INTERVISTA A SONNY GIGANTI MEDINI

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Sonny Giganti Medini.

Ciao e grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di Circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta, non ci resta quindi che cominciare.

1) La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici circensi e quindi capire un pò le tue origini familiari.         

Sono nato nel circo. Appartengo ad un'antica dinastia circense italiana, la famiglia Medini. Mio nonno Antonio Medini era un bravissimo clown ma più che altro era il direttore del circo. Mia madre si chiama Susi Medini e faceva il numero di cavalli in libertà, il numero di serpenti con annesso fachirismo indiano ed anche il numero di magia insieme a mio padre e mia zia, sorella di mamma. Mio padre non è del circo, ha conosciuto mamma, ed è entrato a sua volta nel circo, si sono innamorati e dal loro amore sono nato io.

2) La seconda domanda invece racchiude un pò diversi momenti della tua vita artistica quindi non è proprio un'unica domanda ma un mix di domande collegate tra loro. Innanzitutto ti chiedo, a quanti anni sei entrato per la prima volta in pista e con quale ruolo? Oggi invece qual'è la disciplina che porti in pista?

Ho iniziato a lavorare in pista a 13 anni con il numero di giocoleria. Ricordo che le mie prime volte da artista le feci non nel circo tradizionale ma in quella parte di circo che viene definita "arena" ossia spettacolo all'aperto, ovviamente sempre della mia famiglia. Tuttavia il giocoliere non era ciò che volevo fare quindi mi iscrissi alla scuola di circo di Verona che frequentai per circa quattro anni specializzandomi in salti mortali e nel numero dell'equilibrismo al cavo d'acciaio, che poi è il numero che tutt'ora porto in pista.

3) Se non fossi nato nel circo che lavoro ti sarebbe piaciuto fare?

Dagli studi che ho fatto probabilmente sarei diventato un avvocato anche se non sarebbe stato il massimo della mia aspirazione. Io amo tutto ciò che è acrobatico e che fa parte dell'immagine quindi perché no, mi sarebbe piaciuto lavorare in discoteca o magari fare esibizioni di parcour, una disciplina acrobatica molto bella, ma so bene che si tratta di lavori saltuari quindi ribadisco o avvocato o anche fotografo.

4) Oggi viviamo purtroppo in un periodo di crisi economica che ha toccato anche il mondo del circo. Spesso si fa fatica a lavorare. Credi che il problema sia soltanto la mancanza di denaro o anche il circo potrebbe avere le sue colpe? 

Sicuramente la crisi economica c'entra eccome. Oggi purtroppo i soldi scarseggiano e le famiglie, soprattutto quelle numerose, sono costrette a risparmiare e a concentrarsi esclusivamente su ciò che davvero potrebbe essere a loro necessario, quindi magari rinuncerebbero al divertimento, in questo caso al circo. È pur vero però che alcuni circhi hanno peccato di pubblicità ingannevole proponendo spettacoli che non mantenevano magari le promesse fatte sui manifesti e sulle locandine. Mi spiego, se un circo non ha le belve non dovrebbe pubblicizzarle! Se un circo non ha i volanti non dovrebbe pubblicizzarli! E questo per tante altre cose. Lo spettatore se vede pubblicizzata un'attrazione sul manifesto poi la vuole davvero vedere altrimenti si sente ingannato e al circo non ci torna più e la conseguenza gravosa è che in questo modo succede che ne risenta l'intero mondo del circo. Quindi pubblicizzate ciò che avete.

5) Se fossi tu un direttore di circo, cosa faresti concretamente per attirare più pubblico ad assistere agli spettacoli?

Dunque, le idee troppo innovative a me non piacciono molto anche perché hanno una durata effimera. Io punterei sempre sul circo tradizionale, con numeri belli, puliti, scorrevoli ma cercherei per attirare pubblico di concentrarmi sul tipo di pubblicità che andrei a proporre cercando di creare un vero e proprio evento. Quando il mio circo arriva in una città deve essere presentato come un evento a cui nessuno rinuncerebbe.

6) I pro e i contro della vita del circo.

Tra i pro ci metterei sicuramente il fatto di conoscere nuovi posti, nuova gente, nuove culture e religioni. Tra i contro invece metterei il fatto che la nostra è una vita davvero sacrificante e soprattutto siamo perennemente a rischio.

7) In quale circo stai lavorando oggi?

Presto comincerò ad esibirmi al parco divertimenti  Fiabilandia di Rimini, a partire dal 25 marzo fino ad ottobre inoltrato.


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