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"Sarebbe un vero dramma restare bloccati e non potere lavorare fino all'autunno"


E' nato pure un cucciolo di lama nell'accampamento che si è venuto a creare al Ponte Bloy, dove gli artisti del Circo Sandra Orfei di Equestre Vassallo hanno cominciato gli spettacoli il 28 febbraio scorso e dove - quando erano in procinto di trasferirsi a Favara - si ritrovano bloccati dal 5 marzo a seguito delle restrizioni imposte dal Governo a causa del coronavirus.
"Non abbiamo ancora scelto il nome, saranno i nostri bambini a sceglierlo - dice sorridendo Marcello Marchetti, che si occupa dell'attività del circo e coordina trenta persone e (adesso) conta sull'apporto di 26 animali - di sicuro la nascita del piccolo lama è un segno di speranza che ci incoraggia tutti. Quello che ci preoccupa invece sofferenza, ovviamente, è il fatto che siamo bloccati qui e non sappiamo quando potremo muoverci. Il fatto che ci preoccupa maggiormente è che si parla di tutto e di tutti, ma quando si discute del riavvio delle attività lavorative, son si fa mai cenno a chi si occupa di spettacoli viaggianti, ed in particolare il Governo non pronuncia mai la parola circo.
Il timore è quello che, come per il cinema e i teatri, si possa restare fermi sino al prossimo autunno o ancora dopo. E questo per noi sarebbe un vero dramma...".

"Quello che ci consola comunque - racconta Marchetti, che è anche il punto di riferimento di altri sei circhi che si trovano al momento fermi in Sicilia - è che qui a Caltanissetta la gente ha dimostrato sin dal primo momento di averci preso a cuore e c'è chi si preoccupa della situazione di disagio in cui siamo venuti a trovarci. Non solo il parroco della chiesa San Luca, don Alfonso Cammarata, che tramite i volontari della "Caritas" diocesana e dell'associazione "Migrantes", ci sta assicurando ogni giorno tutto quello che abbiamo bisogno per sopravvivere, ma che le persone che abitano nella zona che ormai conosciamo una per una e che ci stanno vicine.
E soprattutto il sindaco Roberto Gambino si sta comportando in maniera encomiabile e va ringraziato personalmente, poichè ha anche cercato di colmare la nostra disperazione in tutti i modi.
Non solo continua a non farci pagare la tassa per l'occupazione del suolo pubblico, ma ha che trovato il modo di non fare mancare l'acqua a noi ed ai nostri animali, consentendoci di usufruire del pozzo di Pian del Lago e di aiutarci in tutti i modi. Un fatto del genere, e cioè che le autorità cittadine e quelle ecclesiastiche collaborino tra di loro in questo modo, non ci era mai capitato di constatare e forse non era mai capitato nelle altre città italiane. Per questo possiamo dire che Caltanissetta, dove nel frattempo continuiamo ad allenarci ogni giorno, ci stiamo trovando benissimo e questo lo ricorderemo per sempre. L'unica cosa che ci manca è il lavoro, e quello speriamo che torni prima possibile...".

Di Giuseppe Scibetta 
                                                                                                                     Fonte LaSicilia



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