Trent'anni in bilico tra equilibrismi e gag

Festa all'Accademia d'arte circense di via Tirso fondata da Egidio Palmiri e diretta da Andrea Togni

Trent'anni di acrobazie su cerchi, tessuti o trapezi, e di gag divertenti tra giocoleria ed equilibrismi. Ora, per l'Accademia d'Arte Circense è giunta l'ora di spegnere le candeline, insieme al fondatore Egidio Palmiri, che con i suoi 95 anni, ne è ancora il vispo presidente.
La gran festa è in programma domenica alle ore 17.30 con uno spettacolo particolarmente coreografico e studiato nei minimi dettagli, che si ispira al film The Greatest Shwman, per restituire il senso di rinascita e il forte desiderio di guardare avanti.

Vitto e Alloggio Allievi che frequentano l'Accademia, unica in tutta Europa a offrire vitto e alloggio ai propri studenti, saranno raggiunti da ex allievi nel frattempo diventati professionisti affermati come Sara Togni o Lorenzo Bernardi, per offrire al pubblico oltre due ore mozzafiato con esibizioni in tutte le varie discipline ginniche.
"L'evento sarà anticipato domani alle 18 con una messa presieduta dal vescovo Giuseppe Zenti intervallata da numeri su cinghie aeree, corali, e contro la violenza sulle donne", fa sapere il direttore dell'Accademia, Andrea Togni, precisando che lo spettacolo di domenica avrà anche il valore di una raccolta fondi con l'ingresso  a fronte di una donazione di 5 euro.

I Fondi "Il 2017 è stato un anno molto positivo in quanto a riconoscimenti, visto che i nostri ragazzi si sono aggiudicati l'oro e l'argento al Festival di Monte Carlo", sottolinea. "D'altro canto i tagli del Fondo unico per lo spettacolo rischiano di compromettere il nostro futuro". Il Fus non ha infatti ancora deliberato se e quanti contributi saranno riservati alla prestigiosa Accademia che finora ha vissuto con i contributi del triennio 2015-2017, riuscendo così a non alzare le rette ai 27 studenti a convitto e all'ottantina di ragazze e ragazzi che frequentano le lezioni circensi da esterni.

Vagabonda Spuntata nel 1988 in via Germania, l'Accademia si è trasferita provvisoriamente a Cesenatico, in attesa che le fosse assegnato un terreno in cui posizionare le proprie tensostrutture, per poi rientrare a Verona nel 2005, allocandosi nell'ex centrale del latte in via Francia. Il trasferimento negli attuali spazi in via Tirso è avvenuto quattro anni fà.
Con la crisi economica e la perdita di alcuni aiuti statali, si è dovuto rinunciare alla struttura in muratura progettata inizialmente. "Chissà, forse in futuro le risorse arriveranno", dice speranzoso il direttore Togni. "Tutto sommato i container, che sono comunque ben organizzati, restituiscono quel senso di intrinseca precarietà", conclude, "tipico di chi sposa il mondo del circo e nella sua carriera si ritrova poi ad alloggiare anche nelle roulotte e nelle carovane".


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