Il patrimonio del circo si conserva a Verona

Il CEDAC (centro educativo documentazione arte circense), con sede in via Santa Teresa 12, si occupa di raccogliere, catalogare e digitalizz...

Il CEDAC (centro educativo documentazione arte circense), con sede in via Santa Teresa 12, si occupa di raccogliere, catalogare e digitalizzare materiale e testimonianze di spettacoli viaggianti.


A Verona, in via Santa Teresa, c’è una realtà che in italia è unica nel suo genere. Il CEDAC (centro educativo di documentazione delle arti circensi), è un tempio per lo studio di quest’arte a livello europeo, raccogliendo al suo interno migliaia di testimonianze di spettacoli viaggianti. Istituito nel 2003 dall’ANSAC (Associazione Nazionale Sviluppo Arti Circensi), vuole colmare la lacuna storiografica nell’ambito degli studi sulle arti circensi, come ci racconta il Dott. Antonio Giarola, Presidente ANSAC – CEDAC.

«L’idea è nata 12-13 anni fa perché mi sono accorto facendo uno studio sul circo che non esistevano materiali. In realtà il materiale c’era, solamente non era raccolto. Così in accordo con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali abbiamo aperto questo centro di documentazione. In pochi anni – dice Giarola – è diventato il tempio per lo studio dell’arte circense a livello europeo. Abbiamo messo insieme migliaia e migliaia di documenti».

Attraverso la raccolta, la catalogazione e la digitalizzazione dei documenti, il CEDAC cerca di scongiurare la perdita di un patrimonio a rischio dispersione. Fondo bibliotecario, manifesti, spartiti, fotografie, cartoline, documenti, oggetti di scena: un archivio unico nel suo genere che riunisce circa 20 collezioni.

«Catalogare tutto è un’impresa – racconta Arianna Pianesi, responsabile della gestione delle collezioni e della catalogazione -. Il materiale è estremamente eterogeneo e quindi occorrono specifici criteri di archiviazione per ogni tipologia. La parte principale è costituita dal fondo bibliotecario, tutto catalogato in SBN, quindi aperta al prestito bibliotecario. Tutto il resto del materiale è ancora in fase di catalogazione, ma comunque aperto al pubblico per ogni esigenza. La missione del CEDAC è proprio quella di rendere fruibile questo materiale, siamo ben lontani dall’ottica di una collezione privata».

Il Centro è a disposizione di ogni ricercatore che per motivi di studio o professionali voglia intraprendere un percorso di conoscenza o approfondimento della materia. Proprio con l’Università di Verona il CEDAC ha stretto negli anni profondi legami. Può così presentare periodicamente progetti formativi per studenti, con l’obiettivo di far conoscere le dinamiche organizzative di un centro di documentazione e di stimolare così nuove ricerche. Per il futuro, l’obiettivo del centro è quello di specializzarsi sempre più sul territorio veronese, per ricostruire la storia delle famiglie circensi che qui hanno portato in scena i loro spettacoli. Inoltre Verona, per la sua posizione strategica, fu da sempre crocevia per chi, con i suoi tendoni, si spostava per tutta l’Europa.

«Anche se il circo – conclude Giarola – ha ufficialmente 250 anni, affonda le sue radici molto lontano. Possiamo tornare indietro anche di 2000 anni se pensiamo ai contorsionisti. Così come affonda le radici in un passato remoto, anche il suo futuro è in continua trasformazione».  L’importante, dunque, è preservare ciò nei secoli si è posto a fondamento della nostra tradizione popolare.

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