INTERVISTA AD ANGELO PATTI

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata ad Angelo Patti.

Ciao e Grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di Circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta, non ci resta quindi che cominciare.

1) La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici circensi e quindi capire un pò le tue origini familiari.

Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per il circo. Ricordo l'emozione che provavo quando nel mio paese in provincia di Torino avvistavo i primi cartelloni del circo in arrivo. In particolare ho sempre avuto un forte legame con la figura del clown. Ho ancora un tema scolastico delle prime scuole dove alla domanda cosa vorresti fare da grande, la mia risposta è stata il clown al circo. Avevo le idee molto chiare fin da bambino, ma intraprendere la disciplina della clownerie non era cosa da tutti i giorni. Così ho iniziato a studiare recitazione in un corso di teatro e dopo qualche anno ho iniziato a debuttare con i primi spettacoli interpretando molti ruoli comici. Con il passare del tempo, scuole e tanti sacrifici ne ho fatto una professione, attore, presentatore e cabarettista, e sono tornato nella mia prima scuola di teatro come insegnante di recitazione. Ma rimaneva quel sogno nel cassetto della vita itinerante del circo e affrontare la difficilissima arte della clownerie. Così un giorno in compagnia di un amico decidemmo di partire per un periodo a Londra e con pochissime parole di inglese sono riuscito a seguire per un anno i corsi alla London Clown School e debuttare come clown. Tornato in Italia ho cercato di informarmi sempre di più facendo la conoscenza con grandi clown ad es. David Larible e Vladimir Olshanskji, cosi ho iniziato a preparare le prime riprese e affacciarmi al mondo circense italiano.

2) La seconda domanda invece racchiude un pò diversi momenti della tua vita artistica quindi non è proprio un'unica domanda ma un mix di domande collegate tra loro. Innanzitutto ti chiedo a quanti anni sei entrato per la prima volta in pista e con quale ruolo, ed oggi invece qual'è la disciplina che porti in pista? 

La mia prima volta in pista e' stata al Circo di Vienna in tour in quel periodo in Piemonte come annunciatore (altro ruolo del circo a me caro), avevo 26 anni, cosi sono entrato in contatto con la famiglia Vassallo. Dopo qualche anno decisi poi di inviare del materiale al Circo Sandra Orfei della famiglia Vassallo e dopo un paio di mesi sono stato scritturato come clown, da qui l'inizio di un sogno.

3) Entriamo un pò più nel personale. Quali sono per te i pro e i contro della vita del Circo?

La mia passione per il circo è a 360 gradi, nel senso che entrare in pista ogni sera mi da la possibilità di sperimentare e migliorare sempre di più. Amo viaggiare e il continuo spostamento da una città all'altra mi stimola, ho sempre desiderato di vivere in una carovana, insomma la vita da circo. Certo se proprio dovessi trovare un contro riguarda la sfera affettiva. Lontano dai miei parenti e amici di sempre, ed anche le conoscenze fatte nelle nuove città, generalmente durano i pochi giorni di permanenza del circo.

4) Se non fossi nato nel Circo, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Quello che sto vivendo in questo momento non è solo la realizzazione di un sogno ma una grande esperienza di vita professionale che contribuisce a migliorare anche il mio lavoro in teatro come attore. Sono tanti i progetti che ho nella testa ma viviamo giorno per giorno.

5) Oggi purtroppo stiamo assistendo ad un periodo di crisi economica generale nel quale ovviamente anche il Circo ne risente. Cosa consiglieresti tu per far ritornare il Circo allo splendore di un tempo?

Questo non è un periodo facile. Quando c'è la crisi spendere soldi per il divertimento diventa secondario, ma la gente ha bisogno di distrazione e soprattutto di ridere ed è importante portare nelle città anche piccoli spettacoli puntando alla qualità. Se lo spettacolo piace e la gente è soddisfatta è una buonissima pubblicità e si concedono una serata in allegria. Anche la televisione è in crisi per quanto mi riguarda, i programmi sono basati maggiormente su reality. Il circo presenta arte pura, intrattenimento dal vivo e questo piacerà sempre. Oltre alle riprese più tradizionali io mi sbizzarrisco in pista facendo interpretare una commedia a 4 persone del pubblico e percepisco la loro voglia di mettersi in gioco di divertirsi e far divertire, vicino alla tradizione ci sta sempre la giusta innovazione. Il mio desiderio è di amalgamare le mie competenze teatrali con il circo, ogni sera come prefinale interpreto "la preghiera del clown" del grande Totò. Sono due minuti di monologo dove al pubblico viene raccontato in maniera poetica la vita del circo e il sacrificio di portare in giro quest'arte secolare. Il pubblico apprezza e grandi e piccoli ascoltano con interesse.

6) Animalisti sempre più temerari si oppongono all'utilizzo di animali nei Circhi. Può funzionare secondo te il Circo senza animali?

Per quanto riguarda la questione animali, io credo che il circo tradizionale (a me caro) senza animali non sia più circo tradizionale e sarebbe un vero peccato perderlo. Il pubblico viene al circo anche per gli animali, per dare la possibilità ai loro figli di meravigliarsi guardando negli occhi un leone, l'enorme bocca dell ippopotamo, straordinari cavalli che girano in pista. Sono emozioni forti per i bambini. Il circo senza animali secondo può funzionare ma non sara' più circo tradizionale.


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