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L'abbraccio popolare al circo che attende la ripartenza

Parla Antonio Buccioni presidente dell'ENC: "Quarantasette aziende in crisi hanno bisogno di sostegno dal Governo"


L'emergenza sanitaria di questi mesi ha colpito e bloccato dal 9 marzo i 47 circhi del nostro paese che sono fermi nelle città dove stavano rappresentando lo show, in 15 regioni, in attesa di poter riprendere la loro attività.
Dai Togni agli Orfei, dagli Zoppis ai Canestrelli, dai Casartelli ai Martini e tutte le altre dinastie, per la prima volta hanno dovuto fare a meno di accendere i riflettori e scendere in pista per affascinare, conquistare, intrattenere grandi e piccoli con le loro rappresentazioni. E nonostante i circensi siano abituati a fare i salti mortali questa volta hanno dovuto alzare le mani e interrompere il loro viaggio e le loro tournée.
"Siamo in attesa di capire come sarà il futuro del nostro settore - spiega Antonio Buccioni  presidente dell'Ente Nazionale Circhi - il nostro piano è stato dapprima quello di pensare all'approvvigionamento di uomini e animali e poi di avere una certezza dai comuni di far sì che le varie compagnie potessero rimanere nelle aree dove attualmente si trovano in attesa dell'eventuale ripartenza."
Intanto però il circo italiano ha potuto contare su un grande abbraccio popolare che mai prima d'ora si pensava: quello delle tante città dove erano ospitati.
"Una vera gioia - aggiunge Buccioni - i cittadini si sono mobilitati e hanno cercato di portare sostegni veri a tutti i componenti del circo. Grande protagonista la Migrantes e la Caritas che da subito hanno organizzato raccolte di alimenti per tutte le comunità. Abbiamo accolto la mano tesa della Coldiretti che attraverso il suo presidente Ettore Pandini ha organizzato in tutta Italia una catena di distribuzione di prodotti a sostegno soprattutto degli animali. Senza dimenticare il prezioso intervento della Protezione Civile di Roma che attraverso Marco Leonardi si è attivata ovunque."
Dunque il circo forte di questo abbraccio popolare in attesa di ripartire aspetta un intervento del governo, che possa dargli la forza di alzarsi in piedi. Lo spettacolo viaggiante dal vivo si sa non può stare molto tempo fermo, i costi quotidiani senza gli introiti non si possono coprire.
"Stiamo cercando il supporto del governo che ci garantisca l'immediata erogazione del Fus - conclude Buccioni- e un contributo extra Fus per quelle aziende ferme che non rientrano nel primo caso."

Di Francesco Puglisi
Fonte Il Tempo


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