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Da inserviente a capo comico, per ribadire che il circo è ancora un sogno

Alberto Gamberini autore e protagonista di "The Dreamer", dal 20 nella "sua" Brescia


"Giorgio Strehler diceva che due persone fanno già un pubblico" chiosa Alberto Gamberini, trentaseienne attore di natali milanesi, bresciano di adozione e ora, per impegni circensi, itinerante nel Belpaese, a suggello della chiacchierata intervista con noi.
Cresciuto artisticamente nella compagnia del grande Paolo Poli, da venerdì prossimo al 12 gennaio, sarà a Brescia, con L'American Circus della famiglia Togni. Che arriva nella Leonessa d'Italia, nell'area feste di San Polo, con un nuovo show "The Dreamer", che si annuncia come un "connubio di drammaturgia già coinvolgente e comicità accattivante."
Debutto bresciano il 20 dicembre, dunque, alle 21 (biglietti da 10 a 35 euro, info  www.americancircus.it; il 31 dicembre alle 21.30, lo spettacolo sarà il clou del Veglione di Capodanno al Circo Americano).
Gamberini è protagonista e co-autore dello spettacolo, nei panni di uno stralunato inserviente di un circo che si addormenta e si ritrova, in un sogno, primo attore comico, appunto, su una pista circense.
Due ore di show che portano in scena il desiderio di ogni adulto di tornare bambino, con il proscenio calcato da Gamberini e dal cast di artisti dall'allure internazionale, dall'American Circus. Tra loro anche Flavio Togni, vera e propria icona di questo mondo, premiato nel Principato di Monaco con l'Oscar del Circo.
Per Gamberini la liason con il circo è iniziata qualche anno fa, con Psychiatric Circus della compagnia Bellucci-Medini, un percorso innovativo tra circo e teatro.

Alberto: come è arrivato il circo nella sua vita di artista?
Era un periodo un pò particolare per me. Il teatro iniziava ad andarmi stretto ed era anche un pò... sovraffollato. Trovare un tuo spazio in palcoscenico, di questi tempi, non è molto semplice. Lessi l'annuncio di Psychiatric Circus, che cercava un attore comico. Ho imparato tante cose nuove. Il pubblico al circo, diversamente dal teatro, è tutto attorno. E guardi davvero lo spettatore negli occhi.

Dopo Psychiatric Circus, la chiamata della famiglia Togni.
Mi ha contattato Bruno Togni, il figlio di Flavio. La famiglia Togni ha fatto la storia del circo. Ho accettato la sfida.

In "The Dreamer" porta in scena il sogno...
Sono un inserviente di un circo che, preda della stanchezza, si addormenta e viene catturato da un sogno. Un sogno in cui è l'attore comico protagonista dello spettacolo che tesse la trama di uno show con ballerini, acrobati e altri artisti del circo che fanno vivere emozioni pure. Il pubblico viene coinvolto, chiamato sul proscenio.

Come è diventato bresciano di adozione?
Grazie alle collaborazioni con il Crb e con "Racconti di scena" di Maddalena Ischiale. Era l'epoca in cui avevo iniziato a dedicarmi alla parte autorale.

Ha altri progetti nel carnet?
Sto lavorando ad uno spettacolo di teatro-canzone, "Forse si, forse no", con la regia di Emanuela Sabatelli e le musiche di Claudio Smussi. Mi piacerebbe che il debutto fosse proprio a Brescia.

Fonte GiornalediBrescia