NOTIZIE RECENTI

Accoglienza e comprensione per 50 circensi

Caltagirone. Grazie alla mediazione della Diocesi, trovata una soluzione per consentire la permanenza del Circo Greca Orfei


Per oggi era prevista l'entrata in vigore dello sgombero immediato del circo Greca Orfei, ma la diocesi di Caltagirone, ieri stesso, ha trovato una soluzione.
Il sindaco, Gino Ioppolo, che aveva emanato il provvedimento, esprime compiacimento per gli eventi che soddisfano le esigenze di tutti. Il grande tendone è fermo nel piazzale antistante la piscina comunale - causa emergenza Covid-19 - dal 3 marzo, con oltre 90 giorni di permanenza. Il gruppo dei circa 50 circensi, fra cui artisti, anziani e bambini, per effetto del provvedimento, avrebbe dovuto levare le tende oggi stesso. Per loro sarebbe stato impossibile ma, grazie al lavoro di interlocuzione e mediazione della Chiesa calatina, è stata trovata una soluzione alternativa: il trasferimento in uno spazio attiguo, ma poco distante, all'hotel villa Sturzo, che è di proprietà della Diocesi. Per i circensi la situazione, quindi, è del tutto mutata con la canonica quiete dopo l'apparente tempesta.
La carovana aveva programmato la partenza da lunedì 15 giugno con destinazione Piazza Armerina.
Alla base delle loro difficoltà si erano poste più motivazioni, fra cui quella di non avere un luogo in cui spostarsi. Dai responsabili del circo Greca Orfei era giunto un appello al sindaco, affinchè concedesse 7 giorni di permanenza. Ciò a dimostrazione del fatto che devono essere espletate determinate procedure che scadono proprio il 15 giugno.
"Non comprendevamo - dice Egle Mavilla, responsabile del circo - la gravità della situazione, ma ringraziamo con il cuore la Diocesi di Caltagirone, per averci manifestato strumenti di pura accoglienza, sensibilità, comprensione e valido aiuto. Avevamo difficoltà di spostamento per più motivi, di cui uno legato ai sistemi sanitari. Il circo non è una saracinesca che chiude e riparte il giorno dopo. La permanenza di altri 7 giorni è una necessità. Non vogliamo metterci contro nessuno. Siamo persone non siamo delinquenti, ma rispettosi delle regole".
Il sindaco non ha revocato l'ordinanza, ma ha espresso soddisfazione per il positivo epilogo: "Sappiamo - dice Gino Ioppolo - dell'iniziativa della Chiesa calatina, che d'intesa con noi, è protesa a trovare soluzioni. Anche in questo caso si è dimostrata sensibile, mettendo a disposizione per alcuni giorni, un'area distante dal centro abitato, per agevolare le operazioni di trasferimento".
Torna, dunque, il sereno fra le parti. Ciò si deve anche al ruolo di intermediazione indiretta assunto dalla Caritas e dalla Diocesi.
"Ringraziamo il vescovo, mons. Calogero Peri - conclude Egle Mavilla - e il responsabile della Caritas, don Luciano Di Silvestro, per essere venuti in nostro aiuto. Ringraziamo anche il sindaco e la cittadinanza tutta, per avere contribuito alla soluzione in questa lunga emergenza pandemica".

Di Gianfranco Polizzi

                                                                                               

Nessun commento