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Il Festival di Albacete lancia un altro "fenomeno italiano". Darix De Bianchi, giocoliere straordinario


Non esiste festival di circo al mondo in cui non si parli anche italiano. Così è stato anche per il 13° Festival di Albacete, in Spagna, che ha osannato, come ospiti d’onore, i clown Fumagalli e che ha portato alla ribalta anche un fenomenale e giovanissimo giocoliere, Darix De Bianchi, 16 anni ma già pronto per essere protagonista in prestigiosissime piste. Nella cittadina della Comunità Autonoma di castiglia – La Mancia, a circa 250 chilometri da Madrid, l’artista italiano ha vinto uno dei tre “Cirquijotes” d'argento assegnati dalla qualificata giuria internazionale.

Darix appartiene a due antichissime e famose famiglie circensi, l’italiana De Bianchi e la spagnola Alvarez. La famiglia del padre, per intenderci, è alle origini della straordinaria storia della famiglia Togni il cui capostipite, Aristide, sposò proprio una De Bianchi, Teresa, cavallerizza. Matrimonio con una De bianchi, Anna, anche per Ugo Togni, figlio di Aristide. Di grande fama circense anche la famiglia Alvarez, cui appartiene la madre del giovanissimo giocoliere, che in Spagna opera con successo da oltre un secolo e che gira la penisola iberica con il marchio Circo dei Fratelli Alvarez.

L’artista sedicenne, che in Italia ha debuttato tre anni fa sulla pista del circo Royal, in Sicilia,  si è appassionato all’arte della giocoleria a poco meno di 12 anni, in un periodo in cui la sua famiglia era sta colpita in Calabria da una terribile tragedia. Si allena costantemente per almeno tre ore al giorno e ri risultati, con le palline in bounicng, sono arrivati. “Il mio sport preferito è il circo – dice con sincerità Darix - e il mio hobby sono gli allenamenti costanti”. A soli 16 anni Darix riesce già a fare faville ed a giogolare fino a 10 palline. Non intende, almeno per adesso, cercare altre specialità: niente clave, niente cerchi, niente racchette ma soltanto palline ed esclusivamente in bouncing (quelle con il rimbalzo sulla pedana).

Allenamenti, sacrifici, fatica ma poi quando arriva il momento di entrare in pista la fatica scompare, come d’incanto, e sul giovanissimo volto di Darix la concentrazione non riesce a togliere il giovane e naturale sorriso. In questo periodo lui e la sua famiglia sono a casa, non stanno lavorando negli spettacoli ma qualcosa di importante è dietro l’angolo con scritture in Italia e anche all’estero. Lui, figlio d’arte (anche il padre era un valente giocoliere, nel suo cuore intende raggiungere il gotha mondiale della specialità così come già fatto dal cugino Devin, verticalista osannato e applaudito in tutto il mondo. Darix ha comunque la testa sulle spalle e capendo quanto sia importante la cultura e lo studio, segue on-line programmi scolastici per rimanere al passo con i tempi. Intanto si si gode il Cirquijotes d'argento, fra l’altro non unico premio conquistato ad Albacete. A Darix De Bianchi, al festival spagnolo, è stato anche consegnato il premio speciale come Migliore Giocoliere.

DI PIETRO MESSANA