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“I circhi non maltrattano gli animali”: don Mirko Dalla Torre risponde agli insulti dopo l’uscita del suo libro


Nel mese di gennaio 2020 è stato pubblicato il libro di don Mirko Dalla Torre dal titolo: “Gli animali del Circo. “Diritti” animali e responsabilità dell’uomo”, un testo che ha scatenato reazioni violente da parte di alcuni animalisti. Pesanti minacce e insulti per il sacerdote trevigiano che, in ogni caso, si sono limitate alle classiche sfuriate con commenti oltraggiosi nei social.

Dal canto suo, don Mirko ha voluto spiegare la sua versione dei fatti, concentrandosi su un concetto per lui molto chiaro e cristallino: nei circhi che ha potuto visitare gli animali, tutti nati in cattività, non soffrono e non sono maltrattati.

Il sacerdote, che è parroco di tre parrocchie nel Comune di Sernaglia della Battaglia, è responsabile diocesano e triveneto per la Pastorale del Circo e del Luna Park, nonché membro del coordinamento nazionale della pastorale dello spettacolo viaggiante. Don Mirko, inoltre, collabora con la fondazione “Migrantes” della Cei per il settore fieranti e circensi, scrivendo diversi articoli su temi relativi alla pastorale del settore.

Nell’intervista concessa a Qdpnews il parroco di Sernaglia ha espresso la sua amarezza per gli attacchi ricevuti da chi, molto probabilmente, non aveva neanche letto il suo libro.

Un testo, quello del sacerdote, tra i pochi in Italia che affrontano l’annosa questione della presenza degli animali nei circhi con una ricerca filosofica e teologica assolutamente originale.

L’approccio è quello di chi ha indagato l’argomento, dopo più di vent’anni di esperienza nel settore, con ragioni filosofiche e attingendo al pensiero biblico.

L’autore, che nel suo libro obietta alle “tesi animaliste”, sostiene che gli animali dei circhi, essendo nati in cattività, conoscono solo la realtà della vita circense e per questo non soffrono.

A chi lo ha riempito di insulti, ricorda che spesso assiste a casi di “antropomorfizzazione degli animali”, chiamati dai loro padroni come si fa con dei bambini o portati a spasso con passeggini e vestitini, che forse snaturerebbero l’animale molto di più delle evoluzioni che le tigri e i leoni fanno nei circhi.

Una posizione personale molto precisa, che sicuramente non potrà essere condivisa da tutti, che don Mirko sostiene grazie ad un’argomentazione nella quale emerge la sua conoscenza del mondo circense, impreziosita da rapporti con importanti rappresentanti di questa realtà a livello internazionale, ma anche la sua preparazione teologica e filosofica.

Al momento sembra che don Mirko non sia intenzionato a denunciare nessuno.

Il parroco di Sernaglia della Battaglia, inoltre, ha voluto specificare che non esclude che ci possano essere dei casi dove qualche animale sia maltrattato nei circhi ma, nelle realtà visitate da lui in più di 20 anni di impegno in questo settore, non ha mai constatato episodi di maltrattamenti.

“Invito ad andare a vedere un circo - ha affermato don Mirko - e posso dire che vedo difficile il graduale superamento degli animali nei circhi perché non possiamo impedire loro di accoppiarsi in queste strutture, un vero circense non lo farebbe mai, e perché la gente frequenta i circhi proprio per vedere gli animali”.