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Nettuno, circo con animali e polemiche. I circensi: «Nessuno fa loro del male»

Quattro chiacchiere con Denny Montico, l'addestratore e curatore del benessere degli animali del Circo Royal. «Ci sono controlli strettissimi. E troppe strumentalizzazioni»


Ogni volta che un circo con animali arriva nelle città nascono le polemiche. Al tempo dei Social, poi, sono centinaia le persone che puntano il dito nei confronti delle attività itineranti, sottolineando come gli animali dovrebbero essere liberi, oppure tenuti nei loro Paesi d'origine o altro ancora. E ci sono anche dei movimenti politici che, fra i loro esponenti, vedono convinti animalisti oppure persone che, sostanzialmente, seguono un trend che pare essere molto in voga.

Ma cosa accade davvero all'interno dei circhi con animali? Ciò che dice la gente corrisponde alla realtà dei fatti?

Ne abbiamo parlato con Denny Montico, addestratore di animali e responsabile del loro benessere per il Circo "Royal", che dal 25 luglio al 5 agosto 2019 è a Nettuno, in via Santa Maria, con la serata di apertura di ieri contrassegnata da un tutto esaurito. Lo abbiamo fatto perché proprio nelle scorse ore, soprattutto su diversi gruppi Facebook in cui si parla della città, non sono mancati punti di vista decisamente contrati all'arrivo in città del circo.

«L'opinione pubblica è comprensibile e va rispettata - esordisce Denny Montico -, ma non si può non tener conto che spesso vengono messe in atto delle campagne di sensibilizzazione, da parte delle lobby animaliste, che prendono immagini a casaccio dal resto del mondo e le spacciano per italiane. Oggi, per esempio, ho visto la foto di un cavallo sopra a un leone, presa dai circhi asiatici. Nulla a che vedere con il circo italiano. Siamo di fronte a quello che definisco un 'animalismo di pancia', che le persone fanno in buona fede, dando un commento negativo perché il più delle volte non conoscono la realtà dei fatti».

L'occasione è utile per chiedere quale sia la trafila burocratica che un circo deve rispettare quando arriva in una location: «Prima di arrivare in una città come Nettuno, con almeno un mese di anticipo presentiamo alla Asl tutte le documentazioni necessarie per il rispetto della legge. Per avere il nulla osta ministeriale, infatti, serve il parere favorevole della Asl che ha controllato gli animali. Se questi non stessero bene o non rispettassimo i criteri sulla movimentazione animali e tanti altri requisiti che devono verificare i veterinari, la Asl non ci sarebbe il parere favorevole e il Comune, di conseguenza, non rilascerebbe la licenza. Senza contare che, una volta sul posto, non mancano controlli della Asl e dei forestali». In questo caso, Denny rivendica con orgoglio che, da un decennio almeno, al circo Royal non sono arrivate prescrizioni sanitarie, né tantomeno richieste di modifiche da parte della Asl competente dopo dei sopralluoghi.

Ma allora perché tanta avversione per i circensi che hanno gli animali? «La polemica è spesso strumentalizzata anche da qualche politico che si vuole mettere in mostra. La parola animalista, in questi ultimi anni, è stata quasi 'prostituita'. Si arriva a degli estremismi, ma noi del circo italiano eravamo animalisti prima ancora che esserlo diventasse di moda. Oggi molte persone cavalcano l'onda emotiva: è molto radical chic essere animalisti e in tanti riescono a strappare un voto a chi si professa difensore degli animali. Tutti possono approfittare di questa situazione, basta prendere un cane in braccio e dire: 'Non voglio animali nel circo'».

E per sottolineare quanto siano rispettosi degli animali i circensi, Denny Montico fa degli esempi: «La nostra intenzione è far capire alle persone, ma anche agli haters che girano sui Social, che bisognerebbe avere più buona fede e venire a controllare coi propri ochi ciò che accade nel circo. Abbiamo gli animali in vista e tutti possono decidere da loro se questi siano o meno maltrattati. Qualche ora fa ho letto una battuta sugli animali denutriti: pensate che a noi il nutrizionista (ebbene sì, ci si affida anche ai nutrizionisti per il bene degli animali, ndr)  ci ha messo un leone a dieta perché sovrappeso! Per questo faccio un appello a Nettuno, una città che negli anni ci ha sempre accolto a braccia aperte e ci vuole bene: venite a verificare le condizioni dei nostri animali. Le porte sono aperte a tutti e non abbiamo niente da nascondere».

E c'è una risposta anche a chi sostiene che gli animali da circo vengano "strappati" dal loro Paese d'origine: «Siamo di fronte ad animali nati e cresciuti in cattività da generazioni: a loro non manca l'albero della Savana, ma il ventilatore che ogni tanto dimentico di accendere. E ti fanno capire quando ne hanno bisogno, così come riesci a renderti conto che manca loro la mozzarella! L'Africa non l'hanno mai vista neanche in cartolina. E badate bene: nell'immaginario collettivo l'Africa degli animali è quella della Disney, ma non si può tacere sul bracconaggio, sugli appalti legalizzati per la caccia grossa e, ovviamente, sulla legge della natura. Pensate che nella Savana i leoni hanno un'età media di 12 anni, nei circhi italiani si può arrivare addirittura a 25 anni!»

Questa, dunque, la fotografia di ciò che accade al Royal, ma anche in altri circhi italiani: «Non c'è cattiveria: tanti pensano che rubiamo gli animali dal Paese naturale, li droghiamo o altro. Non è così. Siamo una comunità multirazziale, multietnica: il circo, quando si sposta, smuove un indotto enorme, paga tasse e servizi come tutti gli altri (acqua, luce, suolo pubblico, smaltimento rifiuti e via dicendo), dando da mangiare a decine di famiglie, che a loro volta sfamano altre persone. Basti pensare che per la nostra piccola realtà siamo in bassa stagione e abbiamo cinquanta dipendenti. Infine, voglio sottolineare un'ultima cosa: gli animali del circo vengono addirittura visitati e studiati dai futuri veterinari delle università, visto che i ragazzi vengono a fare tirocinio da noi. E ricordo che il Wwf ha più volte detto di lasciare stare il circo perché, al momento, con gli animali che stanno bene, è l'unica fucina di riproduzione di specie che, nel loro Paese d'origine, sono a rischio estinzione. Non esistono maltrattamento o sottomissione. C'è un rapporto di fiducia tra animali e uomo: lo dimostra la nostro giraffa, che si avvicina ai bambini per farsi scattare un selfie, mentre altri si fanno avvicinare dal pubblico senza problemi. E questo vuol dire che non hanno paura dell'essere umano, perché nessuno ha fatto loro del male».