La bella storia del Circo Phare, in Cambogia

Fu fondato nel 1994 da nove rifugiati tornati nel paese dopo la dittatura: volevano aiutare i ragazzini traumatizzati a rifarsi una vita attraverso l'arte

Nel 1994 nove rifugiati cambogiani che si erano conosciuti in un campo al confine con la Thailandia tornarono a casa, dopo anni di esilio durante il regime comunista dei Khmer rossi, e fondarono nella città di Battambang l’associazione Phare Ponleu Selpak, che significa la “luminosità dell’arte”.
I nove amici avevano imparato dalla volontaria francese Veronique Decrop il valore terapeutico dell’arte, e volevano aiutare bambini e ragazzini indigenti, o che avevano subito le violenze della dittatura, a rifarsi una vita attraverso la musica, la danza, la pittura e il teatro. Da allora la scuola è diventata un importante centro educativo e artistico e ha portato anche alla nascita a Siem Reap del Circo Phare, uno dei più grandi e affascinanti al mondo, ricco di spettacoli con giocolieri, contorsionisti, acrobati, mangiafuoco, musicisti e ballerini, e senza animali.

Ora il Circo Phare è diventato famoso e tutte le guide turistiche ne consigliano gli spettacoli, che per gli adulti costano circa 20 dollari. La fotografa di Getty Images Lauren DeCicca ha ritratto i giovani studenti dell’accademia e gli artisti del circo nel dietro le quinte, alle prove e al trucco nel backstage.

Lauren DeCicca è nata nel 1989, è di New York e ora vive e lavora come fotografa documentaristica a Bangkok, in Thailandia. Prima di trasferirsi aveva fotografato per tre anni, dal 2013 al 2016, la transizione del Myanmar dalla dittatura militare alla democrazia. Ha ritratto persone tossicodipendenti, alle prese con il disturbo da stress post-traumatico, rifugiate e ammalate, osservando e cercando di mostrare con la fotografia i punti di contatto e le somiglianze tra persone diverse per lingua, religione e cultura. I suoi lavori sono stati pubblicati sul New York Times, Wall Street Journal, Washington Post, Time, Guardian, Al Jazeera e molti altri giornali internazionali.