INTERVISTA A MARCELLO MARCHETTI

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Marcello Marchetti

Ciao e Grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di Circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta, non ci resta quindi che cominciare

1) Innanzitutto partirei col chiederti un pò la tua storia. Come ti sei avvicinato al mondo del circo, in quale circo, a quanti anni e con quale ruolo?

Avevo 15 anni e mi sono allontanato da casa e nella mia città, Cremona. C’era il Circo Cesare Togni, andai a chiedere se potevo lavorare con loro e di conseguenza parlarono con mio padre chiedendo il suo parere. Mio padre alla fine acconsentì, convinto tanto che entro pochi giorni sarei tornato a casa ma così non fu. Ho 55 anni e quindi sono 40 anni che sono al circo. Ho iniziato nelle scuderie per parecchi anni e poi lavoravo in pista con i ragazzi della pista.

2) Come è cambiata poi la tua vita all'interno del circo? Cosa fai oggi nel circo e come hai fatto a diventare uno dei più famosi e conosciuti personaggi del circo Italiano?  

Ha ha ha ha io famoso? La mia vita è il circo perché la vivo con amore. Tutto è cambiato per volontà di Alex ed Elvio Togni. Appena rientrati in Italia dopo il tour tra Grecia e Jugoslavia serviva un presentatore perché che la signora Maria Lizzi, la presentatrice ufficiale dello spettacolo doveva allontanarsi per motivi famigliari. Allora a Rovigo mi presero di sorpresa e mi misero il microfono in mano dicendomi: vai e presenta lo spettacolo ( pazzi!!!).  Mi sono cosi trovato in mezzo alla pista sotto gli occhi di 3000 persone (il circo era strapien ). "SIGNORE E SIGNORI BUONA SERA E BENVENUTI AL CIRCO A 3 PISTE DI CESARE TOGNI. FU UNO DEI MOMENTI PIÙ BELLI DELLA MIA VITA". Da allora sono trascorsi ben 30 anni. Poi volemmo creare un personaggio diverso dai soliti. Ed eccomi oggi con la faccia bianca, il mio maestro per il trucco fu Romualdo Simili, mentre per il portamento in pista fu il grande Francesco Caroli. Poi con gli anni sono passato dal  Circo Di Venezia della Famiglia Mavilla  con la Egle Lozopane e al Circo Di Svezia di Daviso Montemagno. Da più di 22 anni ho imparato anche a collaborare con le direzioni in segreteria. In primis fu Vittorio Montemagno a vedere in me una persona capace anche in segreteria, piazzista, e poi il Davide Canestrelli Togni mi ha rifinito. Artisticamente oltre a Romualdo Simili e Francesco, ho voluto attingere anche alla grande professionalità di Vanes Carpi, grande personaggio circense il primo a presentare con la faccia bianca. Io oggi come allora mi preparo da solo la base del bianco come mi insegnò il Romualdo.

3) Hai quindi avuto negli anni l'opportunità di lavorare nei più grandi circhi Italiani, di conoscere artisti di fama internazionale soprattutto negli anni d'oro del circo, gli anni 70/80. Erano spettacoli maestosi, animali di ogni specie e 100 artisti in pista. Oggi purtroppo tutto questo non è più possibile. Ne rimane soltanto un lontano ricordo per chi ha avuto come te la fortuna di esserci in quel periodo. Onestamente, credi che qualcosa o qualcuno nell'ambiente del circo ne possa avere colpa o pensi che tutto sia da additarsi alla sola crisi economica?

Nella mia vita professionale ho avuto il piacere di collaborare con grandi realtà circensi e anche con il Motor Show di Roby Rossi, ma anche al Circo Millennium della famiglia di Roberto Coda Prin. Io credo che la crisi, se così si può chiamare, del circo è dovuta dall'arrivo del web e della tecnologia informatica. Mi spiego meglio: oggi come oggi tutti i bambini di tutte le età hanno un cellulare e vedono tutto quello che vogliono dal cellulare: Sono cambiati gli interessi dei bambini e dei ragazzi, poi ci mettiamo la depressione economica ed ecco perché la gente non va più al circo. Se pensiamo che le reti televisive fanno odiens con programmi fatti da persone comuni prese dalla strada tutto questo quindi si spiega da solo.

4) Oltre la crisi economica un altro dramma reale che il circo vivo oggi è relativo all'utilizzo di animali, i quali a detta di animalisti vengono a loro parere maltrattati e sfruttati. Probabilmente si rischia davvero l'abolizione degli animali nel circo. Credi che questo potrebbe portare ad una crisi ancora più profonda o comunque anche senza animali si riuscirebbe a fare circo?

Pochi mesi fa durante una manifestazione di piazza a Roma dissi che noi del circo siamo  “ARTIGIANI DELLA FELICITÀ“. Il problema animalista credo che sia molto complesso ma posso dirti che ultimamente interfacciandomi con le varie amministrazioni comunali, che alla base di tutto c'è la cultura del circo con animali purché nel rispetto dei vari regolamenti. Ho conosciuto alcuni animalisti ma più che altro sono degli estremisti e oserei dire opportunisti ed ho motivo di dirlo perché io non capisco perché le manifestazioni le fanno soltanto alla domenica o ai debutti. E gli altri giorni? E quando piove o nevica dove sono? Perché se amano gli animali non vengono ad assisterli? Animalista è colui che ama e difende e protegge e non solo protesta.

5) Se fossi tu un direttore di circo cosa faresti per portare pubblico allo spettacolo? Che idee metteresti in campo o cosa cambieresti?

Essere direttore è come essere il capitano di una nave. Poco tempo fa ne è scomparso uno grandissimo: Loris Dell’Acqua. Tu ti chiederai perché nomini lui e proprio lui con il quale non hai mai lavorato? Semplice perché ho avuto il grande piacere di conoscerlo 30 anni fa e l’ho sempre visto al timone del suo circo insieme a suo fratello e tutta la famiglia, il tutto con grandi risultati perché l’unione fa la forza e anche perché lui era un grande stratega con il sistema pubblicitario e non solo. Mi chiedi se io fossi un direttore? Beh, servono dei buoni collaboratori,che siano familiari o esterni, si deve pianificare al meglio utilizzando i mezzi di comunicazione poi moderni come il web.

6) Quindi puntare su uno spettacolo di qualità ma soprattutto saperlo pubblicizzare, intendi questo? 

Sì certo un buon prodotto fatto e miscelato con maestria deve essere pubblicizzato senza esagerare nel rispetto delle città che ci ospitano. Difficile oneroso ma i risultati ritornano sempre. Per esempio a Palermo quest’anno Vinicio Togni ha investito con pubblicità fatta da ditte private e dal comune con il massimo rispetto della città e i risultati ci hanno dato ragione sta di fatto che il primo cittadino ha voluto incontrare Vinicio Togni più di una volta, complimentandosi per l’ottimo comportamento, e così anche a Trapani, Mazara ed in ultimo ad Agrigento dove è stato dato il patrocinio al circo. La mia vita è dedicata completamente al circo che lo sento come un padre o una madre ma anche un fratello o una sorella. "IL CIRCO È LA MIA VITA, LA MIA VITA È IL CIRCO". Io credo che il circo con gli animali debba essere preservato e in caso deve esserci una lenta dismissione e spiegare alla gente il nostro pubblico il perché non ci saranno più gli animali. Pensa che il nostro circo ha pochi animali, da poche settimane è arrivato un gruppo di animali esotici , ma prima anche se vedevano 33 cavalli (la giostra equestre vincitrice a Montecarlo ) e 7 leoni per il pubblico erano pochissimi animali. Tuttavia negli anni ho imparato a stare ad un passo indietro ai direttori  io amo servire ed apparire poco l’importante che i risultati portino onore al circo. Ho lavorato anche al Paranormal Circus di Tayler Martini uno spettacolo senza l’uso di animali e la cosa più ridicola che mi sentivo dire da tutti e per tutti intendo amministratori comunali e pubblico è stata: ma un circo senza animali che circo è?

7) Come già detto, hai avuto l'opportunità di vedere tante attrazioni, sicuramente tra le più belle che esistono. Ce ne è qualcuna in particolare che ricordi e che ti ha davvero affascinato?

Credo che dicendo che mi ha colpito uno piuttosto che un altro non sia giusto perché tutti hanno sempre dato il meglio per far divertire il pubblico ma se devo rispondere, chiedendo scusa ad altre persone, il ricordo più bello e più significativo che ho è quando, io giovanissimo, da dietro le quinte guardavo con ammirazione la signora Maria Zanetti Lizzi presentare i gaucho argentini. Erano presentati dalla famiglia del grande istrionico Eugenio Larible con un Devis giovanissimo, una grande famiglia di grandi artisti ecco vedendo loro ho visto cosa voleva dire essere artisti a 360 gradi.

8) Ti piacerebbe insegnare la tua arte a qualcuno? Lo hai già fatto o lo stai facendo?

Io non sono in grado di insegnare, ma potrei dare solo qualche umile consiglio, il mio essere autodidatta è perché credo di essere stato messo al mondo per svolgere ciò che sto facendo. Sarà anacronistico e magari anche fiabesco ma io devo tutto al circo, il circo mi ha insegnato a vivere io al circo sono cresciuto sia come persona che come artista, il circo mi ha protetto, il circo è un modo di vita il circo È e basta! Ho lavorato con i più grandi artisti di tutto il mondo e con loro sono cresciuto  ma ho avuto anche il grande piacere di essere al fianco di un piccolo ma grande uomo Gilberto Bertaccini, un grande nano maestro di vita e lavoro. Non credo di essere stato io a scegliere di vivere al circo ma penso che il circo mi abbia chiamato a viverlo ed amarlo. Mi definiscono un personaggio onirico ma io credo solo di essere un faccia bianca sia nella pista del circo che nella pista della vita, porcapaletta se amo il circo e a volte io dico: "SI IO SONO IL CIRCO". Megalomania? No assolutamente no, io sono il servo del circo ma per servirlo bene devi viverlo e non sognarlo.




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