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Un disinteressato suggerimento al ministro Bonisoli e al M5S

L’attuale ministro dei beni culturali, Alberto Bonisoli (M5S), è considerato espressione del mega network americano Laureate International Universities, che acquisì NABA e Domus Academy nel 2010 e che ne mantenne la proprietà fino al 2017, quando il Gruppo Global Education – presente in 8 Paesi con più di 54 istituti – ufficializzò l’acquisizione di varie scuole italiane e cipriote della grande famiglia Laureate, incluse le due eccellenze milanesi. (Valore totale dell’operazione: 225 milioni di euro). Dunque, il nuovo ministro è da considerarsi come un autentico esperto di beni culturali e di conseguenza stupisce non poco la sua presa di posizione sui circhi, appiattita su ben note tesi preconcette del M5S e di associazioni animaliste che in effetti si preoccupano non tanto degli animali quanto delle risorse economiche che l’affidamento degli animali medesimi potrebbe loro fruttare grazie a una legge da esse stesse elaborata e successivamente approvata dal parlamento in forza di meccanismi perversi indegni non solo di una democrazia liberale ma persino di un’oligarchia che pretenda di presentarsi se non altro come efficiente.

Che senso avrebbe, infatti, privare i circhi degli animali esotici, importante risorsa per molti di essi e d’altra parte risorsa perfettamente integrata nella società umana circense, essendo tutti questi animali nati e cresciuti in condizioni domestiche e in nessun caso prelevati in natura? Sono animali psicologicamente non molto diversi dai cani ben tenuti e chiunque di essi ne capisca qualcosa vi dirà che la cosa peggiore che ad essi si possa fare è di allontanarli dal circo e lasciarli languire nei vergognosi centri di accoglienza degli animalisti dove la loro psiche sarà schiacciata dalla sensazione di inutilità che essi, abituati al lavoro quotidiano, necessariamente proveranno, anche ammesso che le loro primarie necessità fisiche vengano soddisfatte. E che dire poi degli addestratori, loro compagni di vita che sarebbero privati del tutto ingiustamente di autentici amici con i quali essi hanno condiviso più o meno lunghi percorsi di vita? Che dire del pubblico, ingiustamente e assurdamente privato di un secolare spettacolo di cultura popolare? Che dire degli autentici zoofili animalisti che sanno benissimo che, se qualcosa si dovesse fare per limitare la proprietà personale di animali da parte degli esseri umani e la libertà personale degli animali stessi, bisognerebbe agire per impedire il possesso di animali prelevati in natura nonché di cani pericolosi, cioè cani da combattimento mantenuti impropriamente da privati come cani da compagnia che in verità, regolarmente si rendono responsabili di aggressioni improvvise dall’esito anche mortale, aggressioni poi regolarmente giustificate dagli stessi animalisti estremisti che tuonano contro i circhi? E ancora che dire di chi lascia vagare liberamente gatti domestici che si rendono responsabili della distruzione della piccola fauna autoctona?

Ad Alberto Bonisoli e al M5S, come zoologo e come vecchio appassionato zoofilo, vorrei suggerire per l’annunciato provvedimento di usare i seguenti criteri: (1) in primo luogo dai circhi escludere non già gli animali “esotici” bensì gli animali selvatici, provenienti non da allevamento in cattività bensì da prelievo diretto in natura, (2) a tale, ben più opportuno provvedimento aggiungere il divieto di detenzione di razze di cani selezionati come animali da combattimento e il divieto di rilascio in natura di gatti domestici. Questi semplici e opportuni accorgimenti gioverebbero enormemente sia agli animali sia a molti esseri umani che con gli animali, volendo o non volendo, avranno a che fare.


RENATO MASSA