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Gli animali del circo senza cibo. Parte l'appello: "Abbiamo bisogno di aiuto"

Bloccati forzatamente in città stanno finendo le scorte: "Ci servono pane secco, fieno, scarti di frutta e verdura". In difficoltà anche le cinquanta famiglie che ci lavorano  che hanno chiesto aiuto alla Caritas


Gli animali del circo hanno bisogno di aiuto. Stanno finendo le scorte e non c’è più da mangiare. Ormai l’elefante che si vede passeggiare lungo via Duccio da Bonsinsegna l’erbetta delle aiuole l’ha strappata tutta. E’ un appello accorato quello che lanciano i responsabili del Circo Rolando e Lara Orfei. Sì perché la difficoltà sta investendo anche le cinquanta famiglie che ci vivono e lavorano. Praticamente da quando sono arrivati in città, il 27 febbraio, hanno fatto pochissimi  spettacoli, il fermo da coronavirus è arrivato quasi subito, e senza spettacolo non ci sono incassi. Non solo, dovevano lasciare Arezzo l’8 marzo ma il decreto Conte li ha bloccati nel nostro Comune e qui devono restare almeno fino al 3 aprile. Un’emergenza che nemmeno loro si aspettavano. Ma gli animali mangiano tutti i giorni e in grandi quantità. Manca fieno, frutta, verdura, mangime, pane secco. Manca tutto e tutto serve. “Non chiediamo soldi, anche se per adesso possiamo solo promettere un ‘pagherò’ - spiega Cirillo uno dei responsabili del circo - siamo fermi da due settimane e non possiamo tornare a casa. Immaginate come potremmo muoverci in cinquanta persone con mezzi pesanti e animali, per andare dove, poi. Nessuno ci farebbe entrare e nessun altro comune ci accetterebbe. Dobbiamo stare qua. E chiediamo aiuto. Per ora ci siamo rivolti alle associazioni, alla Protezione civile, alla Caritas, al Comune, alla Croce Rossa. Mancano i generi di prima necessità per le famiglie, come latte, biscotti, pelati, e soprattutto mancano le scorte di cibo per gli animali”.

Come si ricorderà, anche per la protesta degli animalisti, il circo ha numerosi animali al seguito tra elefanti, zebre, dromedari, sei tigri, cani. Serve fieno, paglia, foraggi, insalata, mangimi, crocchette, frutta. “Tutti i giorni faccio il giro dei negozi, porta a porta, ma gli scarti di frutta e verdura sono pochi, qualche forno mi dà pane secco. Ho pensato di rivolgermi alla grande distribuzione come Coop ed Esselunga per chiedere i loro scarti, ma decide tutto Firenze, ho mandato una mail e stiamo aspettando la risposta. Se arriverà e se sarà positiva. Ma fino a quel momento non ci possono dare nulla, buttano tutto.  Sono andato anche all’Enpa - continua Cirillo - ma mi hanno spiegato che il Comune dà loro il necessario solo per i cani ospitati.  Allora siamo anche andati al Comune. Abbiamo bisogno di aiuto, stiamo bussando a tutte le porte”. Un aiuto che può venire dalla città, magari proprio da chi ama gli animali, anche se non ama il circo. Si possono raccogliere scarti di pane, frutta e ortaggi o crocchette per cani, chi ha aziende agricole anche fieno e foraggi. Difficile fare finta di niente di fronte a quelle bestiole e a famiglie in crisi.  “Lo so che hanno protestato contro di noi - ammette Cirillo - ma siamo in regola con le lezi nazionali, il Comune ci ha permesso di portare qui il nostro spettacolo e la Asl ha controllato come teniamo gli animali. Cosa che avrebbero potuto fare anche tutti i cittadini, i nostri spazi sono aperti. Non siamo contro la legge, altrimenti ci avrebbero denunciati e fatto chiudere. Facciamo il nostro lavoro, anche se non tutti lo condividono. E ora, come tante famiglie, siamo in difficoltà, senza lavoro e anche senza cibo”.
                                                 
Fonte: laNazione.it