Circo sui parcheggi, l’Ente Nazionale Circhi: “Il Comune di Osimo individui un’area”

Dopo le proteste dei residenti di Via Vescovara e di diversi candidati sindaco, entra nel dibattito Antonio Buccioni, il presidente dell...

Dopo le proteste dei residenti di Via Vescovara e di diversi candidati sindaco, entra nel dibattito Antonio Buccioni, il presidente dell'associazione di categoria che tutela i diritti degli artisti circensi. "Spesso i comuni sono sprovvisti di aree dedicate previste dalla legge e quelle che mettono a disposizione risultano inadeguate e non attrezzate. I circhi sono i primi a fare le spese di questa situazione, che a volte si ripercuote anche sui cittadini. 
Ma le responsabilità non sono nostre"


L’Ente Nazionale Circhi chiede di porre fine alla polemiche e chiede al Comune di Osimo di individuare un’area precisa per l’attendamento delle carovane circensi. “Il circo è spettacolo e divertimento, un’arte antica, itinerante, frutto di ‘una grande e faticosa scuola’, come la definì Charlie Chaplin. – esordisce una nota stampa a firma di Antonio Buccioni, presidente Ente Nazionale Circhi – A tutto aspira tranne che a creare disagi ai residenti delle città piccole e grandi nelle quali si attenda. Per questo ciò che sta avvenendo a Osimo è motivo di vero dispiacere per la gente del circo e per l’associazione di categoria che in Italia rappresenta le imprese del settore. Il legislatore nel 1968 ha approvato una legge che disciplina l’attività dei tendoni e dello spettacolo viaggiante. All’articolo 9 ha previsto che ‘….le amministrazioni comunali devono compilare entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge un elenco delle aree comunali disponibili per le installazioni dei circhi, delle attività dello spettacolo viaggiante e dei parchi di divertimento….’. Seguirono fino al 1995 anche una serie di circolari del Ministero dell’Interno per sollecitare i Comuni a dare applicazione a tale previsione”.

Purtroppo, ad oltre mezzo secolo di distanza, secondo il presidente dell’Ente Nazionale Circhi, molti Comuni o sono sprovvisti di aree oppure quelle che mettono a disposizione risultano inadeguate e non attrezzate. “I circhi sono i primi a fare le spese di questa situazione, che a volte si ripercuote anche sui cittadini. Ma le responsabilità non possono essere addossate ai circhi, che aree idonee e ben collocate le reclamano da decenni in quanto costituiscono la conditio sine qua non per l’esistenza stessa dello spettacolo circense. – sottolinea Antonio Buccioni – Nel lontano 2008 l’Ente Nazionale Circhi sottoscrisse anche un protocollo d’intesa con l’Anci, Associazione nazionale dei Comuni italiani, che a sua volta si richiamava al protocollo d’intesa fra Agis e Anci, il quale sottolineava che ‘…lo spettacolo, quale mezzo di espressione artistica e di promozione culturale, costituisce in tutti i suoi generi e manifestazioni aspetto fondamentale della cultura e dell’identità nazionale; ed è bene culturale di insostituibile valore sociale e formativo della persona umana…””.

Il protocollo del 2008 richiama l’importanza della “applicazione delle previsioni di cui al citato articolo 9 della legge n. 337/1968 in ordine alla individuazione da parte delle Amministrazioni comunali di aree per lo svolgimento delle manifestazioni e per la collocazione di carovane abitazione e carriaggi al servizio dell’attività”. Ma in Italia, a differenza di quanto avviene in altri Paesi europei (Francia, Svizzera, Spagna, Germania), il problema delle aree non è stato mai adeguatamente affrontato. “Come sempre, c’è poi chi specula (come stanno facendo gli animalisti) su carenze che – ripete il presidente dell’Ente Nazionale Circhi – non possono in alcun modo essere addossate al mondo del circo. Ma questa è un’altra storia. Per parte nostra ci scusiamo con i residenti e invitiamo l’Amministrazione comunale a voler rintracciare un’area che risponda alle esigenze dei circhi e che non gravi sui residenti. Il Fondo Unico dello Spettacolo prevede anche contributi statali specifici per attrezzare aree finalizzate ad accogliere i circhi e lo spettacolo viaggiante. Ci auguriamo che il dibattito che si è aperto possa favorire, per il futuro, soluzioni adeguate”.

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