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INTERVISTA A CARL MUNDELING

La nostra rubrica sulle interviste ai circensi curata interamente dal nostro collaboratore Antonio D'Affuso, oggi vi propone l'intervista realizzata a Carl Mundeling


Ciao e Grazie per aver preso parte a questo nuovo progetto di PASSIONE CIRCO. Insieme a voi artisti e direttori di circo vogliamo far conoscere in maniera ancora più approfondita questo affascinante mondo attraverso le vostre interviste. Premessa fatta non ci resta quindi che cominciare.

1)La prima domanda tende a voler conoscere un attimo le tue radici Circensi e quindi capire un pò le tue radici familiari.

Intanto grazie per darmi la possibilità di raccontarmi un pò nella vostra pagina. Io sto nel circo da quando avevo 15 giorni di vita. La famiglia di mia madre ha origini circensi antichissime, i miei bisnonni avevano il circo già alla fine del 1800 il Circo Mundeling molto conosciuto in Danimarca e Norvegia. Mio padre invece non ha origini circensi, era un musicista e dirigeva l’orchestra del circo.

2) La seconda domanda invece racchiude un pò diversi momenti della tua vita artistica quindi non è proprio un unica domanda ma un mix di domande collegate tra loro. Innanzitutto ti chiedo a quanti anni sei entrato per la prima volta in pista e con quale ruolo? Oggi invece qual'è la disciplina che porti in pista?

La mia prima entrata in pista è stata all’età di 8-9 anni. Mi avevano inserito in un numero di illusionismo, io con un piccolo pony apparivamo nella “cassa magica”. In età di “teenager” mia madre si era fissata di farmi provare il numero del “Rola-Rola “ (equilibrismo sul rullo oscillante) ma ho preferito abbandonare da subito questa idea. Per un paio di anni mi sono occupato della pubblicità presso il Circo “Arena” in Danimarca. In seguito per sei anni ho lavorato in amministrazione nel Circo Merano in Norvegia, dove ho avuto il piacere di conoscere tanti artisti italiani, con cui sono ancora amico. Poi all’età di 27 anni mi è venuta la “vocazione” di lavorare con i grandi felini (sono stato “ispirato“ dopo aver visto il numero di John Campolongo con 8 leoni maschi....WOOW!!) al Circo Arlette Gruss in Francia durante il periodo natalizio. Come addestratore mi sono formato presso la tenuta di Chipperfield in Inghilterra, mi riterrò sempre fortunato di aver avuto Dicky Chipperfield come insegnante lo ritengo unico nel suo genere, il più grande tra i grandi che sono stati in gabbia con tigri/leoni. Dopo più di 20 anni questo è quello che sto ancora facendo e posso dire che andando in pista con i miei animali mi sento realizzato. Spero di poter continuare a farlo per molto tempo ancora

3) I pro ed i contro della vita del Circo secondo la tua personale esperienza?

I lati positivi della vita del circo..... a parte le solite cose viaggiare ecc ecc, penso che sia un tipo di vita più libero (non libero inteso come tempo libero sopratutto chi ha gli animali ha poco tempo libero) ma hai quella libertà che la gente comune non conosce non sei schiavo di quella routine che ti fa vivere le giornate aspettando il week end, tutti i mesi aspettando le vacanze estive e tutta la vita aspettando la pensione, nel circo non vivi aspettando ma sfrutti al massimo ogni giorno. Poi la vita del circo mi ha permesso di conoscere la ragazza meravigliosa che ho sposato, cosa c’è di più positivo? Lati negativi della vita circense.....a volte ti ritrovi a doverti confrontate con gente che ha abitudini, opinioni e gusti totalmente opposti ai tuoi (in quanto proveniente da nazioni diverse) e, a differenza delle altre persone, i colleghi di lavoro non li saluti dopo che l’ufficio chiude, ma, che ti piaccia o no, ci vivi insieme quasi 24 h su 24. Poi a differenza di chi lavora in ufficio o in negozio non puoi farti firmare la carta dal medico se stai poco bene (fisicamente o emotivamente) la pista è sacra, e tu ci devi sempre essere, sfoderando il tuo più bel sorriso anche se stai morendo dal mal di schiena o per qualche dispiacere. Ricordo che una 15ina di anni fa in Germania mi sono presentato in pista tra le tigri con le stampelle, ero appena stato operato al ginocchio ma nessuno poteva sostituirmi. Mi sentivo un po’ ridicolo, credo che facevo pena anche al pubblico.

4) Se non fossi nato nel Circo, cosa ti sarebbe piaciuto fare nella vita?

Se non fossi nato nel circo mi sarebbe piaciuto fare il pilota d’aereo (indirizzo che ho scelto nella mia scuola superiore limitandomi però a conseguire la specializzazione per gli elicotteri).

5) Oggi purtroppo stiamo assistendo ad un periodo di crisi economica generale nel quale ovviamente anche il Circo ne risente. Cosa consiglieresti tu per far ritornare il Circo allo splendore di un tempo?

Bisognerebbe prima di tutto tenere un certo standard (sia di spettacolo che di ambiente). La gente che viene al circo dovrebbe per quel paio di ore sentirsi trasportata in un mondo magico. È responsabilità di ognuno di noi fare sentire il pubblico a suo agio, così tanto da lasciare i propri problemi fuori, nel parcheggio” dopo essere entrati nel circo.

6) Animalisti sempre più temerari  si oppongono all'utilizzo di animali nei Circhi. Può funzionare secondo te il Circo senza animali?

Forse potrebbe anche funzionare ma in questo caso a mio parere non si potrebbe più chiamarlo circo, perché si sa, il circo classico è quello, non solo con gli animali, ma dove si vedono animali e uomini affrontare insieme i problemi e condividere insieme le gioie ogni giorno.