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‘Arriva il Circo in città’ basta pregiudizi. La replica alle critiche



“Arriva il Circo in Città e si solleva, come ormai d’abitudine, una ventata di pregiudizio indotto da una moda chiamata fanatismo animalista”.  Lo scrive in una nota inviata alla nostra redazione dal Circo Royal Imperial, che presenterà i propri spettacoli in Salerno, a partire dal 23 febbraio 2019.

Gli attacchi contro il Circo – si legge in una nota -, continui, livorosi e diffamatori, sono il frutto di una visione distorta della realtà. Se chi denigra il Circo lo fa perché sente il dovere di difendere gli animali, ha sbagliato bersaglio.

I primi ad amare e rispettare i propri animali, con cui intrecciano una lunga, serena e pacifica storia di collaborazione, sono proprio i circensi! Partiamo da Konrad Lorenz (Premio Nobel 1973) il quale, nei suoi libri, che sono tutt’ora un valido contributo scientifico letterario sull’etologia e zoologia del mondo degli animali, come L ‘ANELLO DI RE SALOMONE E L’UOMO INCONTRO IL CANE loda la peculiare conoscenza dei circensi degli animali a livello etologico.

Gli animali dei circhi nascono da oltre 250 anni in cattività, hanno percorso un processo di addomesticazione e la loro casa è il Circo. Infatti, non sono animali WILD (animale nato cresciuto lontano dall’uomo) ma animali TAMED (ADDOMESTICATO/ADDESTRATO).

Gli animali del Circo sono compagni di viaggio e di lavoro e sono un patrimonio importante delle famiglie circensi. Vivono in spazi adeguati, nel pieno rispetto delle rigide normative CITES.

Sono seguiti e curati costantemente da veterinari specializzati ed ispezionati da veterinari ASL. La loro salute, oltre ad essere oggetto di viva attenzione dei loro keepers è tutelata da severe norme penali.

La violazione di una di queste norme impedirebbe ai circensi di continuare a tenere gli animali con sé. Il metodo di addestramento è basato sul condizionamento operante “rinforzo positivo”, che tiene conto delle caratteristiche dell’animale e la sua attitudine a svolgere un determinato comportamento.

Per quanto riguarda gli spostamenti, ogni trasporto viene adibito in base alla specie che si ospita e alle sue esigenze e viene fatto visionare dal servizio ASL di competenza che rilascia un certificato di idoneità ed ogni animale è identificato con microchip con passaporto UE (L 1739/2005).

Per contro va detto quello che spesso si tace: pochi dicono che i 33 leoni sequestrati dai circhi peruviani e boliviani e trasferiti in riserve africane sono morti tutti! In Messico l‘80% degli animali portati via dai circhi sono morti nei centri di recupero.

Portare via un animale dal Circo equivale ad allontanarlo dal proprio habitat, dalla propria CASA! Le porte del Circo sono aperte: venite a vedere di persona le condizioni eccellenti degli animali e la dolcezza degli addestramenti.

Chi non ama il Circo, semplicemente non vada a vedere gli spettacoli. Ma non si instilli odio e non si spargano calunnie e diffamazioni contro onesti lavoratori dello spettacolo, la cui missione è portare un sorriso ed uno svago sereno ai loro spettatori!”