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Benedetti... circensi


Chi è Elder Dell'Acqua?

Faccio parte della quarta generazione di casa Royal della famiglia Dell'Acqua. Sono il clown dello spettacolo dove porto avanti il nome ereditario della terza generazione di clown Ridolini. Sono anche il fondatore del progetto di solidarietà 'Un sorriso del tutti' che ha come obiettivo far sorridere chi ne ha veramente bisogno.

E come fate sorridere chi ha veramente bisogno?

Invitiamo varie associazioni di bambini meno fortunati, persone con vari andicap e anche le persone anziane nelle case famiglia. Poi abbiamo realizzato, insieme a Denny Montico, un piccolo spettacolo per poterlo portare nei reparti pediatrici degli ospedali di tutta Italia.

Veramente la gente dice che fate spettacoli facendo soffrire gli animali.

Da noi, realmente, non possono soffrire perché gli animali sono amati da oltre quarant'anni come vengono amati i propri cani dalle persone che li possiedono.

Voi avete anche animali esotici.

Certamente, felini ed equini. In particolare abbiamo tre leoni, due tigri, una giraffa, due zebre, quattro lama, tre struzzi, tre cammelli, tre mucche scozzesi e la nostra mascotte che è la giraffa di nome Russel e in più una decina di cavalli e di asinelli.

Secondo gli animalisti voi li costringereste a fare una vita di privazioni e sofferenze.

Da noi, come la gente può vedere con i propri occhi, fanno semplicemente una sfilata di bellezza per gli spettatori. Animali cresciuti da generazioni in cattività e, di conseguenza, come i cosiddetti animalisti sanno benissimo, abitudinari e, quindi, amano vivere le proprie abitudini e non soffrono nel non trovarsi nel loro habitat naturale. Paradossalmente, per loro, è questo il loro habitat naturale dove, ormai, vivono, mangiano, si riproducono e trovano affetto e cure. La gente dovrebbe capire che questi animali sono, per noi, a tutti gli effetti come i cani e i gatti per coloro che li prendono in casa. Verso di loro, ognuno dei quali ha un nome, noi proviamo un profondo senso di rispetto e amore. Inoltre, contribuendo al nostro lavoro, non possiamo non avere interesse a tenerli nella massima considerazione e nel massimo benessere.

Elder che vita è quella del circense?

Sacrificata su vari aspetti, ma è una vita talmente affascinante che, vivendola per tutta la vita, non si può non amare. Amata dai più grandi artisti di un tempo.

Come è la giornata classica di un artista circense?

E' una domanda molto ampia perché ognuno ha un ruolo. L'artista classico le proprie ore del mattino le dedica ai propri esercizi, poi, pranza e, successivamente, ci sono gli spettacoli pomeridiani e serali. Per tutto l'anno, i estate un solo spettacolo e togliendo i giorni in cui si viaggia.

Denny lei fa il domatore di leoni e tigri o, almeno, così si diceva una volta. Adesso è vietato usare la parola domatore?

Ecco, non è che è vietato usare la parola domatore, è che io preferisco essere definito addestratore perché gli animali con cui ho a che fare non hanno bisogno di essere domati, ma semplicemente, addestrati una volta passata "l'età dei giochi".

Cosa vuol dire età dei giochi?

Deve sapere che gli animali si riproducono nel circo con una frequenza normale, quindi, praticamente, si instaura con il responsabile o, comunque, con il loro addestratore, il famoso imprinting, dal momento stesso che sono venuti al mondo, ti considerano o considerano l'uomo parte del branco o della famiglia. Quindi, nei primi anni di vita, giochi con loro e crei con loro un rapporto di fiducia e di familiarità che rende più facile, una volta passato il periodo dei giochi, i primi passi verso l'addestramento.

Perché, secondo lei, gli animalisti ce l'hanno così tanto con voi?

Per quello che mi riguarda ossia per l'esperienza diretta che ho avuto io con questi soggetti, badi bene soggetti non è definito a caso, ma semplicemente perché non mi viene da definirli animalisti in quanto io sono un animalista sfegatato e, quindi, mi dissocio dal loro fanatismo estremo. Una volta si poteva forse capire il loro astio nei confronti dell'attività circense perché, purtroppo, esistevano pochissima informazione, pochi studi fatti sugli animali del circo e la gente poteva ben fantasticare e crearsi idee sbagliate e non corrispondenti alla verità. Invece adesso tanti veterinari ed etologi hanno compiuto studi su quella che è la realtà della vita del circo e degli animali smontando radicalmente tutti i preconcetti che esistevano. Basta un po' di buona volontà per prendere seriamente il discorso. Le informazioni ora esistono e, quindi, traspare la vera ideologia di questi soggetti che è l'odio per l'uomo e non l'amore per gli animali tanto è vero che le manifestazioni animaliste davanti ai circhi sono sempre meno frequenti, frutto della giusta informazione che finalmente sta avanzando.

Denny mai avuti incidenti con le sue bestie... feroci?

Sì, un paio, ma, come accade in questi casi, quasi sempre, è colpa dell'addestratore e mai dell'animale. personalmente, ebbi un incidente per una mia disattenzione. Alla gente piace l'animale che ruggisce e, quindi, abbiamo iniziato a inserire nello spettacolo scene in cui l'animale ruggisce, dà zampate (anche per scongiurare l'idea che gli animali prima dell'esibizione vengono drogati) chiaramente anche questo fa parte dell'addestramento, non sono gesti naturali. L'animale ruggisce e dà zampate per scena, non le dà realmente. All'epoca sbagliai la distanza dalla tigre e la zampata mi prese una mano e rimanemmo agganciati. Lei tirava per sganciarsi, ma senza cattiveria, io a mia volta tiravo per sganciarmi, e quindi c'è stato un tira e molla durato qualche secondo fino a quando mi sono avvicinato alla tigre, lei ha rilassato i muscoli e io ho potuto sganciare la mano dalle unghie che sono fatte a uncino. Chiaramente perdevo molto sangue e ho dovuto sospendere l'esibizione, ma prima di andare in ospedale sono dovuto andare nel ricovero dei miei felini a tranquillizzarli tutti e a tranquillizzare la tigre che mi aveva ferito involontariamente. Il secondo incidente, questa volta da parte di un leone, a Pescara. Mi diede una zampata sul petto per spostarmi perché ero sulla traiettoria di un altro leone con cui si stava per azzuffare, sempre durante uno spettacolo. Era il periodo degli amori. Nel darmi quella botta sul petto mi lasciò senza fiato e il leone si scagliò contro l'alto leone. Mi trovai in enorme difficoltà a ripristinare l'ordine anche perché non riuscivo a prendere fiato. Appena ripresi le redini della situazione in mano, ho partecipato alla loro discussione e, piano piano, li ho calmati.

Il circo può essere definito una grande famiglia?

E' assolutamente una grande famiglia.

Ma voi vivete insieme tutto l'anno?

Ognuno ha il suo nucleo familiare, ma essendo il circo una comunità itinerante, si instaurano rapporti che vanno al di sopra della famiglia.

Ma non succede mai che litigate tra voi?

Come in tutte le famiglie, si litiga, si discute, poi ci si chiarisce, si smussano gli angoli e si va avanti.

Non è difficile convivere in un modo così ravvicinato?

Ma non è proprio un modo molto ravvicinato nel senso che è vero, si fanno spettacoli insieme, la maggior parte della giornata si sta insieme, ma ognuno ha, comunque, la sua privacy e la sua vita privata. Vivere nel circo ha i suoi vantaggi e i suoi svantaggi.

Ci perdoni Denny, ma noi facciamo fatica a individuare i primi.

I vantaggi sono che hai la sicurezza di far parte di una grande famiglia e, quindi, ti senti protetto, mai solo, mai indietro perché nel circo nessuno viene lasciato indietro. Nei vantaggi io metto al primo posto la possibilità di viaggiare, visitare posti nuovi, vivere con gli animali ed avere la possibilità di confrontarsi in qualunque situazione, praticamente la libertà. Negli svantaggi io la prima cosa che metterei è che, appunto, molte volte la libertà si trasforma in una sorta di schiavitù perché se è vero che il mondo del circo ti offre la libertà, nello stesso tempo ti vincola a dei doveri e a delle priorità a cui non puoi sottrarti. Il bello del circo è anche che ai nostri bambini viene trasmesso, senza enorme fatica, il senso dei valori, delle tradizioni e del rispetto per chi è diverso. Non a caso il circo è un mondo multietnico, variopinto dove non esiste assolutamente la discriminazione pur essendo noi, molte volte, discriminati.

Sfatiamo una leggenda: ma leoni e tigri, prima dello spettacolo, vengono sedati?

Assolutamente no, ma per ottenere la risposta basta rifletterci un attimo. Non esiste al mondo animale più pericoloso o letale di un animale sedato perché o un animale lo sedi completamente, o deve essere vigile al 100 per cento. L'animale, per esibirsi, ha bisogno di sentirsi bene, deve riconoscere il posto dove si trova, deve riconoscere l'addestratore. Se deve saltare da uno sgabello all'altro, la vista deve essere nitida, i sensi devono essere al massimo e, di conseguenza, non si può assolutamente sedare un animale. Aggiungerei che quando si eseguono interventi di routine per verificare lo stato di benessere degli animali e, quindi, vanno addormentati, il compito di addormentarli spetta al veterinario specializzato in animali feroci e grandi felini.

Elder abbiamo la sensazione che il circo, per poter funzionare, abbia bisogno di una perfetta organizzazione dove ognuno sa quello che deve fare e quando deve farlo.

E' così. Ha pienamente ragione. Ognuno ha il proprio compito nel circo oltre ad essere supervisionato da un direttore che ha la mansione di far tornare le cose e quadrare i conti. Vorrei anche ricordare che nel 2014 l'Unesco ha definito il circo equestre italiano patrimonio della cultura e dell'umanità.

Di Aldo Grandi