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Circo bloccato a Rovigo da oltre un mese, 50 animali adottati dai volontari


Da più di un mese sono bloccati nelle loro carovane, senza cibo per loro e per i 50 animali che custodiscono. Il Circo Busnelli Niuman era arrivato infatti a Borsea i primi di febbraio. 
La loro permanenza doveva essere solo di qualche giorno, ma l’emergenza Covid-19 li ha costretti “prigionieri” in città. I 18 circensi sono riusciti a portare in scena solo due spettacoli, poi è arrivato lo stop governativo. Si sono dunque chiusi nei loro caravan e sono andati avanti qualche giorno con le poche risorse che avevano. Senza però lavorare non sono riusciti più a comprare cibo non solo per loro, ma anche per gli animali: una cinquantina tra cavalli, poni, cammelli, tigri, lama, struzzi, cani dalmata, oche e caprette. Nel frattempo, sono nati anche un pony e due caprette. 

ZOO IN PERICOLO
Troppe bocche da sfamare per chi vive perlopiù di spettacoli viaggianti, senza alcun aiuto governativo. Ad andare loro in aiuto l’associazione Bandiera gialla guidata da Davide Sergio Rossi e prima ancora il parroco di Borsea don Silvio Baccaro, insieme ad altri volontari tra i quali Susanna Carlesso e Dino Previato. I rodigini per qualche settimana hanno portato beni di prima necessità e cibo per gli animali. Poi è subentrata in auto l’associazione che ancora oggi li sostiene. 
«Siamo riusciti a portare più di 500 euro di carne alle 5 tigri del Bengala – spiega Rossi - è possibile infatti indirizzare le donazioni anche agli animali del circo senza cibo a causa dell’emergenza Covid-19. Si tratta di una pasta di carne che acquistiamo dall’azienda Amadori di Bologna. Per gli altri animali, ci sono poi gli scarti del mercato di Lusia e il pane che il responsabile di Bandiera Gialla due volte a settimana raccoglie dal carcere di Rovigo. Anche 7-8 mila pani per volta che non vengono così buttati ma salvano, in questo caso, la vita. Aiutati anche i 18 membri del circo ai quali i volontari di Bandiera Gialla riescono a consegnare un po’ di spesa». 
Proprio l’altro giorno, il presidente Rossi è riuscito a portare loro anche un po’ di carne donata in parte da una macelleria della zona. L’enorme macchina della solidarietà che si muove in città non sembra lasciare fuori nessuno e ogni giorno affronta con il sorriso la prima linea nel tentativo di alleviare i disagi dell’emergenza. La solidarietà non guarda a bandiere o confini, ma passa direttamente dal cuore alle mani.
«Si è instaurato un rapporto di amicizia tra i volontari e i circensi - spiega il numero uno di Bandiera Gialla -, sono persone molto cordiali e disponibili. Non si dimenticano mai di ringraziarci e non chiedono altro che cibo per gli animali».
Chiunque volesse dare un aiuto al circo può farlo, spiega il coordinatore dei volontari: viveri o mangime, fieno per gli animali e carne per le tigri che in genere si alimentano di pollo, tacchino o manzo. Dopo il 13 aprile il nuovo decreto Covid-19 potrebbe allentare le maglie dell’emergenza anche per il circo. 
«Prima di andarsene - fa sapere Rossi - hanno promesso uno spettacolo per tutti i volontari di Bandiera Gialla».

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