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Il covid blocca il circo, il paese corre in aiuto


"Juri, al mio due vola, vola". E' Juri, 12 anni e capelli lunghi e fluenti, vola davvero. Guardandolo dal basso sembra quasi sfiorare il grande viadotto dell'autostrada. René Rodagell,, messicano giramondo, per tutti qui "il maestro degli acrobati", lo guarda come si fa con un figlio del quale si è fieri: "è bravo,eh? ha il sangue della vostra famiglia nelle vene", dice dando una pacca sulla spalla a Darix Martini, padre di Juri e di Michael, "l'acrobata più giovane del mondo ad aver conseguito il quadruplo salto mortale ai trapezi volanti".
I Martini padre e figli, René il messicano, l'elefante Baby Dumbo, tre tigri della Malesia e una tigre albina detta Rambo, insieme ad altri 150 artisti russi, bulgari, italiani con al seguito trenta bambini, dal 7 marzo scorso, dal giorno del lockdown per il coronavirus, sono bloccati qui: sotto i piloni dell'autostrada Messina-Catania all'ingresso di Santa Teresa di Riva.
Il Circo Miranda Orfei è montato come quel maledetto 7 marzo con la platea di sedie rosso fuoco, il telone giallo e blu con il pennacchio in cima, la biglietteria dalle mille lampadine colorate all'ingresso. Ma non ci sono le luci accese, nessuna musica, nessuna aria di festa. "Siamo fermi qui da tre mesi e stiamo vivendo un momento difficile perchè non abbiamo soldi non potendo fare spettacoli, ma abbiamo da sfamare 150 persone e gli animali" dice Darix, patron del Miranda, uno dei più grandi circhi in circolazione con il suo spettacolo di ballerini e acrobati bambini: "Contavamo di completare il nostro tour in Sicilia e poi risalire verso il Nord, ma il coronavirus ci ha fermato e non sappiamo se e quando torneremo a metterci in cammino come sempre abbiamo fatto nella nostra vita."
Poco distante dal grande telone si sentono passi pesanti. L'elefante Baby Dumbo, 32 anni, è uscito dalla sua casa. Appena vede volti estranei rientra e dall'apertura fa capolino solo la proboscide: " Baby dai, esci, abbiamo ospiti, fatti vedere", dice Desiré Caroli, toscana dell'Isola d'Elba che un giorno ha mollato tutto e tutti per imparare l'arte dell'addestramento. Si è innamorata nel frattempo del domatore russo Wlandi che adesso la guarda appoggiato alla roulette mentre cerca di far uscire Baby. dietro si scorge una sagoma bianca a strisce nere dentro un recinto quasi di fortuna. "Lei è Rambo, la nostra tigre albina, una rarità per un circo", dice Darix. Per sfamarla ci vogliono dieci chili di carne al giorno. Nel camion accanto altre quattro tigri sembrano dormire beatamente: "In totale significa almeno trenta chili di carne al giorno solo per loro", aggiunge Darix che si commuove mentre gli occhi diventano umidi. Ma non per la disperazione, bensì per l'emozione. Perché adesso inizia a narrare un altro racconto di questa strana storia circense ai tempi del corona virus. Il racconto di un intero paese che dal sindaco all'ultimo commerciante ha adottato tutta questa comunità arrivata lì a febbraio per far felici i loro bambini.
Proprio mentre Darix abbassa lo sguardo si sente forte un clacson di un camion che suona. E' Massimo, un dipendente dell'azienda zootecnica Ferraro: "Darix vieni a darmi una mano", urla. E subito Massimo con altri operai del circo inizia a scaricare sacchi di farina: "Il mio titolare mi ha detto di lasciare ogni volta che passo da qui della farina per loro", dice felice. La carne la portano invece alcuni produttori aderenti alla Coldiretti, che qui ha organizzato diverse giornate di beneficenza. E poi c'è la Croce Rossa che visita i bambini, la parrocchia che dona il possibile. Il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha creato una task force al Comune per far iscrivere i bambini a scuola e adesso sta cercando di far avere al circo i buoni pasto con i soldi per l'emergenza Corona virus. "Abbiamo coinvolto le famiglie del paese - dice l'assessora Annalisa Miano - per raccogliere derrate alimentari e anche in un periodo difficilissimo tutti hanno risposto dando quel che potevano. I panifici hanno donato chili di pane e le rosticcerie hanno riaperto solo per loro".
Una mobilitazione anche delle insegnanti: "I bambini stanno facendo lezioni online con le maestre della scuola di Santa Teresa di Riva e non stanno rimanendo indietro per fortuna", dice Sabrina Dell'Acqua, trasformista e quattro figli al seguito.
"Speriamo finisca tutto presto, intanto diciamo grazie davvero a tutta Santa Teresa di Riva", dice Riccardo Gravina, 45 anni, presentatore, ex deejay di Bari che venti anni fa ha deciso di seguire questo strano baraccone colorato passato un giorno dalla sua città e che il destino ha voluto fermare adesso tra l'autostrada e il mare di questo angolo di Sicilia.

DI CLEMENTE CORVO

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