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Devin De Bianchi, stella italiana di Ovo (Cirque du Soleil), si allena in attesa di ripartire. "Felice del grande talento di Gabriel"


Il sito dello show fissa le prossime date, quindi la ripresa del tour, a metà luglio in Cina, fra Pechino e Shanghai. Lui intanto continua ad allenarsi incessantemente e utilizzando, da buon circense, tutto ciò che gli capita a tiro: tavoli, sedie, scale, pavimenti e letti. Devin De Bianchi, l’unico a interpretare la libellula (Dragonfly) nello spettacolo Ovo del Cirque du Soleil, dal 12 marzo scorso, dall’ultima esibizione alla Don Haskins Center, a El Paso nel Texas, non si è mai fermato e si è reso soltanto qualche breve giorno di vacanza. E’ ancora sotto contratto con la produzione canadese fino al termine del 2020, l’accordo gli era stato prorogato nel luglio dello scorso anno.

Con lo spettacolo Ovo, produzione nata in Canada sotto chapiteau nel 2009 e nel 2016 riadattatasi per arene e palazzetti, si è registrato un passaggio storico per il circo italiano: per la prima volta, infatti, un artista tricolore ha vestito i panni del personaggio solista di una produzione del Cirque du Soleil. Devin, figlio di Elivs (spericolata acrobata alla ruota della morte) e di Ketty Vulcanelli (eccelsa cavallerizza),  approda al Soleil all’età di 25 anni: lo contattano il 30 settembre 2018 dopo aver visto un video su youtube. Il giovane, che il 15 maggio prossimo compirà 27 anni, non ha quindi partecipato ad alcun casting. La produzione gli ha chiesto soltanto di eseguire figure e coreografie per valutare la sua presenza scenica. Da lì a poco Devin ottiene la parte di Dragonfly (libellula) nello spettacolo che in tutto il mondo, in circa dieci anni, ha avuto milioni di spettatori dal Canada agli Stati Uniti, dall’Europa all’Asia, dall’Oceania al Sud-America.

L’artista italiano arriva quindi a Montreal, quartier generale del Soleil, e vi rimane per 5 settimane di duro lavoro, coreografie, prove di costumi e trucco, lezioni per imparare il personaggio. Essere al Cirque du Soleil, il sogno di ogni artista circense, dice Devi De Bianchi “significa mettersi seriamente in gioco e faticare tantissimo per non deludere le aspettative”. Aspettative e responsabilità che per il Dragonfly di Ovo sono davvero tante: la libellula, cioè Devin, è il carachter solista dello show che entra in scena ben otto volte, più quella del suo meraviglioso numero di verticalismo con cui domina il palco per ben 6 minuti assieme ad altri due personaggi, il ragno rosso e il ragno nero.

Alle verticali Devin non ha competitors, certamente in Italia e in Europa e probabilmente anche nel mondo. Con il suo elastico corpo, tenendosi sulle mani, riseca a disegnare di tutto con una facilità disarmante e con un’eleganza che non ha eguali. Il suo debutto in questa disciplina è avvenuto nel gennaio del 2004 quando Devin non aveva ancora compiuto 11 anni. Ebbi la fortuna di vederlo in quel periodo durante una tournee in Sicilia del circo Weber, quello diretto dallo zio Ettore, addestratore recentemente scomparso per un incidente mentre allenava le sue tigri. Immediatamente le doti di quell’esile ragazzino mi apparvero sconfinate e, guarda caso, il futuro poi lo avrebbe confermato. In sedici anni di carriera il verticalista ha lavorato sotto ai tendoni più importanti, il Magnifico Acquatico e Infierno della famiglia Zoppis e poi il Medrano. Qui ha anche presentato un numero alle fasce e cinghie aeree.

Sono davvero pochi quelli che possono competere con Devin ma in Italia c’è una piccola stella, anzi già un piccolo fenomeno. Si tratta di Gabriel Dell’Acqua, dieci anni compiuti il 24 gennaio scorso, cresciuto nel circo Meraviglioso Acquatico di famiglia. I video del bimbo-prodigio hanno fatto più volte il giro del web e sono anche arrivati a Devin: “Quando mi capita di vedere i video di Gabriel penso che sia un grandissimo talento, che sia già molto bravo per la sua età. A dire il vero – ha aggiunto l’artista del Soleil -  non ricordo quali cose riuscissi a fare quando avevo 10 anni come lui. Posso però affermare, senza alcun indugio, che sia un altro grande talento nascente e questa cosa mi rende molto felice perché onestamente in Italia i verticalisti bravi bravi li conti sulle dita. Sono molto patriottico e mi rende davvero felice se un verticalista Italiano, di famiglia circense, diventi un grande artista. Gabriel potrebbe essere il mio erede? Non posso pensare questo perché non sarebbe nella mia umiltà – ha concluso Devin De Bianchi -. Auguro a comunque Gabriel tanta fortuna”.

Di Pietro Messana



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