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INTERVISTA A CLORINDA MUNDELING

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Clorinda Mundeling

Ciao e Grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta non ci resta quindi che cominciare.

1)La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici Circensi e quindi capire un pò le tue radici familiari.

Sono nata il 15 Gennaio del 1981 in provincia di Como. La mia famiglia di circense non ha praticamente nulla. Mio padre era originario della provincia di Benevento (è mancato molti anni fa) mentre mia madre invece è croata, della provincia di Zagreb. Entrambi erano emigrati in Svizzera per lavoro dove per diversi anni si occuparono del settore alberghiero. Io praticamente come si dice, sono la “pecora nera” della famiglia, che fin da piccola aveva il circo nel sangue.

2) La seconda domanda invece racchiude un pò diversi momenti della tua vita artistica quindi non è proprio un unica domanda ma un mix di domande collegate tra loro. Innanzitutto ti chiedo a quanti anni sei entrata per la prima volta in pista e con quale ruolo? Oggi invece qual'è la disciplina che porti in pista?

La prima volta che sono entrata in pista avevo 14-15 anni circa ed all’epoca la sola cosa che potevo fare era l’assistente del prestigiatore (nel circo di alcuni amici). La sola cosa che ricordo era che avevo una paura tremenda di sbagliare qualcosa e far fare così una magra figura a quel poveretto.
In seguito dopo aver visto un festival del circo in tv ho pensato che, uno dei pochi numeri che potessi provare da autodidatta in appartamento, o nel garage sottostante, fosse l’hula-hoop. Detto fatto, cominciai a provare con buoni risultati.Terminate le scuole superiori presi subito la patente poi, una volta ottenuta una certa indipendenza economica comprai la mia prima “roulottina” e partii con il circo all’età di 23 anni. Da allora non mi sono più fermata, ho girato l’Europa in lungo ed in largo con vari circhi italiani ed esteri. Col passare degli anni mi sono dedicata anche ad altre discipline. Sempre da autodidatta ho messo in piedi un numero di cerchio aereo ed attualmente propongo anche un numero comico con un maiale gigante. Nel circo ho anche incontrato l’amore della mia vita Carl Mundeling, addestratore di tigri norvegese proveniente da un antica dinastia circense scandinava, i suoi bisnonni avevano il circo già alla fine del 1800. In futuro è probabile che vedrete anche me nella gabbia con le tigri.

3) I pro ed i contro della vita del Circo secondo la tua personale esperienza?

Partiamo dal presupposto che è una vita che ti deve piacere altrimenti non duri molto. È bellissimo viaggiare ed imparare un sacco di lingue, forse anche più facilmente di come faresti sui banchi di scuola. Conoscere posti che da turista non saresti mai riuscito. Con il termine”conoscere” posti non intendo solo localizzare il centro commerciale più vicino al circo ma ammirare paesaggi, visitare luoghi di interesse storico/culturale, avere a che fare con la gente del luogo che ti permette di arricchire il tuo “bagaglio” di conoscenza, che non è mai troppa. Ovviamente, stando nel circo, se hai parenti/ amici non circensi li vedi solo saltuariamente. Non hai mai “orari fissi” per chi è abitudinario può essere un problema; ma non è il mio caso . Poi, quando ti capitano quelle “piazzacce” dove il fango la fa da padrone non puoi sempre essere vestita da “bambolina” (parlo sopratutto di noi che abbiamo gli animali). Comunque l’amore che ti danno gli animali, il senso di appagamento nel sentire l’applauso del pubblico, l’emozione di quando ti fermano in paese e ti dicono “ma tu sei quella del circo? volevo dirti che sei bravissima!”,  tutto questo vale molto di più di una vita “normale” che avrei potuto condurre restando a casa.

4) Se non fossi nata nel Circo, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Siccome sono circense non di nascita, ma per scelta, non credo ci sia un’altra cosa che mi sarebbe piaciuto fare nella vita. Già da bambina avevo le idee abbastanza chiare. Quando, all’età di 3/4 anni, nella scuola materna mi chiedevano ”cosa vuoi fare da grande?”,  io con aria molto snob rispondevo "io da grande lavorerò nel circo, avete capito??"

5) Oggi purtroppo stiamo assistendo ad un periodo di crisi economica generale nel quale ovviamente anche il Circo ne risente. Cosa consiglieresti tu per far ritornare il Circo allo splendore di un tempo?

Per fare tornare il circo allo splendore di un tempo credo che un grande passo possa farlo il governo italiano (come fanno molti altri paesi) promuovendo e valorizzandolo per ciò che rappresenta, cioè storia,arte,cultura. Per quanto riguarda noi dovremmo soffermarci un pò meno su quello che possediamo e un pò di più su quello che abbiamo da offrire al pubblico. In particolare mi rivolgo alle nuove generazioni, non bisogna mai stancarsi di provare. Ultima cosa ma non meno importante è che dovremmo essere forse un pò più aperti verso i famosi “gagi” (termine con il quale si definiscono le persone non circensi). Là fuori ci sono tante persone affascinate dal nostro mondo che vorrebbero conoscerlo, diamogliene l’opportunità. (Forse sarà più efficace un'amichevole conversazione con un circense che un mucchio di biglietti sconto ricevuti in città)

6) Animalisti sempre più temerari  si oppongono all'utilizzo di animali nei Circhi. Può funzionare secondo te il Circo senza animali?

Bella domanda da rivolgere a chi gli animali ce li ha. Io personalmente sono sempre stata abituata al circo tradizionale con animali. Se il circo senza animali può funzionare è un discorso molto ampio. FORSE potrebbe funzionare ma per sopperire alla mancanza di animali occorrono solo ed esclusivamente numeri top class, forse con troupe numerose composte da artisti provenienti da ogni parte del pianeta (cosa che forse non è alla portata di tutti i circhi). D’altra parte peró, sono spiacente per tutti i colleghi per quanto strabilianti possano essere i numeri, ad un bimbo rimarrà più impresso un cavallino che corre piuttosto che un quintuplo salto mortale o 11 clave eseguite alla perfezione o 100 hula-hoop girati insieme. E comunque quando le famiglie arrivano alla biglietteria la domanda è sempre la stessa: ”CHE ANIMALI AVETE?”