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Animali al circo? In giro c’è molto di peggio

La lettera. Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni


Bologna, 30 dicembre 2018 - Non vedo animali trattati male al circo. Sono un capitale costoso, sarebbe autolesionismo trattarli male. E non sono mai stati in libertà. Prima di pensare al circo è bene pensare alla corrida e al Palio di Siena. Che differenza c’è ad insegnare a un cavallo a saltare ostacoli, ad un cane a cercar tartufi, a un elefante a caracollare al circo? Meglio che trasportare tronchi in India.

Carlo Amagliani, Pesaro


Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Il circo è nato storicamente con i saltinbanchi, i pagliacci, i trapezisti e gli animali. Togliere questi ultimi dallo spettacolo significa annullare parte del fascino circense. Si può essere d’accordo oppure no. Seguendo la logica della cancellazione degli show con tigri ed elefanti per evitare di costringere gli animali fuori dal loro alveo naturale, dovremmo abolire anche le corse e l’equitazione in generale per i cavalli, gli spettacoli con i cani, liberare gli uccelli domestici che teniamo in gabbia a casa. Julio Revolledo Cárdenas storico del circo, direttore del Centro messicano delle Arti circensi all’Università di Puebla, ha sempre sostenuto che gli animali nei circhi appartengono alla grande famiglia che vive sotto il tendone. Sono amati e coccolati, dividono con l’uomo fatiche, gioie e attività quotidiana. Dalla notte dei tempi. Guardatevi intorno, in giro c’è molto di peggio.
beppe.boni@ilcarlino.net