorando fuori continente italiano da molti anni. Ci diresti che differenza trovi tra il circo Italiano e quello Estero?

Ogni nazione in cui ho avuto la fortuna di lavorare è diversa, ed è una delle più grandi fortune dell'essere circense, avere occasione di vivere in tanti posti diversi imparando nuove culture e tradizioni. E' sicuramente dura spesso per via della lingua ma con il passare degli anni ho imparato ad arrangiarmi e parlo inglese, tedesco, spagnolo ed anche un pò di francese. Purtroppo in Italia il circo non è tenuto in considerazione quanto all'estero dove la gente ti vede più come una star e vengono spesso a chiederti l'autografo o fare una foto con te.

5) Oltre al circo sappiamo che sei anche un ottima designer e realizzi meravigliosi costumi di scena. Vocine ci dicono che in poco tempo sei diventata la numero uno della categoria. Da quando nasce questa passione? Hai imparato tutto da sola?

Si è una grande passione che si è sviluppata da sola con l'andare degli anni. Ho iniziato a 16 anni quando ho fatto il mio primo costume da sola poi man mano che miglioravo ho iniziato a disegnare e cucire per la famiglia e gli amici fino a quando il mio hobby è diventato un vero e proprio lavoro. Sono arrivata ad essere costumista di interi spettacoli come quello di Charles Knie o di eventi importanti come il Festival di Montecarlo, e i miei costumi sono arrivati in 5 continenti. Ho anche vinto il premio della casa della moda di Monaco e il quarto posto nella rivista di New York di stilisti emergenti. La base del cucito mi è stata insegnata da mia madre poi ho continuato da sola e non ho mai frequentato scuole di disegno o di taglio anche se mi piacerebbe molto se si presentasse l'occasione. Mia sorella Kelly è il mio braccio destro e mi aiuta nella realizzazione di ogni singolo capo. Devo dire che forse ho una componente genetica che mi aiuta, mia nonna materna Adua si cuciva tutti i vestiti da sola , persino il suo stesso abito da sposa e anche per le sorelle, mentre mia nonna paterna Liselotte era una pittrice di grandissimo talento e ricamava a mano splendidi costumi.

6) Se fossi tu la direttrice di un circo, quali idee metteresti in atto affinché il pubblico possa venire a vedere i tuoi spettacoli?

Io creerei uno spettacolo con esibizioni innovative mai portate prima in Italia. Quello che manca qualche volta è far risaltare la personalità dell'artista che a volte viene lasciata un pò da parte concentrandosi più sulla tecnica, che certo è importantissima, ma per prendere veramente il pubblico bisogna "saper vendere".

7) Tu e la tua famiglia avete sempre lavorato con gli animali. Ricordiamo il sensazionale numero di orsi Bruni, i già citati husky e l'alta scuola, quindi chi meglio di te saprebbe dirci quanto sacrificio e amore ci vuole per rendere la loro vita più serena possibile. Quindi ti chiedo, a tuo parere il circo senza animali potrebbe funzionare?

Potrebbe funzionare ma sarebbe una tristezza infinita perdere una parte così importante della nostra tradizione, senza contare che chi vive così a stretto contatto con gli animali non riuscirebbe a immaginare la sua vita senza. Senza dubbio comporta grandi sacrifici, niente vacanze, sveglia presto e dedicare a loro gran parte della giornata, ma sono una parte della famiglia e l'affetto che si riceve ricambia mille volte il sacrificio.

8) La parte più bella e quella meno bella della vita del circo?

La parte più bella è come già anticipato prima quella di avere l'occasione di vedere il mondo per lavoro. La meno bella è che quando si crea una bella comitiva, fai amicizia purtroppo arriva il momento di doversi salutare ed andare avanti e ricominciare tutto da capo.

9) Ultimissima domanda. Vorremmo vederti finalmente in Italia. Manca tanto la Family Saabel e manca tanto una performance bella come la tua. A te manca l'Italia? Possiamo sperare in un tuo ritorno?

L'Italia manca moltissimo sia a me che alla mia famiglia. Per il momento non torneremo perché siamo stati scritturati ancora all'estero, ma in futuro speriamo.