Breaking News

INTERVISTA A SHARON ZAVATTA

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Sharon Zavatta

Ciao e Grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta non ci resta quindi che cominciare.

1)La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici Circensi e quindi capire un pò le tue radici familiari.

Mi chiamo Sharon Zavatta, appartengo ad una delle famiglie più antiche del circo Italiano/Francese.
Il mio bisnonno, Ferdinando Zavatta, zio di Achille Zavatta, sposò Rosa Haudibert di origine francese. La mia famiglia ha alle spalle sei generazioni circensi.

2) La seconda domanda invece racchiude un pò diversi momenti della tua vita artistica quindi non è proprio un unica domanda ma un mix di domande collegate tra loro. Innanzitutto ti chiedo a quanti anni sei entrata per la prima volta in pista e con quale ruolo? Oggi invece qual'è la disciplina che porti in pista?

Entrai in pista per la prima volta a 12 anni, ma non con una mia attrazione, facevo parte di alcune presentazioni. Cominciai ad esercitarmi nell'arte della giocoleria a 12-13 anni. Non ho avuto un vero e proprio maestro che mi abbia seguito, ma una persona che dovrò per sempre ringraziare che è Dario Martini, l'unico che mi ha insegnato quest'arte. I primi consigli, i primi "spilli" ed i primi passi in questa disciplina mi sono stati dati proprio da lui. All'età di 15 anni debuttai al Circo di Montecarlo
(fam. D'Amico) con il mio numero di giocoliere "classico",  in cui usavo clave e palline. Poi cercai un modo alternativo per presentare questa disciplina, e così, prendendo spunto da un numero visto anni prima, quando avevo circa 6 anni  in occasione di un Festival lo presi d' esempio e lo feci mio seguendo il mio stile. E all'età di 17 anni riuscii a debuttare con il mio numero che poi è quello che porto avanti tutt'ora cioè "giocoliere con la batteria", praticamente suono la batteria con delle palline a ritmo di musica.


3) I pro ed i contro della vita del Circo secondo la tua personale esperienza?

Sinceramente non vendo dei "contro" nella vita che faccio, sono molto contenta del mio stile di vita. È un "lavoro" che mi permette di girare molto, di avere molte soddisfazioni. Non la cambierei adesso come adesso.

4) Se non fossi nata nel Circo, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Amando molto disegnare, probabilmente avrei intrapreso una carriera da tatuatrice.

5) Oggi purtroppo stiamo assistendo ad un periodo di crisi economica generale nel quale ovviamente anche il Circo ne risente. Cosa consiglieresti tu per far ritornare il Circo allo splendore di un tempo?

Purtroppo la crisi è una questione delicata. Credo che il pubblico sia oramai abituato a vedere determinate attrazioni in diversi ambienti. La crisi c'è ma se un circo propone uno spettacolo vario e di livello e comunque innovativo e differente dal solito, la gente preferirà sempre il nostro modo di raccontare un'arte antica e tra le più affascinanti.

6) Animalisti sempre più temerari  si oppongono all'utilizzo di animali nei Circhi. Può funzionare secondo te il Circo senza animali?

Io ad oggi lavoro in una nazione dove per legge è vietato l'utilizzo di animali nei circhi. A mio parere un circo senza animali può certamente funzionare purché fatti bene. Tuttavia è anche vero che la gente comune nel circo vuole vedere gli animali. Io non capisco il motivo di così tanta contrarietà all'utilizzo di animali nei circhi. Se vengono tenuti bene, amati, curati e soprattutto se nati in cattività davvero non capisco da dove nasce il problema. Le famiglie circensi che svolgono numeri con animali non possono che trattarli bene ed amarli altrimenti gli stessi animali si ribellerebbero e non lavorerebbero affatto.