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Un secolo di Sterza. Il Circo piccolo fa festa grande

Papà Liliano e figlio Neil sul palco, la mamma Patrizia in biglietteria. hanno girato tutta la provincia e non vedono l'ora di poter ricominciare


La roulotte è come una bella casa, non manca niente: ci sono perfino le tazze del caffè a forma di tigre (e non poteva che essere così). Dietro a quella porticina sono solo in tre, che poi si dividono quando c'è da lavorare: papà Liliano e il figlio Neil salgono sul palco, mamma Patrizia invece sta in biglietteria. Solo loro, nessun altro: è questa la squadra del Circo Sterza, che è il circo più piccolo del mondo (roba da Guinness), tra l'altro pure bresciano e che tra l'altro quest'anno festeggia il primo secolo di attività.
In 100 anni, dal 1920, di cose ne sono cambiate tante: come tutti in questo periodo, Liliano e Neil hanno dovuto appendere le scarpe da clown al chiodo, almeno fino a quando l'emergenza non sarà passata. Tutto fermo, inevitabilmente. Uno degli ultimi spettacoli l'hanno fatto a Vobarno, gradito ritorno dopo 4 anni: tra le tante cose da raccontare c'è anche questo, il loro girovagare senza sosta in tutti i paesi della provincia, anche quelli più piccoli e sperduti (come Porzano e Gerolanuova, nella Bassa, oppure Nozza di Vestone e la Valtenesi).
Fanno tutto da soli: per allestire e smontare il tendone ci vogliono 3 viaggi. Non stanno mai fermi, è questa la vita dei circensi. Da un secolo, da quattro generazioni.

Lo show dura un'ora e un quarto, ed è fatto per i bambini: papà Liliano e figlio Neil sono giocolieri, acrobati,lanciano dardi infuocati, palleggiano con birilli e palline, si vestono e si travestono, fanno ridere i più piccoli (e i più grandi). "Siamo tutti figli d'arte - spiega Liliano Sterza, classe 1963 - e quando si comincia sembra un gioco, anche se non basta la passione. Clown si nasce, non si diventa: è una cosa che ti porti dentro, non la puoi imparare. Forse è una questione di Dna."
Liliano, none d'arte Pipino, ha cominciato a sette anni ad infilarsi le scarpone da clown: il figlio Neil, che si chiama così in omaggio all'astronauta Neil Armstrong, l'acrobata dei cieli, ha cominciato che forse ne aveva ancora sei. Insieme a loro mamma Patrizia Caroli, che fa parte di una delle dinastie circensi più antiche e famose del mondo. Insomma, un cocktail perfetto.

Tutto è cominciato ai tempi di nonno Alessandro, noto come il clown Sandrino: "Quasi non si truccava neanche - racconta Liliano - si faceva due baffi bianchi e si colorava le soppracciglia. Faceva ridere così, lui stesso era la sua maschera."
Il Circo Sterza era Arena Ginnica Brixia, i primi anni solo all'aperto: poi sono arrivati i tendoni, negli anni '30 e '40, "in tela con i tiranti in legno - continua Liliano - e piantati con i chiodi: che fatica per smontarlo, mi raccontavano, e per risparmiare si riutilizzavano pure i chiodi."
Gli anni '60 e '70 erano i tempi di papà Luigi, in arte Gigetto, e di mamma Portesina Onofrio, che si faceva chiamare Madame Portesina: "Faceva gli spettacoli con i suoi cagnolini, una delle prime in Italia a fare quello che oggi chiamano agility dog." Oggi come ieri, sempre in movimento: fino a 100 spettacoli all'anno, tendone riscaldato in inverno, all'aperto in estate.
"Mi sento ormai un clown di mezza età - sorride Pipino - e me ne accorgo quando vedo i nostri fan che sono cresciuti. A Manerba è venuta una donna ad abbracciarci, ci ha detto che veniva quando era bambina, oggi è sposata ed ha due figli. E li porta tutti al circo."
Patrizia in biglietteria, Neil accoglie gli spettatori, Liliano controlla sia tutto pronto: un altro spettacolo, e poi un altro ancora. In tanti li aspettano, quando sarà di nuovo il momento.

Di Alessandro Gatta
Fonte BresciaOggi