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Vita da clown: i racconti di chi vive nel circo

Macerata – Oggi nel tendone del circo El Grito in piazza Vittorio Veneto andranno in scena Capucine e Spettacolare Conferenza, le due rappresentazioni pensate per bambini e famiglie. I protagonisti li raccontano in anteprima e spiegano cosa significa vivere una vita nomade 
da circensi

Esiste un luogo dove quando si entra il tempo si ferma e tutto diventa magico. Le persone non sono più le stesse che incontriamo ogni giorno per strada, gli oggetti si trasformano e le regole della vita normale non valgono. Perfino la forza di gravità, che ci attira verso la terra e ci fa stare in piedi, può essere annullata. E’ il tendone del circo che all’interno nasconde un mondo fantastico tutto da scoprire. Proprio in questi giorni è arrivata a Macerata la compagnia El Grito che ha montato la sua struttura in piazza Vittorio Veneto e ogni giorno presenta degli spettacoli diversi, allegri, folli o pericolosi. Oggi è la giornata dedicata ai bambini e alle famiglie con due eventi tutti da ridere. Alle 18 Milo e Olivia presentano Capucine, la storia di un viaggio molto particolare di una donna che deve prendere un aereo con un bagaglio di… tre metri per due!! Alle 21 invece El Grito propone la Spettacolare conferenza, un incontro di musica, giocoleria, equilibrismo, clown e beatbox pe imparare la storia del circo, dalle origini ad oggi. Una vera e propria spassosissima lezione!

Milo e Olivia vengono da Asti, in Piemonte, e hanno all’attivo oltre 2mila spettacoli. Realizzano Capucine dal 2015: «Abbiamo fatto tante repliche in Francia, nelle regioni della Normandia e della Bretagna  – spiega Milo – la nostra compagnia si chiama Artemakia e il genere che proponiamo è il Circo Teatro. Uniamo cioè la spettacolarità e i numeri del circo al modo di parlare e recitare tipico del teatro. Lo spettacolo è un viaggio tutto da ridere, con Olivia, la protagonista, che deve prendere un aereo ma purtroppo la sua valigia è troppo grande! Durante la rappresentazione ci saranno numeri di cerchio aereo, scala libera, diablo acrobatico, danza e anche clown».

ll circo El Grito è invece guidato dal Maestro Giacomo Costantini e dal suo allievo Andrea Farnetani. Rappresentano i colori bianco e rosso: il bianco vuole essere la saggezza, la sapienza, mentre il rosso è il fracasso e la confusione. Spettacolare conferenza tenta di spiegare cosa è il circo contemporaneo. «Ci sono tante scuole di circo – spiega Andrea Farnetani – prima c’erano solo le famiglie circensi che lo facevano di professione, di generazione in generazione. Il nostro tendone è un varco spazio temporale, qui dentro non c’è lo stesso tempo di fuori. E’ un nuovo universo che si ferma in un posto per qualche giorno e poi all’improvviso scompare e resta solo il popcorn sull’asfalto». Ma lavorare al circo non è solo risate: «Ci vuole molto allenamento e disciplina – continua l’artista – bisogna affrontare i lati più deboli di noi stessi, confrontarsi con i propri limiti e superarli. Ci sono i temi della morte e del fallimento. La morte è quella dell’acrobata che se sbaglia è perduto mentre il fallimento è quello del giocoliere che se non riesce ad eseguire un numero viene umiliato. E’ questo che suscita stupore nel pubblico e se l’artista ci riesce viene considerato come un grande eroe. Poi c’è il clown che invece è la maschera delle paure dei bambini, spesso goffo e imbranato suscita simpatia e affetto, non è un eroe ma un uomo comune».

Ideato da Giacomo Costantini Spettacolare conferenza è un viaggio nella storia del circo. «Nasce con uno scopo educativo e pedagogico – continua Farnetani – Si parte dall’antico Egitto per poi attraversare il Medioevo e capire come si è evoluta l’arte del circo. Le spiegazioni sono unite a espressioni artistiche, giocoleria, equilibrismo e poi naturalmente il clown pasticcione. Poi si incontrerà la figura di Philip Astley, il fondatore del circo moderno e si capirà come è fatto un tendone, come nasce. Ad esempio la pista misura 13 metri perchè è il doppio della lunghezza della corda che Astley usava per far girare gli animali. C’è tanto da imparare in questo mondo». Il circo El Grito però è un circo senza animali. «Anche noi siamo animali e quindi non abbiamo bisogno di altre bestie. Abbiamo a disposizione 190 posti e tanta allegria da trasmettere. Aspettiamo tanti bambini e famiglie per ridere e giocare insieme».