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"Animali al freddo? Non è così"

Il Circo di Vienna mostra al Corriere come vengono tenuti leoni, tigri e dromedari dopo gli attacchi 
sui social e i presidi a Pian di Massiano


Quando si apre il panno rosso all'ingresso del tendone del Circo di Vienna, allestito a Pian di Massiano, il primo animale che fa capolino tra i seggiolini ancora vuoti è Sole. Delle tigri ha soltanto le strisce sul mantello: Sole è un gattino che si è avvicinato al circo e ne è diventato la mascotte. Così come Fabrizio, che nella sua Cesena - dove proprio un anno fa il Circo di Vienna ha avuto una permanenza burrascosa, segnata da verbali e polemiche - si è innamorato di questo mondo e ha deciso di farne parte, seguendo le trenta persone, tra artisti e operai, del gruppo.
A Perugia, l'ospitalità è stata migliore, tant'è che il Circo di Vienna ha deciso di prorogare di un'altra settimana gli spettacoli, fino al 20 Gennaio. Un'accoglienza calorosa fin dal primo spettacolo. Anche se poi, il giorno dopo, vicino alle gabbie e ai recenti è arrivato il presidio degli animalisti a manifestare. L'utilizzo degli animali nel circo è un tema che divide l'opinione pubblica, anche a Perugia. Sui social, da quando è arrivato il Circo di Vienna, si è aperto il dibattito sulle tigri costrette a sopportare le temperature polari di queste notti e sull'opportunità di portare o meno i bambini a questi spettacoli.
"Abbiamo invitato gli animalisti a entrare e a vedere come vengono custoditi gli animali, nelle gabbie al caldo. Ma loro non sono venuti...". Intanto, ci avviciniamo proprio alle gabbie dei felini. David, il leone, è nello spazio all'aperto, a godersi il pallido solo di questo rigido gennaio perugino, non certo paragonabile a quello della savana. "Ma lui, come tutti gli altri animali, è nato in cattività" spiega Claudio, il figlio del direttore del circo. E' acrobata, come suo fratello Flavio. Fabrizio avvicina la mano alle sbarre, una leonessa si gira e si lascia grattare la schiena. "Accusano chi lavora con gli animali al circo di irretirli con pungiglioni o con l'elettricità. Le sembra che se fossero maltrattati si lascerebbero accarezzare così?" Quando il domatore Francesco Berosini entra nella gabbia, la tigre Luke lo abbraccia. E intanto Fabrizio sorride e chiede: "Anche lei si immagina che durante lo spettacolo questi animali vengano fatti saltare nei cerchi di fuoco? Facciamo ripetere solo movimenti che compiono in natura".
Un'esibizione al giorno, due la domenica. E poi, la mattina, quelle su richiesta. Come quella fatta dalla scuola per l'infanzia Spagnoli. Su 140 ragazzini, 139 hanno visto lo spettacolo, con il consenso dei genitori. E si sono divertiti. A guardare gli animali, ma anche con il clown Jeson e con le acrobazie di Alex sulla motocicletta.
Alcuni curiosi ci vedono aggirarsi tra i recenti degli animali e chiedono di potersi avvicinare. Un dromedario è uscito dal recinto. "Niente paura lo fa spesso", la rassicurazione. Anche lui si gode il sole, nonostante non sia rovente come quello del Sahara. La notte del deserto, invece, non ha nulla da invidiare a quella perugina.