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"CUGINI-FENOMENI" A PALERMO, SOTTO CHAPITEAU DIVERSI, IL FUTURO DEL CIRCO ITALIANO. GABRIEL 10 ANNI E YURI 11


Una fetta del futuro del circo italiano, forse la più bella fra gli artisti, è a Palermo fino al termine del mese. Due “fenomeni”, giovanissimi, possono davvero diventare delle stelle internazionali degli show circensi. Curiosità nelle curiosità, sono anche cugini e il più piccolo si è anche esibito come Special Guest, sempre nel capoluogo siciliano, nel circo del padre del più grande. Il più piccolo, ma sempre di bambini-prodigio si tratta, è Gabriel Dell’Acqua, 10 anni il prossimo 24 gennaio, figlio di Danilo (responsabile assieme al padre Marcello del Circo Acquatico “Meraviglioso Divertimento”) e di Anita Canestrelli. Il più grande, anzi il meno piccolo, è invece Yuri Martini, figlio di Darix e di Sabrina Dell’Acqua, sorella di Danilo. 
I due fenomeni hanno in comune un’esagerata passione per ciò che fanno, un’elevatissima volontà di imparare, la lucida convinzione di potere un giorno competere ad altissimi livelli. Cugini, incredibili fenomeni, tante similitudini ma anche diversità sostanziali. Gabriel è già super-specializzato nel verticalismo, disciplina nella quale riesce a presentare, con plasticità e sicurezza, figure difficili e tipicamente da adulti. Se ci fosse questa disciplina alle Olimpiadi, il giovanissimo Dell’Acqua vincerebbe certamente la medaglia d’oro. Yuri, volendo rimanere nelle metafore del mondo dello sport, racchiude invece nelle sue capacità una vera e propria vastissima polisportiva. Insomma vincerebbe l'oro nel decathlon. Sotto le sapienti ed esperte mani del suo maestro Renè Rodogell, messicano, riesce ad offrire una pluri-disciplinarietà a tratti disarmante. 
Ma andiamo per ordine. Gabriel Dell’Acqua è nato a Cosenza, il circo in quel periodo si trovava in Calabria, ed all’età di 5 anni ha cominciato a sudare nella difficile disciplina del verticalismo. Non meno di due ore di allenamenti al giorno seguito dalla madre Anita, artista specializzata nell’hula-hoop, che è riuscita a trasmettere al figlio la passione per il lavoro e la capacità di trasformare i sacrifici in divertimento. Da poco più di un anno Gabriel ha cominciato ad esibirsi nel circo di famiglia: le sue evoluzioni, fin da subito, hanno fatto rimanere gli spettatori a bocca gli aperta e il suo sorriso, sempre stampato sul tenero viso durante il numero, ammorbidisce anche le persone più dure. Fra i corridoi e dietro le quinte degli ambienti circensi, già si sussurra che il verticalista possa a breve partecipare sia al Festival del Circo d’Italia a Latina che al Festival Mondiale “New Generation” di Monte Carlo. La prestigiosa kermesse monegasca è già nota in famiglia con Devis e Ronny Dell’Acqua che nel 2011 ottennero il “Clown di Bronzo” tra i senior. Abituato tanto alle esibizioni, il piccolo Gabriel è di poche parole, un po’ come il padre, ma di tanti fatti. Con la flebile voce che esce fuori da un corpicino già scolpito, ci ha detto con candore e determinazione che vorrebbe almeno eguagliare le capacità e la carriera di Devin De Bianchi, il numero uno in Italia nel verticalismo e corteggiato da circhi e varietà di tutto il mondo. 
Se uno è un Dell’Acqua-Canestrelli, l’altro è un Martini-Dell’Acqua e si esibisce in questi giorni al circo M. Orfei, sempre a Palermo e in piena zona residenziale, piazzale Giotto. Yuri è nato a Caltagirone nel 2008, proprio in occasione dell’ultima tourneè in Sicilia del circo di famiglia, prima di quella attuale. E qui, nella terra che gli ha dato i natali, vorrebbe iscrivere il suo nome nel World Guinness Records per un difficile esercizio alla bascula e aggiungere quindi un altro Martini nel prestigioso elenco dopo l’exploit del fratello Michael al trapezio. A soli undici anni Yuri si allena con ottimi risultati ed è già andato in pista in un’infinita serie di discipline circensi: salti a terra, tappeto elastico, pertiche, verticalismo, bascula e trapezio volante. Il suo maestro, messicano come calore umano ma di una precisione nel lavoro quasi tedesca, preferisce percorrere la strada della pluri-disciplinarietà sia per dare al ragazzo una formazione e una crescita complete che per fornire allo stesso allievo un ampio ventaglio di scelta, quando sarà grande. Poi nei circhi, si sa, sono molto richiesti gli artisti che riescono a portare in pista più numeri. Yuri, come conferma Renè Rodogell, sarebbe già in grado di fare al trapezio il doppio salto mortale ma le sue articolazioni e i suoi muscoli sono ancora troppo teneri ed una presa poco morbida da parte del porteur potrebbe arrecare problemi al fisico del giovanissimo fenomeno. 
Anche Yuri, come il cugino, ha le idee chiare sul su futuro: avvicinare quanto più possibile Miguel Vazquez, il “mito dei miti”, che nel 1982, a soli 18 anni, venne afferrato dal fratello Juan al termine di un incredibile quadruplo salto mortale. Intanto il più giovane rampollo dei Martini proverà a raggiungere il fratello Michael, uno dei pochi italiani ad essere in grado di effettuare il triplo salto mortale, performance che riesce a fare, con estrema naturalezza, durante l’attuale permanenza a Palermo. Buon sangue, quindi non mente, visto che papà Darix e mamma Sabrina erano abituati a volare sotto lo chapiteau da trapezio a trapezio. Ma superare il fratello, poco importa a Yuri che invece vuole percorrere, con determinazione ma anche con umiltà, la strada del successo per diventare una star. E le prerogative, come per il cugino Gabriel, ci sono davvero tutte.

DI PIETRO MESSANA