Liana Orfei "Io, i tendoni, Fellini, Totò, Eduardo e...Orson Wells"

Lo spettacolo più antico del mondo è il circo. Sono un'animalista e da noi gli animali  sono molto amati "Il circo è la pi...


Lo spettacolo più antico del mondo è il circo. Sono un'animalista e da noi gli animali 
sono molto amati


"Il circo è la più antica forma di spettacolo al Mondo", lo dichiara fermamente l'attrice Liana Orfei, appartenente alla dinastia circense degli Orfei come la cugina Moira, diva dagli anni 60 del piccolo e grande schermo.

Ci spieghi meglio...
Quando gli uomini delle caverne si sedevano intorno al fuoco e guardavano lo stregone che danzava facendo apparire e sparire degli oggetti, quello è stato il primo circo. Quindi dalle caverne in poi, tutte le forme di spettacolo derivano dal circo, dal teatro alla lirica. Lo raccontava sempre il compianto professore Mario Verdone nelle sue lezioni alla Sapienza.

Oggi però non vive un buon momento...
Solo in Italia però. I tendoni sono pieni in Francia, Germania, Spagna, Russia, con grandiattrazioni e con gli animali. Il circo tradizionale è nato con gli animali e non può farne a meno.Senza di loro è pantomima circense. Ne è un esempio il Cirque du Soleil, una meravigliosa pantomima, non in assoluto un circo, una cosa di elite che ha già stancato la gente.

Come mai?
Perchè in Italia siamo impulsivi, ci voleva una direttiva su come gli animali venivano trattati e stabulati. Io fui la prima nel 1983, presentai un protocollo assieme al vice-presidente dell'Enpa Sivano Traisci, ma fu archiviata perchè c'erano molti interessi economici in ballo. Qualche anno dopo abbiamo fatto anche una proposta di legge con Silvia Costa, ma passò nel dimenticatotio. Io sono una pura animalista, soffro quando vedo gli animali trattati male, odio quei circhistranieri che per come trattano gli animali andrebbero denunciati.

Non vivrebbero meglio in libertà?
Gli animali che vengono ingiustamente sequestrati nei circhi, perchè secondo loro non trattati come si dovrebbe, muoiono perchè non hanno più il loro ambiente. nessuno che li capisce e che non rispetta le loro abitudini sono amati nel circo, il loro habitat è quello. Racconto un episodio legato ad una tigre e i suoi cuccioli. Li tenevamo nella nursery, ma quando sentiva la musica dello spettacolo la tigre voleva uscire assieme agli altri animali, non voleva più dare il latte. E allora ci siamo presi noi cura dei cuccioli, ce li siamo allevati mettendoceli addirittura nel letto. Cose che gli animalisti forse non farebbero mai. La gente del circo, come la mia famiglia che vive da 250 anni nel circo, convive con gli animali da sempre. Tra noi e loro c'è un file rouge, un feeling. Anche noi denunciamo chi non tratta come si deve gli animali. Ci sono persone che si improvvisano circensi e lì cade l'asino perchè veri circensi si diventa dopo parecchie generazioni!".

Eppure in Italia c'è una grande tradizione....
Si siamo stati i primi a fare scuola e sono sicura che il circo tornerà ad essere vivo come sempre è stato. I tempi cambiano, ed è giusto assecondare i cambiamenti, ma in Italia siamo assolutisti, il bianco deve essere troppo bianco da accecare, invece la vita è morbida, va presa con giustizia. Non si può cancellare una categoria".

Proprio sotto un tendone fece un incontro che le cambioò la vita...
"Federico Fellini venne a vedere lo spettacolo dove io presentavo un numero, mi provinò, ma non mi prese. Lianina, così mi chiamava, avevo un muso troppo pulito per il ruolo che voleva. Ma solo il fatto che lui avesse puntato gli occhi su di me fece muovere tutto il mondo cinematografico. Da lì in poi feci 54 film, perisno 8 in un anno. Con lui c'è stata una grande amicizia, amava mia madre per i suoi tortellini e quando eravamo a Roma per Natale ci veniva a svegliare assieme a Giulietta la mattina per farci gli auguri. Scelse nando mio fratello per il ruolo di Patacca in "Amarcord"".

E tra i grandi miti del cinema ha conosciuto anche Orson Welles....
"Era favoloso, un genio. la sua recitazione era di una bellezza incredibile, la voce di un fascino, per non parlare degli occhi. Sempre buona la prima con lui. A me metteva in imbarazzo, voleva che gli raccontassi il circo, era molto cortese, sempre con la sua distanza. Con la troupe, invece, era di una antipatia assoluta, confidenza a nessuno. Obbligava tutti a lavorare da mezzanotte all'alba perchè di giorno dormiva e intanto beveva due bottiglie di Whiskey tranquillamente, non l'ho mai visto ubriaco. Il film era "I Tartari" e mi racoontarono che a Broadway c'era un grosso cartellone conn la mia faccia per i 3 mesi di programmazione al cinema".

....ma anche Totò, Eduardo...
"Anche Totò era un genio, solo che l'hanno scoperto post morte, solo allora hanno capito chi veramente fosse. Girai con lui "Signori si nasce" con la regia di Mario Mattoli e d altri due film. Mentre con Eduardo ho un bel episodio da raccontare. Dovevo interpretare Bernandina accanto a Modugno che faceva Masaniello. Mi insegnò il napoletano, il napoletano antico, quello cantato. Avevo timore di non farcela con il mio accento bolognese, ma lui mi disse: "Lei deve solo ascoltare, quando faccio la sua parte, lei la deve fare uguale a me". Lui fece un pezzo cantato, io nel ripeterlo mi sforzai e rimasi muta, trauma alle corde vocali a 15 giorni dalla prima al Sistina di Roma. Vennero interpellati tutti i dottori d'Italia. Mi volevano sostituire con Angela Luce, Modugno propose sua moglie, la Gandolfi, ma Eduardo voleva me. Forse era una sfida la sua, quella di tramutare una pura bolognese in una napoletana del 600. Andò molto bene, ebbi critiche stupende, ringrazio Dio per avermelo fatto incontrare. Lui è un pilastro del nostro teatro da sempre e lo sarà per sempre".

E un bacio con Mastroianni...
"Il più lungo della storia del cinema, eravamo sul set di "Casanova 70" di Monicelli".

Poi molta televisione e musica...
"Tra le cose che mi piace ricordare è il debutto televisivo di Gigi Proietti ne "Il Socio", dove io ero una delle protagoniste. La mia carriera televisiva è continuata con grandi interpreti dell'epoca come Gino Bramieri, Aroldo Tieri, Domenico Modugno e nella commedia " La cena delle beffe" con Amedeo Nazzari come protagonista e tanti altri ancora. Per me hanno scritto canzoni autori come Gino Paoli, Gino Landi e Modugno e altri".

Di Alessandro Savoia


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