Il Circo Bellucci risponde al Sindaco di Sanluri: «I nostri animali stanno bene, ricevono le migliori cure»

Il 6 febbraio il sindaco di Sanluri, Alberto Urpis ha emesso un'ordinanza con la quale vieta nel territorio comunale l'esibizione d...

Il 6 febbraio il sindaco di Sanluri, Alberto Urpis ha emesso un'ordinanza con la quale vieta nel territorio comunale l'esibizione dei circhi che utilizzano animali. Ma il Circo Bellucci che in questi giorni si trova a Sanluri, spiega che gli animali sono accuditi nel migliore dei modi e nel rispetto di tutte leggi vigenti, inoltre il circo non è lì per esibirsi, ma solo per sostare in un terreno privato


Da anni ormai si discute, anche con diverse proposte di legge, di vietare su tutto il territorio italiano l‘uso di animali, o almeno di quelli selvatici nei circhi. In alcuni comuni però sono i sindaci che con delle ordinanze hanno di fatto imposto il divieto ai circhi che utilizzano animali esotici di esibirsi, alcuni addirittura, come è successo a Sanluri qualche giorno fa, hanno esteso questo divieto non solo all’esibizione, ma addirittura allo stazionamento dei circhi all’interno del proprio comune. «Noi siamo qui per fare una sorta di vacanza forzata – spiega Emidio Bellucci, il domatore – molti di noi si sono spostati momentaneamente per motivi personali. Io sono qui da solo, ad accudire gli animali, ma non abbiamo intenzione di esibirci». Il Circo Bellucci dopo una serie di spettacoli a Sestu, dove comunque il pubblico è andato numeroso ad assistere agli show, aveva bisogno di uno spazio adatto a sostare qualche giorno in attesa di riprendere il tour in Sardegna.

«Avevamo bisogno di un terreno per sostare in attesa di riprendere il giro dell’Isola – prosegue il domatore- così ci siamo rivolti al proprietario di un terreno privato che già avevamo affittato 3 mesi fa per esibirci. Allora il sindaco ci aveva concesso tutte le autorizzazioni senza problemi». Il Circo Bellucci infatti 3 mesi fa si è esibito a Sanluri, gli spettatori non sono mancati e non sembrava che la popolazione avesse manifestato contrarietà alla sua presenza. «Siamo lontani dal centro abitato e le abitazioni più vicine stanno a oltre cento metri di distanza – racconta ancora Emidio- e comunque ci troviamo sullo stesso terreno che occupavamo  3 mesi fa quando il sindaco ci ha autorizzato e nessuno si è lamentato della nostra presenza». Sono quattro tigri e 9 cavalli in tutto gli animali al seguito del Circo Bellucci. E come afferma Emidio, sono tenuti nel rispetto di tutte le norme stabilite dalle linee guida emesse dalla commissione scientifica Cites. «Se il regolamento mi impone che per tenere 4 tigri devo avere 100 metri quadrati io gliene metto a disposizione 120 – assicura il domatore- gli animali sono seguiti costantemente sia dal veterinario della Assl che privato.Ovunque ci spostiamo dobbiamo essere controllati da entrambi, ogni animale ha un suo passaporto che viene aggiornato in ogni tappa in cui ci fermiamo. A Cagliari per esempio, a tutti i cavalli il veterinario ha fatto il Coggin test, un prelievo di sangue che si deve praticare una volta all’anno e gli esiti sono stati negativi per tutti».

Gli animali tenuti nei circhi sono nati in cattività e non potrebbero sopravvivere se rimessi in libertà, probabilmente la soluzione migliore sarebbe piuttosto che proibire dall’oggi al domani l’esibizione dei circhi con animali, quella di lasciare che progressivamente i circhi smettessero di acquistarli finché anche l’ultimo fosse morto. Cosa accadrebbe infatti, se davvero non si potessero più tenere gli animali nei circhi? «Per ora esiste un solo centro della Lav in tutta Italia che accoglie animali selvatici quando per esempio un circo fallisce o vengono sequestrati- conclude Emidio Bellucci- ma spesso questi animali nel giro di poco tempo deperiscono e muoiono. Quello che le persone fanno fatica a capire è che un animale selvatico cresciuto in un circo, si affeziona a chi si prende cura di lui e soffre della separazione, se dove si trovava era accudito come si deve, il cambiamento potrebbe solo danneggiarlo. Inoltre un centro solo, se si dovessero chiudere tutti i circhi non sarebbe sufficiente e aprirne degli altri ha dei costi molto alti, per non parlare del mantenimento di ogni singolo esemplare. Diventerebbe molto oneroso, e infatti al momento questi centri ancora non ci sono».

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