IL CIRCO PRONTO A DIVENTARE PATRIMONIO DELL'UMANITA' DOPO ANNI DI SUCCESSI. AD ALCAMO E' ALL'ANNO ZERO

Da due anni, esattamente dalla fine del mese di Ottobre del 2016, ad Alcamo non si ferma più alcun complesso circense. I circhi, che ancora oggi fanno strabuzzare gli occhi a grandi e piccini, transitano sull'autostrada per spostarsi da Palermo a Trapani. Spesso trovano accoglienza anche nei centri più piccoli come Prtinico e Castellammare del Golfo.

Nella cittadina del Golfo esiste un'area comunale alle spalle del cimitero e dello stadio mentre a Partinico viene concesso uno spiazzale privato che ad onor del vero, nei pressi di un centro commericale, appartiene al territorio comunale di Borghetto. Anche Castelvetrano, Mazara, Marsala, e Trapani, fra aree private e pubbliche, riescono a regalare le emozioni circensi ai loro cittadini.

Ad Alcamo ne l'una e ne l'altra. Nessun privato detiene un terreno pianeggiante ed ampio, ben collegato con il sistema viario, da affittare alle imprese circensi. Stessa cosa per il Comune nonostante l'impegno della quarta commissione consiliare di individuare un'area da utilizzare, in maniera moderna e polifunzionale, per circhi, fiere, luna park e altri spettacoli viaggianti.

La legge 337 del 1968 sugli spettacoli dal vivo, adesso ripresa da un recente intervento legislativo del governo Gentiloni, dispone che tutti i comuni debbano dotarsi di un'area per consentire ai circhi di innalzare i loro tendoni. Soltanto la legge più recente parla di spettacoli con animali ma non decreta l'abolizione bensì il "superamento". Un termine del solito "politichese" che però, per entrare in funzione, attende ancora le norme attuative.

Ad Alcamo, quando il Circo Wigliams, nell'ottobre di due anni, trovò spazio in un terreno fra via Calabria e via La Rocca, dinanzi ad alcuni edifici popolari, il sindaco Domenico Surdi dovette fare i conti con le polemiche dei suoi stessi colleghi di partito, su tutti la consiliera comunale Cuscinà, e con gli animalisti del NOITA che minacciarono la denuncia per "abuso d'ufficio" nell'avere autorizzato gli spettacoli circensi in quell'area.

Qualche mese prima con il passaggio di un'altro circo, il "Sandra Orfei" dei fratelli Vassallo, il Movimneto 5 Stelle (forza che non era ancora in consiglio comunale e che non aveva la sindacatura) diramò una nota-stampa in cui c'era scritto: "Teniamo a ribadire la nostra contrarietà ad ogni tipo di esibizione circense in cui sono presenti animali. Questi spettacoli tendono ad umiliare e a condiderare gli animali dei veri oggetti con cui divertirsi, ammesso che lo sfruttamento di animali - concludeva il M5S - si posso definire divertiemento".

Vero è che ad Alcamo, come in molti altri comuni, manca un'area per i circhi ma è altrettanto vero che con una forte volonta politica, corroborata da numerosi appigli di legge, proprio la zona incriminata del "mercatino settimanale" sarebbe potuta diventare quella migliore, seppur apportandovi alcune modifiche strutturali e ammontati a poche migliaia di euro.

Sarebbe stato un provvedimento tampone che avrebbe consentito agli alcamesi si riassaporare le strabilianti esibizioni circensi in attesa che si predisponga un nuovo PRG. Soltanto in ambito di nuovo strumento urbanistico, infatti, si potrà individuare un'area polifunzionale e poi accedere quindi ai finanziamenti per realizzarla.

Invece l'amministrazione Surdi preferisce lasciare le cose come stanno e trincerarsi dietro alla realtà: " manca un'area da potere adibire all'installazione di circhi". Fra l'altro il sindaco e l'intera cittadinanza dovranno a breve fare i conti con le novità contenute nel regolamento comunale sugli animali, atto già redatto dalla commissione consiliare e che adesso andrà in consiglio.

Tutto questo proprio nel 2018, vale a dire nel 250esimo anniversario della fondazione del circo tradizionale avvenuta, nel 1768 in Inghilterra. Proprio quando il "più grande spettacolo del mondo" sta cercando di entrare nel "Patrimonio dell'Umanità" certificato dall' Unesco e lo sta facendo grazie a una petizione mondiale avviata dalla famiglia reale del Principato di Monaco.

Di Pietro Messana