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Stampa: Grillini (NCD) non bisogna demonizzare i circhi con animali


Dopo il caso della giraffa del circo Martini ad Imola (proprietario oggi assolto, hanno evidenziato le responsabilità dei veterinari) io stesso visitai il picchetto che per la prima volta si insediò a Faenza con l’arrivo appunto di Martini in città. Amante degli animali decisi così di approfondire la tematica dei circhi. Così facendo incontrai Nando Orfei, ed il suo fantastico staff. Ai tempi stavano promuovendo e mettendo in campo uno spettacolo senza l’utilizzo degli animali. una prova coraggiosa, innovatrice. Mi fecero comprendere gli sforzi, e la passione e l’amore che tutti i circensi mettono nel loro lavoro.
Ma oggi, lo stesso circo del compianto Nando, ha dovuto reintrodurre gli animali. Perché? Perché gli italiani non vogliono un circo senza animali. Quando un circo va in una città deve chiedere regolare licenza, pagare, e l’ausl competente fa i controlli dovuti per quanto riguarda soprattutto lo stato delle bestie. Quindi un circo quando si muove lo fa essendo in regola con permessi e normative vigenti.
La legge italiana inoltre riconosce il circo, tradizione che trae i suoi natali per giunta in Italia, e nessun comune può normare diversamente. Da qui la considerazione di quanto poco sia oggi influente il ruolo del consiglio comunale, dove all’unanimità, eccetto la mia astensione (anti populista e ragionata), fu approvata una mozione che ripudiava il circo con animali.
Ora, io amo gli animali, e li credo tante volte più meritevoli di noi umani. Ma gli stessi circensi, va detto, amano più di loro stessi gli animali, che sfamano prima di loro se non hanno abbastanza introiti. Animali che voglio ricordare sono nati e cresciuti in cattività. Dall’altra parte amo il circo, tradizione italiana, mondiale, arte riconosciuta come sua forma dallo Stato.
Da che parte schierarsi allora? Dalla parte del circo, e degli animali. Con i picchetti l’unico risultato possibile è quello di ridurre gli introiti del circo, che forse, dovrà ridurre una serie di tutele agi animali per mancanza di liquidi.
Quindi sì, sono contro i picchetti, perché gli unici a rimetterci sono gli animali. La rivoluzione va fatta nella cultura popolare, che ancora oggi, nella sua maggioranza, non è capace di concepire un circo senza animali. La rivoluzione va fatta nelle leggi, circo e circensi vanno difesi, rappresentano storia e cultura. Dove finirebbero gli animali liberati? Quante strutture in grado di accoglierli degnamente ci sono ancora? Troppa pancia. E poco gesso.
Se esiste un problema si può risolvere, senza demonizzare le origini di parte della nostra cultura, e senza mettere gli animali in situazioni oggi non disciplinate da legge. Date forza a questa linea, l’unica a mio avviso possibile”.