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Dal 7 al 16 giugno torna a Trento la grande magia del Circo Orfei


Ritorna a Trento la grande magia del Circo Orfei, capitanato da Lara Orfei Nones: sotto il tendone bianco e rosso allestito in via Al Desert, dal 7 al 16 giugno (e a Bolzano dal 20 giugno al primo luglio), si esibiranno i migliori acrobati, clown, giocolieri e domatori della scena circense internazionale, capitanati da Lara Orfei Nones, splendida erede della celebre dinastia Orfei-Nones, poiché è figlia dell’indimenticabile Moira Orfei e del trentinissimo Walter Nones.

Tanti gli animali protagonisti, fra cui tigri, zebre, elefanti, oche-cigno, pappagalli, dromedari, cammelli, caprette, pony scozzesi, cavalli, canguri, zebù e lama, tutti visitabili allo zoo nei pressi del tendone che verrà aperto sabato e domenica mattina.

Come sempre, quello del circo è uno spettacolo che farà sognare tutti, grandi e piccini, ma con una nota dolente: da anni il circo tradizionale sta subendo duri attacchi da parte degli animalisti, che vorrebbero proibire l’esibizione degli animali, magari senza sapere che nel circo sono amati e curati esattamente come le persone.

Non a caso, il mondo del circo ha un fan d’eccezione come Papa Francesco, che un paio di anni fa, in Vaticano, in occasione del Giubileo dello spettacolo itinerante, ha perfino accarezzato una tigre, ed ha benedetto con parole davvero commoventi gli artisti circensi e dello spettacolo viaggiante e popolare: “Voi fate grandi cose! Arricchite la società di tutto il mondo, anche con l’ambizione di alimentare sentimenti di speranza e di fiducia. Lo fate attraverso esibizioni che hanno la capacità di elevare l’animo, di mostrare l’audacia di esercizi particolarmente impegnativi, di affascinare con la meraviglia del bello e di proporre occasioni di sano divertimento”.

Lara Orfei Nones, cavallerizza e acrobata, a Trento si esibirà insieme al marito, l’acrobata russo Micha Malachikine, e ai figli Moira Junior, Walter Junior e Alexander.

A La Voce del Trentino, Lara Orfei Nones parla del suo rapporto con il circo:

“Quello del circo è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, quindi è tutta la mia vita, ed è da sempre una grande passione. Negli ultimi anni, però, è diventato un mestiere difficile per via di una burocrazia sempre più complicata, e poi per le posizioni molto dure degli animalisti che ci accusano di maltrattare gli animali: naturalmente non è così, perché per noi gli animali costituiscono non solo un patrimonio da tutelare, ma sono parte a tutti gli effetti della famiglia. Tra noi e gli animali c’è un legame forte, che nasce dal fatto di vivere praticamente in simbiosi, e se fossero maltrattati, durante l’esibizione lo notereste subito. Appena un animale sta male, viene curato immediatamente dai nostri veterinari di fiducia: ricordo che negli anni Novanta, mio padre arrivò a spendere 70 milioni di lire, per curare il nostro rinoceronte da una grave malattia intestinale”.

Lei è anche un po’ trentina…

“Sì, mio nonno Giuseppe Nones era un falegname di Trento con la passione per la palestra e l’equilibrismo: si sposò con Adele Medini, di una antica tradizione circense. Qui in Trentino abbiamo in nostri parenti paterni con i quali ci sentiamo regolarmente; dei trentini papà aveva la grande tenacia sul lavoro, ma anche nella vita: non voleva morire, e ha lottato fino alla fine”.

Quali sono gli insegnamenti più significativi che Moira e Walter, due persone speciali che sono rimaste nel cuore di tutti noi, vi hanno tramesso?

“Di essere proprio come erano loro, persone leali, sincere, grandi lavoratori, e soprattutto perone buone e generose: quando c’era da aiutare qualcuno, lo facevano subito, senza perdere tempo”.

Di Sandra Mattuella