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«Ci hanno fermati, ma nessuno era in pericolo»


Il Circo Orfei racconta il calvario burocratico che ha portato alla decisione di questa sera. 
E rassicura: «Noi abbiamo il certificato di colladuo, ma non è stato riconosciuto»


Sul Circo Orfei è calato il buio questa sera, quando gli agenti della polizia cantonale sono intervenuti per vietarne le esibizioni. Il circo non dispone di un valido attestato relativo alla sicurezza dei suoi impianti.

«Sono arrivati a mezz’ora dallo spettacolo - racconta a Tio.ch/20 minuti il promotore Davide Trentini, che lavora per il Circo Orfei -. C’erano 400 persone fuori. Avevamo invitato anche gli enti della zona, le case anziani, ed erano tutti fuori. Tutti avevano già acquistato il biglietto».

Il Circo Orfei, della figlia di Moira Orfei, ha un programma di 20 giorni in Ticino. A Lugano, Locarno, Faido, Biasca e Bellinzona. Ieri, a Lugano, sono stati proposti lo spettacolo pomeridiano e serale. Erano presenti in totale circa 700 persone. Per questo qualcuno su Facebook ha già scritto preoccupato: «A tutela dei cittadini interessati la polizia non poteva informare prima e non solo oggi?».

Dal circo sono quindi interessati a rassicurare le persone: «Nessuno era in pericolo. Noi abbiamo i certificati di collaudo italiani, che vengono rilasciati non una volta all’anno ma in ogni piazza in cui il circo si sposta. I Comuni ticinesi che ci hanno rilasciato le autorizzazioni a occupare il suolo pubblico li hanno visti, hanno consultato con attenzione il nostro libro tecnico».

Il Circo Orfei racconta di essersi informato prima di venire a lavorare in Svizzera, ma di non avere ricevuto le necessarie informazioni. «Solo la scorsa settimana abbiamo saputo che non avevamo l’autorizzazione del Cantone». E per riceverla avrebbero dovuto rivolgersi a un ente tedesco, addetto a controllare la sicurezza degli impianti. «Ma loro impiegano tre mesi a rilasciare il documento e noi eravamo già in partenza, avevamo già pagato per i permessi comunali, avevamo stipulato l’assicurazione RC, era tutto pronto». E aggiunge: «In Italia un circo non può sostare in un luogo se non lavora. Siamo venuti qui pensando di lavorare per 20 giorni. Ora siamo fermi. Hanno messo in ginocchio 70 persone».

Il circo è preoccupato anche per il «danno d’immagine»: «Siamo il Circo Orfei, conosciuto in tutto il mondo. Era la prima volta in Svizzera. I Comuni ci hanno accolto, erano felicissimi di averci qui. C’era entusiasmo. Come facevamo a ottenere le autorizzazioni se non siamo stati debitamente informati?».