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Coronavirus, l'appello del circo bloccato ad Asti: "Non abbiamo più cibo per gli animali"

La compagnia "Circo delle stelle" non può muoversi da Castell'Alfero né fare spettacoli e ha finito il cibo per i suoi otto cavalli: "Siamo in difficoltà"


Il circo non può lavorare, la compagnia è bloccata in paese e gli animali non hanno più nulla da mangiare. Sono giorni duri per il Circo delle Stelle che, a Castell'Alfero nell'Astigiano per una serie di spettacoli, ora annullati, è rimasto bloccato dal decreto anti-coronavirus. "Non sappiamo come fare, il Comune ci ha detto di andare via ma è impossibile. Chi vuole aiutarci può portarci del fieno, degli ortaggi o, viste le misure sugli spostamenti, destinare dei fondi che ci permettano di acquistare cibo". 

Bruno Niemen sta vivendo nel paesino dell'Astigiano con la sua grande famiglia: sono 10 persone e un bambino, oltre agli 8 cavalli che fanno parte del gruppo e dello spettacolo. Sono arrivati quando, dopo un primo stop sugli spettacoli per l'emergenza Coronavirus, sembrava che le cose stessero tornando alla normalità. Era fine febbraio, la settimana scorsa il primo e unico spettacolo: dopo i decreti avevano ridotto i 200 posti a 80, per consentire la distanza di un metro, ma nel tendone c'erano solo 4 persone così hanno annullato. 

"La gente aveva paura, poi lo stop totale. Sta di fatto che noi da tre settimane non possiamo lavorare - racconta Niemen -. Quando siamo arrivati qui a Castell'Alfero abbiamo anche dovuto pagare il geometra per il collaudo, come accade sempre, ma non abbiamo mai fatto spettacoli". Il tempo passa e le risorse diminuiscono: "Siamo tanti e abbiamo un bimbo con noi, ci preoccupiamo soprattuto per i nostri animali: le carote e il fieno che avevamo sono finiti. Abbiamo provato a cercare lavoro ma nulla, non c'è possibilità. Non è nella nostra filosofia chiedere l'elemosina, e non vogliamo farlo ora ma dobbiamo ammettere che ci serve aiuto, dopo 35 anni siamo in difficoltà".

La Caritas ha portato loro dei viveri, alcuni cittadini del fieno e si è mosso il parroco del paese per il passaparola così da rafforzare il cordone di solidarietà, ma il divieto a uscire di casa se non per ragioni di urgenza complica le cose. "Abbiamo aperto un conto corrente se c'è qualcuno che vuole aiutarci anche da lontano, tutti i circhi sono nella nostra stessa situazione, è un momento davvero critico e speriamo arrivi presto la luce". 

Di Cristina Palazzo