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Vinicio Togni: «A Ischia clima ostile: abbiamo ricevuto anche minacce, ma abbiamo a cuore gli animali»


ISCHIA – Eliminate dalla mente i vecchi clichè. Frusta, lustrini e grandi baffoni arricciati fanno parte di un’idea ormai antica di spettacolo circense. Vinicio Togni, direttore del circo “Lidia Togni”, ci accoglie nel suo ufficio allestito presso Fondo Bosso in jeans e camicia e giubbotto, barba appena fatta e in volto un colorito bronzeo, frutto, immaginiamo, delle lunghe ore passate all’aperto in compagnia dei suoi amati cavalli. Riconosciuto a livello internazionale come uno dei migliori addestratori di cavalli, il suo straordinario carosello equestre gli assicurò nel 2014 una medaglia della Presidenza della Repubblica al Festival del Circo d’Italia, Città di Latina. A pochi anni di distanza lui, come gli altri lavoratori che portano avanti il mirabolante e criticato spettacolo circense deve fare i conti con una legge che potrebbe nel giro di poco tempo ridimensionare profondamente l’utilizzo degli animali negli spettacoli che affondano radici lontano nel tempo. Questa premessa, unita alle sempre più diffuse campagne di sensibilizzazione contro l’utilizzo degli animali nei circhi ha portato a Ischia, assieme ai tendoni e agli esotici animali, gli strascichi della polemica più accesa.

Lo spettacolo che fino al 25 febbraio sarà disponibile nel cuore di Ischia, ha attratto campagne di sensibilizzazione e grida di protesta, ma anche tanta curiosità per un evento che non manca di esercitare, soprattutto sui più piccoli, un profondo e radicato fascino.

Lo spettacolo è in scena da appena un giorno eppure ancor prima che i vostri mezzi sbarcassero a Ischia la polemica era giù in pieno fermento. Si aspettava un “comitato di benvenuto” così aspro nei confronti del circo Lidia Togni?
«Siamo abituati a piccole sacche di lamentele, ma a Ischia abbiamo riscontrato una vena polemica più forte e profonda rispetto agli altri luoghi dove siamo soliti esibirci. Forse paghiamo anche colpe non nostre».

Si spieghi meglio.
«Mi preme precisare che questa è la prima volta che il circo Lidia Togni è ospite della vostra bellissima isola. Non siamo stati accolti come speravamo, ma sappiamo che qualche anno fa un circo che usa il cognome di famiglia, senza averne il diritto, si è esibito sulla vostra isola. Ci è giunta voce che non è stata un’esperienza idilliaca e che ci sono stati diversi problemi. Siamo rammaricati che l’arte circense possa essere stata offuscata da comportamenti che non ci appartengono. Il circo Lidia Togni segue le regole, ha rispetto per gli animali e per il territorio di cui siamo ospiti. Sono i puntelli su cui basiamo il nostro lavoro, da sempre».

Quali sono i punti di forza del circo Lidia Togni?
«Abbiamo eccezionali acrobati, dei volteggiatori che sono stati pluripremiati nel mondo circense, portentosi funamboli, divertenti clown apprezzati da bambini e genitori, balli. Solitamente il nostro spettacolo prevede anche l’attrazione delle moto che volteggiano nel globo d’acciaio, uno spettacolo molto apprezzato a Fuorigrotta, dove abbiamo allietato le vacanze natalizie di moltissimi napoletani. E poi naturalmente i nostri animali. Dal trenino della “Carica dei 101” ispirata al celebre film con protagonisti i bellissimi dalmata e animali esotici, dai leoni alla zebra, dai cammelli ai dromedari».

Animali al circo, una presenza che fa sempre più discutere l’opinione pubblica.
«Vero, lo sappiamo bene. Ma abbiamo anche tanti estimatori che continuano a darci fiducia e ad apprezzare i nostri spettacoli».

Parliamo dello stato di salute dei vostri animali, come vengono trattati?
«Valutate voi stessi. Basta partecipare a uno dei nostri spettacoli per rendersene conto. I leoni, le zebre, i dromedari e tutti gli altri protagonisti dei nostri spettacoli, sono in piena salute, sani e vivaci. Non siamo solo noi a dirlo. Ogni volta che arriviamo e andiamo via da un luogo dove ci esibiamo ci sono delle ispezioni dei veterinari dell’Asl che certificano, sia appena arriviamo che quando andiamo via, lo stato di salute dei nostri animali. Un passaggio fondamentale per consentirci di spostarci. Se i nostri animali fossero in stato di sofferenza avremmo già dovuto chiudere».

Ecco, spostamenti. Il circo, per definizione, è uno spettacolo itinerante. Non crede che gli animali, costretti a stare sempre in giro subiscano troppe sollecitazioni stressanti?
«Basta pensare all’esperienza di viaggio che ognuno di noi fa in autostrada, è la stessa cosa. Il nostro circo è come una piccola città in movimento. Siamo ben organizzati».

Davvero gli animali stanno così bene al circo?
«Le faccio un esempio. In molti circhi, non nel nostro, ci sono ancora elefanti. Noi abbiamo scelto di non includerli più nei nostri spettacoli, ma in Italia ci sono. In natura gli elefanti vivono tra i 45 e i 60 anni. Ebbene ci sono elefanti al seguito dei circensi che hanno raggiunto e oltrepassato i 70 anni. Una longevità che è la migliore testimonianza di come gli animali nei circhi vivano bene, a lungo e in buona salute».

Ma siamo davvero sicuri che gli animali nel circo stiano così bene, non sarebbe meglio lasciare che gli animali esotici vivano nel proprio ambiente naturale?
«Non confondiamo la vita allo stato brado con la sicurezza degli animali. Basta leggere i giornali per essere informati da continue notizie di esemplari trucidati nel loro habitat naturale dai bracconieri che aggirando buon senso e leggi restrittive non hanno alcun rispetto per ecosistema e tutela degli esseri viventi. Il mondo del circo, nonostante controlli molto restrittivi è sempre più accusato di azioni irrispettose nei confronti degli animali che non ci appartengono. I delitti nei confronti degli animali sono da tutt’altra parte».

Vi considerate quindi una sorta di capro espiatorio?
«Siamo come una lampadina che attira le proteste di chi lotta per il diritto al benessere degli animali. Eppure noi siamo i primi a tutelare i diritti e la salute dei protagonisti dei nostri spettacoli. Allo stesso tempo noto davvero poca attenzione per la piaga del bracconaggio, un problema che ho saputo è abbastanza diffuso sulla vostra isola. Noto inoltre che non viene riservata la stessa attenzione per i casi conclamati di maltrattamenti degli animali, come accade ad esempio per alcuni animali domestici o per le situazioni di degrado che costringono gli animali da allevamento a vivere in condizioni inaccettabili».

Ci ha confidato che questa è la prima volta che visita la nostra isola, come è stata la sua esperienza in questi primi giorni?
«Devo essere sincero. Quando alcuni amici hanno saputo che sarei venuto a Ischia mi hanno augurato buona fortuna. Non c’è un buon clima. Vi confesso che in questi primi giorni ho anche ricevuto delle minacce. Il clima non è dei migliori. Ma allo stesso tempo devo dire che abbiamo ottenuto solidarietà dalle amministrazioni isolane e da molti cittadini che ci danno fiducia e ci onorano della loro presenza sui nostri spalti. Abbiamo spiegato ai sindaci e agli amministratori come lavoriamo e che il nostro operato nulla ha a che vedere con il modo di lavorare di chi ci ha preceduto. Questo è bastato per ottenere la fiducia di chi a Ischia apprezza la nostra arte».

Com’è la risposta della comunità ischitana?
«Buona, vedo molti bambini ischitani sorridenti all’uscita del nostro tendone ed è la soddisfazione più grande. Abbiamo inoltre comunicato al sindaco la nostra disponibilità a ospitare gratuitamente famiglie che in questo momento hanno difficoltà, per regalare qualche sorriso a chi ha passato momenti poco felici».

In cosa consiste questa iniziativa?
«Ospiteremo alcuni bambini che hanno perso la casa durante il sisma che ha colpito Casamicciola. Per noi è consuetudine ogni volta che andiamo in una nuova città donare e riservare una parte dei nostri posti migliori ai membri della comunità che hanno maggiormente bisogno di attenzioni. In città è prassi. Andiamo negli ospedali o nei centri che si occupano delle persone più bisognose per dare il nostro piccolo contributo. A Napoli abbiamo fatto visita ai bambini dell’ospedale con i nostri clown. I sorrisi dei bambini ci riempiono il cuore».

Un gesto generoso.
«Deve sapere che la nostra è una grande famiglia dove forte vive lo spirito di solidarietà. Siamo inoltre molto religiosi, prima di ogni spettacolo può notare gli artisti pregare per il buon esito delle proprie delicate performance. Abbiamo anche un altare all’interno del nostro tendone dove gareggiano. A Napoli abbiamo ricevuto anche la visita del Cardinale Sepe e è ci auguriamo che il vostro Vescovo venga a farci visita».

I suoi figli vivono con le l’esperienza del circo, quando hanno il tempo di studiare, andare a scuola? 
«I miei figli vanno a scuola come tutti gli altri. Alla fine dell’anno hanno il privilegio di aver viaggiato tanto e conosciuto decine di nuovi compagni di classe. Pensi che adesso che siamo stati a Napoli è stata una vera festa. Hanno ritrovato i compagni di classe con cui hanno studiato assieme negli anni passati, ritrovarsi è stata una festa. Oltre al percorso classico di studi possono avere il privilegio del viaggio. Anche il viaggio è educazione».

Una vita sempre in viaggio, quando trovate il tempo per tornare a casa?
«Se intende casa come edificio, beh naturalmente l’abbiamo anche noi e ogni tanto ci torniamo. Ma per noi casa è la città dove ogni volta ci esibiamo. In questa settimana per noi Ischia è la nostra casa».

 Antonello De Rosa