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Arezzo. Effetto virus: mobilitazione per gli artisti e gli animali del circo

Dagli agricoltori della Coldiretti quintali di rotoballe di fieno, mele e ortaggi : tutto gratuito. Aiuti ai circensi, si muovono anche i privati cittadini


E’ stato un gioco di squadra. Oltre ogni aspettativa. L’appello per aiutare gli animali del Circo Orfei rimasti senza cibo, pubblicato sulle nostre pagine, non è caduto nel vuoto. Stanno arrivando rotoballe di fieno, scarti di frutta, ortaggi, pane che serviranno a sfamare gli animali erbivori. In tanti hanno risposto, singoli cittadini che si sono messi a disposizione con piccole quantità di ortaggi e pane secco, finché è scesa in campo anche la «cavalleria», se volessimo usare il gergo militare, ovvero la Coldiretti.

A contattare il direttore Raffaello Betti è stata Lucia De Robertis, vicepresidente del consiglio regionale, che dopo aver letto l’articolo lo ha condiviso con l’associazione degli agricoltori aretina. «Resta ferma la mia posizione contraria ai circhi che usano gli animali nei loro spettacoli - ha specificato subito la De Robertis - attività comunque riconosciuta dalla legislazione nazionale.

Ma non è di questo che dobbiamo parlare ora. Qui si trattava di aiutare proprio gli animali ed era doveroso intervenire». La risposta è stata immediata. Le aziende agricole di Dante Moretti, Del Tongo, Merelli, tutte della Valdichiana, hanno dato la loro disponibilità fornire balle di fieno, scarti di mele e di ortaggi e si sono subito messe in contatto con i responsabili del circo per il ritiro.

«Si tratta di rotoballe e di qualche quintale di scarti di mele e di carote per uso animale - spiega il direttore Betti - scarti di frutta non commerciabile tra quella che viene tirata fuori dalle celle a temperatura controllata e trovata con ammaccature o sciupata. Comunque destinata al consumo animale. Non mi stupisce la generosità di queste aziende, che forniranno tutto a titolo gratuito, il nostro è un mondo solidale».

E di catena di solidarietà si può parlare, anche adesso che forse le preoccupazioni sono tutte rivolte verso altre direzioni. O forse proprio adesso che possiamo soffermarci sui particolari e usare di più e meglio i social per comunicare. E’ stata Silvia Fanetti, nota allevatrice di cani di razza Weimaraner in città, a lanciare per prima l’appello su Facebook dopo aver parlato col personale del circo.

Ad attirare la sua attenzione era stato l’elefante a passeggio lungo la strada dell’area solitamente destinata al luna park. E così è venuta fuori la preoccupazione dei circensi, bloccati in città dal decreto ministeriale, senza aver potuto più fare spettacoli e quindi senza più incassi, con le scorte di cibo e fieno per gli animali sempre più ridotte.

Una difficoltà quotidiana estesa anche alle cinquanta famiglie che ci lavorano e che già si erano rivolte alla Caritas, alla Protezione Civile e al Comune. «Quello che conta è che gli animali possano mangiare e stare bene. Vi prego di dare una mano portando quanto vi è possibile. Non possiamo far finta di niente» scriveva Silvia nel post rispondendo anche a messaggi fortemente polemici contro il circo.

La pubblicazione sul nostro giornale ha fatto il resto. E mentre la Caritas rispondeva procurando derrate alimentari per i circensi, alcuni agricoltori si sono anche messi in contatto direttamente con Silvia per mettere a disposizione altro fieno.

«Ringrazio tutta Arezzo, non ci avete lasciato soli, sono arrivate anche aiuti per le nostre famiglie» ha fatto sapere il responsabile del circo attraverso il nostro giornale, preso alla sprovvista mentre stava andando a ritirare pane secco da un fornaio. Ora il carico sarà più impegnativo, ma che soddisfazione. La città che li ha accolti protestando contro la spettacolarizzazione degli animali nel circo ha risposto offrendo il suo aiuto.