Un circo senza animali non è un circo per bambini

Ha ragione, in fondo, il Guercio quando scrive che i problemi di questa città sono ben altri rispetto al fatto se il Circo Medrano, appollaiato in piazzale don Baroni, debba fare i propri spettacoli con gli animali oppure no. Eppure non si può far finta di non vedere che anche questa volta, come ormai accade sempre più spesso, si rovescia ciò che è sempre stato in nome di un presente e di un futuro che, spesso, sono l'esatto opposto di ciò che erano fino a qualche tempo fa. Da che mondo è mondo il circo ha sempre avuto, al suo interno, gli animali oltre ad altre attrazioni ed è indubbio che uno dei principali motivi per i quali le famiglie si recavano a vederlo stava proprio nella presenza delle bestie, soprattutto, se feroci. Certo, al pari degli zoo, invece della libertà della savana o della giungla, gli animali erano ridotti in cattività, costretti a fare ciò che l'uomo imponeva loro in un modo o nell'altro. Ma tant'è. Così era sempre stato e così, per molti, avrebbe dovuto continuare ad essere. Invece, piano piano, il circo è stato stravolto e lo si vorrebbe, o lo vorrebbero, composto solo da esseri umani, clown, trapezisti, giocolieri, tutto fuorché la presenza di animali. Giusto o sbagliato che sia a noi pare che questo circo sia più adatto agli adulti che non ai bambini e che venga tolto, a questi ultimi, il tratto epico della faccenda, esattamente come, una volta, le letture dei ragazzi spaziavano tra Sandokan e Julio Verne o Zanna bianca mentre oggi, purtroppo, non solo non esistono più questi personaggi e questi autori, ma nemmeno le letture in generale.

Per carità, siamo tutti in favore degli animali e nessuno vuole seviziarli o renderli schiavi delle pretese dell'essere più malvagio al mondo, ossia l'uomo, ma da qui a cancellare ogni presenza di quattro zampe al circo ce ne corre. Sarà, forse, per questa ragione che qualcuno, l'altra notte ha affisso uno striscione in cui lamentava proprio l'assenza degli animali in un circo che voglia essere adatto ai più piccoli. Non sarà, magari, il massimo, ma aveva ragione. A noi sembra, come accade in tanti altri campi, di voler intravedere anche in questa decisione di vietare la presenza degli animali, il voler imporre una ideologia ad una realtà atavica. In sostanza, imporre a colpi di carta bollata e di posizioni ideologizzate un comportamento lontano anni luce dalle abitudini della gente che, il circo, lo ha vissuto e ci è cresciuta. Ricorda ancora, chi scrive, l'amore che aveva per gli animali che doveva domare uno dei principali artefici della storia del circo, Nando Orfei, il quale, esattamente come Moira Orfei, faceva notare alle prime avvisaglie delle polemiche animaliste, come i primi, ad avere interesse a tenere bene le bestie erano proprio loro, gli uomini e le donne del circo.

Il Guercio ha ragione, ci sono tanti problemi molto più gravi a Lucca e uno di questi, ad esempio, è il mercato ambulante divenuto, ormai, l'ombra di quello che, per i suoi operatori, era. E il Circo Medrano, in questi giorni, di sabato e di mercoledì, ha involontariamente provocato un danno economico per la impossibilità di molti visitatori di parcheggiare l'auto e recarsi al mercato. Che dire? Noi il circo ce lo ricordiamo da piccoli con gli animali e, da grandi, ci basterebbero, forse, solo gli acrobati, ma i bambini, di un circo senza animali, non sanno, davvero, cosa farsene.

Di Aldo Grandi